domenica 26 maggio 2019

Cuba oltre l’era Castro, Diaz-Canel presidente

Il presidente cubano Raul Castro, 86 anni, passerà domani il testimone, la fine di un’era in cui per circa 60 anni i fratelli Castro – Fidel prima e Raul poi – hanno gestito il potere e rappresentato l’isola.
– Passaggio di potere giovedì 19 aprile, il 57esimo anniversario della vittoria della baia dei porci, considerata da Cuba «la prima sconfitta dell’imperialismo yankee in America Latina», nel 1961.

Passaggio di consegne

Cuba oltre l’era Castro. Il presidente cubano Raul Castro, 86 anni, cede il testimone. 60 anni della Cuba comunista nella versione dei fratelli Castro, Fidel prima e Raul poi. «Abbiamo percorso un lungo, lungo, lungo e difficile cammino affinché i nostri figli, quelli di oggi e quelli di domani, siano felici», ha dichiarato a marzo Raul, che nel 2006 era succeduto al fratello Fidel, allora indebolito e poi morto il 25 novembre del 2016.
l’assemblea nazionale è convocata per una plenaria storica: gli oltre 600 deputati chiamati a eleggere un nuovo Consiglio di Stato, il principale organo dell’esecutivo cubano. Quest’ultimo, subito dopo, si riunirà per designare il suo presidente, che prenderà il posto di Raul Castro. Nuovo presidente, nuova era per un piccolo Paese che ha rappresentato molto per alcune idealità e illusioni nel mondo.

Miguel Diaz-Canel accanto a Raul Castro

Favorito Miguel Diaz-Canel

Nessuna conferma formalmente, ma il prescelto è Miguel Diaz-Canel, 57 anni, già primo vice presidente e numero due del governo. Salito in modo discreto nella gerarchia di governo, è diventato braccio destro del presidente nel 2013 fra la sorpresa generale, di fatto il delfino naturale di Castro.
«Ci sarà una parte di rinnovamento ma anche di continuità», aveva spiegato recentemente uno dei quadri del regime, il ministro degli Esteri Bruno Rodriguez, ricordando che Raul Castro accompagnerà il suo successore mantenendo le redini del potente Partito comunista cubano. Il presidente uscente, infatti, lascerà la guida del partito unico soltanto al prossimo congresso, che è in programma per il 2021, quando lui avrà 90 anni.

La Cuba prossima futura

L’erede dei Castro sarà incaricato soprattutto di proseguire la indispensabile modernizzazione di un modello economico obsoleto, in un momento in cui Cuba affronta l’indebolimento del Venezuela suo alleato, nonché l’embargo Usa che continua a pesare sul suo sviluppo, e in un momento in cui L’Avana deve fare i conti anche con la battuta d’arresto imposta dall’avvento della destra di Trump al disgelo con gli Usa che era stato avviato nel 2014 da Obama. Fine della generazione storica del 1959, quella che ha fatto la rivoluzione. Il nuovo presidente non porterà l’uniforme militare e non sarà il primo segretario del Partito comunista cubano. Per questo ci sarà ancora Raul Castro. A Cuba i simboli contano. Passaggio di potere giovedì 19 aprile, il 57esimo anniversario della vittoria della baia dei porci, considerata da Cuba «la prima sconfitta dell’imperialismo yankee in America Latina», nel 1961.

Chi è Miguel Diaz-Canel

Cambiamento o continuità con il passato? Il successore di Raul Castro è ancora un enigma: leader di una generazione più giovane, ha sostenuto la modernizzazione dell’isola ma è anche un burocrate di lungo corso del Partito Comunista e in pochi si aspettano da lui cambiamenti radicali. Ai tempi in cui era dirigente provinciale del Partito veniva chiamato “Diaz y Noche”, un gioco di parole sul suo nome e la serie tv “Day and Night”. Si era guadagnato infatti la fama di essere un instancabile cane da guardia contro la corruzione delle imprese statali nei confronti delle quali ordinava ispezioni a qualsiasi ora del giorno e della notte appunto. Oggi che Miguel Diaz-Canel sale al vertice del potere cubano quel soprannome può ben descrivere l’ambiguità tra aspettative di riforma del regime e ortodossia castrista con cui viene accolta la sua nomina.

Primo leader nato dopo la rivoluzione

Diaz-Canel è un ingegnere elettronico. Famiglia modestissima, allievo brillante e poi insegnante all’università prima che la sua carriera politica decollasse. Capo provinciale del Partito negli anni Novanta, durante il momento più difficile della crisi economica di Cuba in seguito al crollo dell’Unione Sovietica. All’epoca portava capelli lunghi e ascoltava la musica rock. Tre le aperture al cambiamento, Diaz-Canel ha anche chiesto una copertura più critica degli eventi nei media gestiti dallo Stato e un più ampio accesso a Internet per aprire una delle società meno connesse al mondo. Le sue recenti dichiarazioni pubbliche si sono concentrate sul bisogno di continuità e sulla lotta contro l’imperialismo, incarnato ora dal nuovo presidente degli Stati Uniti dopo le aperture di Obama e la storica stretta di mano con Raul Castro. Da ricordare infine che la organizzata di dissidenti cubani che vive negli Stati Uniti, nel 2016 ha votato in grande maggioranza per Trump nonostante le sue dichiarazioni sui “latinos”.

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