giovedì 18 luglio 2019

Polizia francese e migrante incinta, violenza e caso Papon

2018, la polizia francese che ordina in modo brusco a una famiglia di migranti di scendere da un treno a Mentone, finendo per trascinare giù dal vagone una donna incinta, presa per braccia e gambe.
– Polizia francese particolarmente razzista soprattutto nei confronti di africani e arabi?
– Una brutta storia dai tempi della guerra d’Algeria che non è accaduta tra i monti dell’Atlante o nella kasba di Algeri, ma nella civilissima Parigi del 1961 e 1962.

Macron fa rima con Papon?

Una brutta storia dai tempi della guerra d’Algeria che non è accaduta tra i monti dell’Atlante o nella kasba di Algeri, ma nella civilissima Parigi del 1961 e 1962

Maurice Papon

Il 2 aprile 1998 la corte di Bordeaux condannò a dieci anni di reclusione per crimini contro l’umanità l’ex funzionario del ministero degli interni ed ex parlamentare gaullista Maurice Papon, ritenuto responsabile della deportazione di oltre millecinquecento ebrei dal dipartimento della Gironda negli anni della repubblica di Vichy, il regime collaborazionista francese nel periodo dell’occupazione nazista. Papon in particolare aveva cooperato nella consegna degli ebrei ai tedeschi e nell’organizzazione dei convogli ferroviari diretti in Germania. Mai in precedenza un funzionario pubblico di grado così elevato era stato condannato per reati analoghi e per la Francia si trattò senza dubbio di uno shock. In seguito, in attesa della sentenza d’appello in discussione presso la corte di cassazione, Papon fuggì in Svizzera, ma fu arrestato e riconsegnato alle autorità francesi.

Papon in divisa alla sinistra di De Gaulle

Maurice Papon all’inizio della guerra e fino alla sconfitta della Francia era stato ritenuto uno dei tanti funzionari governativi simpatizzanti per il Fronte popolare, la maggioranza composta da radicali di sinistra, socialisti e comunisti che sosteneva il governo presieduto da Leon Blum. All’avvento della repubblica di Vichy Papon aveva aderito poco dopo ricoprendo vari incarichi direttivi, ma poi si era schierato con le forze di de Gaulle: quando il generale arrivò in visita a Bordeaux nei giorni della Liberazione trovò ad accoglierlo proprio questo fedele funzionario. Sebbene il comitato di liberazione di Bordeaux avesse espresso delle riserve sull’operato del prefetto, fu promosso ed inviato in Nord Africa, dove stava covando l’insurrezione algerina. Ebbe poi vari spostamenti di sede tra cui in Corsica, ma alla fine degli anni Cinquanta approdò a Parigi.

Se le circostanze e i fatti della collaborazione con gli occupanti nazisti emersero con sufficiente chiarezza nel processo, altri episodi altrettanto controversi nella storia della Francia – nei quali Maurice Papon giocò un ruolo di protagonista come prefetto di polizia di Parigi – rimangono tuttavia ancora in parte oscuri. Nella notte del 17 ottobre 1961 nella capitale si svolse una manifestazione per l’indipendenza organizzata dal Fronte di Liberazione nazionale algerino: nelle intenzioni degli organizzatori e dei partecipanti la manifestazione avrebbe dovuto essere del tutto pacifica, ma lungo il percorso dalle banlieu al centro cittadino essi furono bloccati con durezza inaudita. Tra l’altro, per ribadire il carattere pacifico e sottolineare la proprio dignità di lavoratori stranieri – e pur costretti a vivere in bidonville – il Fronte aveva insistito che tutti indossassero abiti e camice stirate.

Non solo la manifestazione fu duramente repressa dalle forze di polizia, ma anche il bilancio fu pesantissimo: secondo stime ufficiali quasi una cinquantina di morti e almeno il doppio di feriti, che secondo altre inchieste indipendenti furono in realtà molti di più. Particolarmente efferate – secondo agghiaccianti testimonianze dei superstiti – le modalità di alcune morti: sembra infatti che feriti da colpi di arma da fuoco esplosi dalla polizia siano stati poi gettati in un corso d’acqua e non normalmente soccorsi. Altri fermati, feriti e ammassati nei commissariati nel corso della notte, non ricevettero cure fino alla mattina successiva. L’altro episodio poco chiaro avvenne l’8 febbraio 1962, quando nel corso di una manifestazione per fare cessare le violenza dell’OAS, vi furono otto vittime per percosse tra i manifestanti dei quali almeno uno gettato nel vuoto all’ingresso della stazione di Charonne del metro, mentre secondo altre testimonianze si racconta che la polizia abbia gettato sui manifestanti già precipitati e che giacevano a terra pesanti parti della recinzione in ferro battuto che tanto caratterizza le fermate del metro di Parigi.

 

LA POLIZIA FRANCESE TRASCINA
GIU’ DAL TRENO LA MIGRANTE INCINTA

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