Ancora una figuraccia del ministro degli Esteri britannico Boris Johnson, sotto accusa per aver fuorviato l’opinione pubblica sul caso Skipral e gas nervino. Johnson, con la sua ormai ben nota ‘moderazione’ e ora si può aggiungere ‘attendibilità’, aveva sostenuto, mentendo, che i super esperti del laboratorio di Porton Down avevano identificato la Russia come origine dell’agente nervino usato per avvelenare a Salisbury l’ex spia russa Sergey Skripal e la figlia Yulia.
Il sempre meno credibile ministro e l’ambasciatore britannico e Mosca, coinvolto a sua volta nella montatura. «Il Foreign Office oggi è stato costretto a cancellare un tweet nel quale sosteneva che gli scienziati avevano concluso che l’agente Novichok usato nell’attacco era “prodotto in Russia”», scrive l’agenzia Aska.
A provocare tutto, l’ormai ben nota dichiarazione di Gary Aitkenhead, il responsabile del laboratorio militare britannico di Porton Down -la certificazione veritiera- che ha detto che non è stato possibile risalire alla ‘origine precisa’ dell’agente chimico mortale. La smentita clamorosa di quanto affermato dal ministro in un avventato tweet pubblicato il 22 marzo che, per stessa ammissione del ministero guidato da Johnson, «non rispecchiava ‘accuratamente’ le informazioni ricevute». Tradotto, aveva raccontato il falso.
Quello stesso 22 marzo Johnson, in una intervista Tv aveva insistito con la versione dalla assoluta certezza scientifica delle responsabilità di Mosca. Una forzatura maliziosa ed evidente con faccia e voce dello stesso discusso ministro.
Una intervista alla tv tedesca Deutsche Welle -Germania più recalcitrante su sanzioni contro Mosca- nella quale gli era stato chiesto come Londra avesse potuto stabilire con tanta rapidità che il novichok provenisse dalla Russia. Il ministro aveva risposto: «Quando guardo alle evidenze, chi lavora a Porton Down, il laboratorio, è stato assolutamente categorico. Gli ho chiesto io stesso ‘sei sicuro?’. E mi ha risposto ‘Non c’è alcun dubbio’. Perciò non abbiamo potuto far altro che prendere le iniziative che abbiamo preso».
Clamorosa frottola che ha coinvolto il mondo e che ora il Foreign Office cerca di minimizzare rimuovendo le prove della bugia-truffa. Il tweet ora cancellato recitava: «L’analisi degli esperti a livello mondiale del Laboratorio di Scienze e Tecnologie della Difesa di Porton Down ha stabilito che si è trattato di agente nervino militare novichok prodotto in Russia».
Replay esatto delle affermazioni non veritiere del ministro. All’attacco il partito laburista, per bocca della sua ministra ombra degli Interni Diane Abbott: «Pare che Boris Johnson abbia fuorviato l’opinione pubblica sostenendo che gli scienziati di Porton Down gli avevano confermato che la Russia era la fonte del gas nervino usato a Salisbury… Boris Johnson rappresenta la Gran Bretagna sulla scena mondiale, ma ancora una volta ha dimostrato di non poterlo fare in modo responsabile».
Il leader laburista Jeremy Corbyn ha detto a Sky News: «Boris Johnson deve rispondere a domande molto serie».
Ma è tutta la Gran Bretagna a dover dare spiegazioni serie al mezzo mondo che l’ha spesso di malavoglia inseguita. Secondo il laboratorio di Porton Down, contro Skripal è stato usato un gas militare che probabilmente può essere prodotto e utilizzato solo da uno stato, ma non è possibile provare che arrivi dalla Russia.
Nessun innocente ma neppure nessun colpevole certo, e Downing Street, cercando di limitare i danni afferma che i test di Porton Down sono “solo una parte del quadro di intelligence” che punta sempre contro la Russia. Segue alla prossima puntata.