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venerdì 20 Settembre 2019

L’ex Fbi bombarda ‘The Donald’

Un libro, una vendetta, forse una prossima candidatura repubblicana contro.
-L’ex capo dell’Fbi, James Comey, ha sferrato un attacco duro e personale contro Donald Trump.
-‘Moralmente inadatto’, ‘bugiardo seriale’, ‘donne come carne’, mentre montano gli scandali sessuali a pagamento.
-Replica. Comey ‘palla di fango’.

L’ex Fbi bombarda ‘The Donald’
moralmente inadatto al ruolo

L’ex Fbi bombarda. James Comey, decisamente arrabbiato, risponde con un attacco personale a Trump. A maggio dello scorso anno Comey, repubblicano di antica data e quindi non avversario politico sospetto, mentre guidava l’inchiesta sul Russiagate dell’Fbi, era stato brutalmente licenziato da Trump. Motivazione offensiva, ‘non all’altezza del compito’, non abbastanza duttile sulla questione russa secondo la testimonianza di Comey al Congresso. Vendetta, ‘tremenda vendetta’, resa ancora più pesante in una intervista televisiva di lancio del libro. Trump «moralmente inadatto a essere presidente», un uomo che «tratta le donne come carne», puttaniere detta all’ipocrisia americana, un «bugiardo seriale», questa presidenza «una foresta in fiamme che può fare enormi danni ai valori fondanti del nostro Paese».

Sul fronte dell’alcova

Comey poi sposta l’attacco sul fronte politico sposando una parte delle accuse di parte democratica alla vittoria elettorale di Trump. La Russia non solo sostenitrice dell’allora candidato, ma di fatto, titolare di ‘segreti inconfessabili’. Materiale per ricattare il presidente americano, lancia il sospetto Casey. E con Trump, prioritari sempre i problemi di alcova. «Io non so se l’attuale presidente degli Stati Uniti sia stato con delle prostitute che urinavano una sull’altra. È possibile, ma non lo so». ‘Dico non dico’, a proposito di un presunto video del 2013 citato nel dossier dell’ex spia britannica Cristopher Steel in cui si vedrebbe Trump in un hotel di Mosca con alcune prostitute che urinano sul letto dove avevano dormito Barack e Michelle Obama, video che sarebbe in mano ai russi.

Russi alla Casa bianca

Tra reati per cui Trump potrebbe essere incriminato, la richiesta di abbandonare le indagini dell’Fbi su l’ex consigliere per la sicurezza nazionale Michael Flynn. Sempre sulla Russia usata come arma: «Quando poi nella stessa settimana ho visto le notizie in cui Mr. Trump aveva incontrato funzionari russi nello studio Ovale chiamandomi «balordo» – ha continuato – «la mia reazione è stata: wow!. Prima di tutto, cosa ci fanno i russi nello studio Ovale senza che nessun americano fosse presente. E poi che la finzione si stava dissipando».
La chiusura e la riapertura delle indagini Fbi sull’uso di un server privato di posta da parte di Hillary Clinton, pochi giorni prima del voto. «Ho camminato col mal di stomaco», confessa Comey, per proporsi come integerrimo servitore dello stato anche a costo di favore un candidato come Trump.

«Palla di fango»

La risposta di Trump è stata altrettanto ‘cattiva’: Comey definito «palla di fango» e la promessa via Twitter che deve ancora arrivare il peggio. «Quando qualcuno mi attacca, io contrattacco sempre, 100 volte di più». Non è chiaro dove porterà tutto ciò, di certo non è finita qui. Ciò che Comey ha da dire non è solo un battibecco personale, ma una possibile testimonianza che l’inquirente federale sul Russiagate Mueller per decidere se Trump ha commesso o meno un reato da impeachment, come ostruzione alla giustizia. Prospettiva che non piace a parole allo stesso Comey: «Lascerei decidere gli americani con le elezioni». Certamente convinto di aver dato una mano per evitare un secondo mandato di simile presidente Usa. Ma mancano ancora due anni alla resta dei conti elettorali.

Escort pagate ‘a sua insaputa’

Il fuoco incrociato arriva mentre si tiene a New York l’udienza sul materiale sequestrato a Michael Cohen, l’avvocato e custode dei segreti di Trump. Al termine di ore di botta e risposta fra l’accusa e la difesa, il giudice Kimba Wood stabilisce che copie dei documenti prelevati dall’Fbi devono essere consegnate allo staff legale di Cohen. All”udienza, presente anche la pornostar Stormy Daniels,  si scopre che fra i tre clienti di Cohen nell’ultimo anno c’è anche la star di Fox Sean Hannity, il maggiore difensore di Trump sul piccolo schermo. Gli altri due clienti nell’ultimo anno sono stati Trump e Elliott Broidy, vice presidente per le finanze del partito repubblicano, per il quale Cohen – il “pitbull di Donald” -, ha negoziato l’accordo da 1,6 milioni di dollari per ‘silenziare’ una ex modella di Playboy che affermava di essere stata messa incinta.

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