domenica 23 settembre 2018

Siria, attacco Usa-Londra-Parigi a gusci vuoti

Usa, Gb e Francia attaccano la Siria. Colpiti un centro di ricerca, un vecchio sito di stoccaggio per armi chimiche a Homs e un posto di comando
– Alle 21 di New York (le 3 in Italia) il presidente ha annunciato una serie di attacchi mirati a siti legati ai programmi di guerra chimica.
– L’operazione coordinata con Francia e Regno Unito.
– May: ‘Non puntiamo a rovesciare il regime di Assad.
– La Nato appoggia l’iniziativa, l’amministrazione Usa assicura che ‘non è finita’, ma il Congresso si ribella: ‘Non hanno chiesto il via libera’.
– Mosca e Teheran minacciano conseguenze

Tornano i tre dell’attacco alla Libia

A una settimana dal presunto attacco chimico alla città siriana di Duma, il presidente Usa ha ordinato la rappresaglia contro il regime di Damasco, “in stretto coordinamento con Londra e Parigi”. Colpire come atto politico, ma senza fare ‘troppo male’, soprattutto ai russi presenti in Siria.
“Il nostro obiettivo è distruggere le capacità di lanciare armi chimiche del regime siriano”, ha detto Trump in diretta televisiva alle 21 ora di Washington, ed ha anche aggiunto che “andremo avanti il tempo necessario per distruggere le loro capacità”. L’amministrazione Usa assicura che ‘non è finita’, ma il Congresso si ribella: ‘Non hanno chiesto il via libera’.
Contemporaneamente a Londra la premier Theresa May (i britannici sono accusati dai russi di aver montato l’inganno gas chimici, vedi Piero Orteca nel pezzo precedente) ha dichiarato:”ho ordinato alle forze britanniche di condurre attacchi coordinati e mirati per ridurre il potenziale dell’armamento chimico del regime siriano e dissuaderne l’uso”.

Pochi minuti dopo le 3 ora di Damasco, la tv siriana e alcuni giornalisti accreditati in Siria hanno confermato che gli attacchi erano in corso, e che alcune esplosioni si sono sentite anche nei dintorni della capitale siriana. Per quanto noto al momento Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna avrebbero utilizzato soprattutto missili da crociera, lanciati da unità navali oppure da sommergili (come quello che Londra aveva appena spostato al largo della Siria).
Il Pentagono ha riferito del lancio di 120 missili, Mosca parla di “oltre 100” lanciati contro obiettivi militari e civili in Siria da navi e velivoli statunitensi, britanniche e francesi”. Il ministero della Difesa russo aveva già precisato che nessuno missile è entrato all’interno delle “bolle” protette dalle difese aeree russe che sono situate intorno alle basi di Hmeymin e Tartus. Sempre secondo Mosca la difesa aerea siriana ha intercettato tutti i 12 missili cruise che erano stati lanciati contro l’aeroporto militare di Dumayr.
Il governo francese ha fatto vedere sui suoi account Twitter aerei Rafale in decollo per l’operazione in Siria, mentre 4 Tornado britannici decollati prevedibilmente dalla base cipriota di Akrotiri hanno messo a segno l’operazione contro una installazione vicino Homs.

Pentagono

Un’ora dopo il discorso di Trump, il Segretario alla Difesa James Mattis ha tenuto una conferenza stampa al Pentagono assieme al capo di stato maggiore Joseph Dunford. “Gli obiettivi presi di mira sono tutti collegati al programma di armi chimiche dell’esercito siriano”, ha detto il ministro. In particolare un centro di ricerca scientifica nella capitale, un sito di stoccaggio per precursori di armi chimiche a Ovest di Homs e un posto di comando situato nei pressi del secondo obiettivo.

“Un chiaro messaggio per Assad, ha detto Mattis: L’anno scorso il regime di Assad non ha compreso bene”, ha spiegato il ministro riferendosi al precedente attacco militare Usa in Siria. “Questa volta abbiamo colpito in maniera più dura insieme ai nostri alleati. Se dovessero perpetrare un altro attacco con armi chimiche dovranno rispondere ancora di più alle loro responsabilità”.

Per Mattis sono stati usati due volte il numero di missili o di sortite aeree utilizzati un anno fa, quando per la prima volta l’amministrazione Trump decise di colpire Assad dopo un altro bombardamento chimico del suo esercito. Fonti del governo di Damasco citate da alcuni media americani hanno subito parlato di “danni limitati”. Fonti del regime di Assad affermano che contro la Siria “sono stati lanciati circa 30 missili, un terzo dei quali sono stati abbattuti”. A rivelarlo l’agenzia Reuters in un tweet. Sempre secondo fonti siriane, a Homs ci sarebbero tre civili feriti.

Russia fuori bersaglio
ma molto arrabbiata

Il generale Dunford ha spiegato che la Russia, presente in Siria con molti uomini, non è stata informata dell’attacco statunitense ma sono state effettuate tutte le comunicazioni necessarie per evitare incidenti fra aerei americani e russi. Tradotto, significa che il Pentagono ha utilizzato la “linea rossa” che normalmente viene utilizzata per comunicare le rispettive operazioni aeree fra Usa e Russia.
Il segretario Mattis ha spiegato che i bersagli “sono stati specificatamente individuati per evitare di colpire presidi con forze russe in Siria”. Una precisione chirurgica confermata dai russi che hanno fatto sapere che “nessuno dei missili degli Usa e dei suoi alleati è entrato all’interno delle aree anti-aeree russe”.
La prima reazione di Mosca è stata dura: l’ambasciatore russo negli Usa Anatoly Antonov ha avvertito che “le azioni degli Usa e dei loro alleati in Siria non rimarranno senza conseguenze” e ha accusato l’Occidente di aver delineato “uno scenario precostituito”.

Raid simbolici per salvare la faccia

Assad ma sopratutto Iran. La Russia è stata avvertita in anticipo della pioggia di missili che stavano per cadere sulla Siria, ha detto il ministro della difesa francese, Florence Parly, parlando all’Eliseo, anche se da Washington, Trump lo nega. Molta commedia, con aspetti decisamente dubbi. Tre gli obiettivi, due siti di stoccaggio per armi chimiche nell’area di Homs.
Probabile che il deposito di armi chimiche fisse vuoto e del resto gli stessi americani annunciarono nel 2014 che il regime di Assad aveva consegnato tutte le armi chimiche a sua disposizione. In caso contrario risulta incredibile che sia stato attaccato un deposito di armi del genere col rischio di disperderle nell’ambiente provocando un numero imprevedibile di vittime.

Tempistica sospetta

Fonti russe a Douma riferiscono si sia trattato di una montatura organizzata con un vero set cinematografico dietro cui si nasconderebbe l’iniziativa dei servizi segreti di Londra. Proprio oggi gli esperti dell’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (Opac) raggiungeranno Douma e inizieranno a effettuare rilievi, il fatto che il blitz degli alleati sia scattato poche ore prima dell’arrivo dei tecnici e non dopo il rapporto dell’Opac, sembra confermare l’assenza di “pistole fumanti” concrete nelle mani degli occidentali.

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