Privacy Policy
domenica 17 20 Novembre19

Il principe al Louvre, cultura e cena, ma i diritti umani fuori dalla porta

Il principe ereditario saudita Bin Salman alla corte di Macron. Cena al Louvre prima degli affari.
– Frizioni sul nucleare iraniano e contratti rimandati.
– Amnesty International. «Arabia Saudita terzo Paese al mondo dove si svolgono più pene capitali

Mohammed Bin Salman, il principe ereditario del regno saudita in bilico tra il medioevo civile dentro cui ancora vive la popolazione e la modernità miliardaria dei petrodollari di chi comanda. Tra giorni a Parigi per piacere e affari. Prima di lui, la mitica visita di re Faysal, nel 1967, su invito del generale de Gaulle. Macron è il padrone di casa decaduta che esibisce l’ospite di danaro. E ora si scopre che domenica sera, a sorpresa, ha cenato con il giovane principe, 32 anni, al museo del Louvre.
Tre ore a mangiare e discorrere amabilmente in inglese, narrano le cronache mondane, concedendo qualche attenzione anche ad alcuni ‘fastidi’ come l’Iran o la guerra nello Yemen. Fuori dal Louvre, meno arte e relativa nobiltà, varie Ong a protestare contro l’ospite quasi re dell’assurdo, e per la vendita di armi da parte della Francia all’Arabia Saudita, che sarebbero poi utilizzate nello Yemen contro i ribelli houthi, sostenuti dall’Iran.

Amnesty International ha addirittura comprato due pagine di pubblicità del quotidiano Libération: sullo sfondo, la foto di un impiccato e la scritta «Macron, ne vale la pena». Sotto, la spiegazione: «L’Arabia Saudita è il terzo Paese al mondo dove si svolgono più pene capitali. Noi pensiamo che valga la pena di parlare di diritti umani con il principe. E lei?». Più servili il ministro degli Esteri e della Difesa, ospiti nella casa parigina del principe per parlare di soldi e di armi. La cultura solo al museo.
Obiettivo politico di Macron, convincere Bin Salman e con lui, ‘di sponda’ il suo amico americano Trump, a salvare l’accordo sul nucleare iraniano del 2015. Ma si sa che la luna di miele tra Mbs e Trump è dovuta proprio alla volontà dell’americano di stracciare l’accordo. Pensare che ai tempi di Hollande, Riad aveva privilegiato la relazione con Parigi rispetto a Washington, proprio perché Obama aveva spinto verso quell’accordo. Ma le presidenze Usa cambiano e certi re restano.

Amnesty International: Arabia Saudita terza al mondo per esecuzioni capitali.

 

 

Potrebbe piacerti anche