venerdì 25 maggio 2018

L’ex Cia Pompeo da Kim, esplode la pace coreana

Incontro segreto tra Mike Pompeo, ex direttore della Cia e candidato Segretario di Stato e il leader coreano Kim Jiong-un.
-Li rivela lo stesso Trump con solito tweet e curare la propria immagine dopo i missili sulla Siria. “Siamo ad un passo dal massimo livello”.

Con un tweet Trump svela il segreto

Esplode la pace coreana. Era incontro segreto e segreto di Stato, ma al Tweet non si comanda. “I negoziati tra Stati Uniti e sono a un passo dal massimo livello” (l’incontro tra i due presidenti), cinguetta Donald Trump, che dopo l’esibizione di missili sulla Siria, ha ora bisogno di crearsi l’immagine da costruttore di pace. In realtà, a incontrare il dittatore nordcoreano, ha reso noto successivamente il Washington Post, è stato Mike Pompeo. L’ex direttore della Cia e segretario di Stato in pectore, in attesa della conferma della nomina da parte del Senato, h compiuto una prima missione esplorativa, più da capo spia che da diplomatico.

Un viaggio super segreto per ragioni sia politiche che di sicurezza, compiuto probabilmente nel fine settimana di Pasqua. Destinazione: Pyongyang. E nella capitale nordcoreana Pompeo ha avuto un contatto faccia a faccia con Kim, per porre le basi del confronto sulla denuclearizzazione, in vista dello storico vertice, programmato “entro maggio”, tra i due presidenti. La visita di Pompeo diventa l’incontro di più alto livello tra Usa e Corea del Nord dal 2000, quando Madeleine Albright, allora segretario di Stato dell’amministrazione Clinton si incontrò con Kim Jong-Il, padre del Kim attuale.

Pompeo avrebbe raggiunto un accordo per la sua visita a Pyongyang proprio grazie ai contatti tra la Cia e i servizi nordcoreani. Ma anche con il contributo del numero uno degli 007 sudcoreani Suh Hoon, colui che avrebbe negoziato l’invito a Trump da parte di Kim Jong-un. Le parti in causa, dunque, si sarebbero avviate sulla strada della distensione molto più di quanto finora immaginato, con Trump che a questo punto non nasconde l’auspicio di una vero e proprio trattato di pace che ponga fine al conflitto nella penisola coreana e sostituisca l’armistizio che fermò la guerra nel 1953, siglato anche da Usa e Cina.

Inutile dire che per Trump gli sviluppi delle ultime ore sul fronte della questione nordcoreana sono una vera e propria boccata di ossigeno, dopo giorni e giorni di forti pressioni per la crisi della Siria, ma soprattutto per le vicende legate alle indagini sul Russiagate e a quelle sul suo avvocato personale, Michael Cohen, per non parlare delle accuse dell’ex capo dell’Fbi James Comey. E i tempi in cui Trump descriveva la Corea del Nord “il risultato di un tragico esperimento nel laboratorio della storia” – poche settimane fa – sembrano davvero lontani. Tra storia e interessi personali

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