giovedì 23 maggio 2019

Gaza, l’esercito israeliano spara, 16 morti e 1200 palestinesi feriti

Sono saliti a 14 i manifestanti palestinesi uccisi oggi nei violenti scontri con l’esercito israeliano lungo la barriera difensiva tra Gaza e lo stato ebraico. Lo riferisce il ministero della sanità della Striscia, citato dall’agenzia palestinese Maan che parla anche di oltre 1.200 feriti.
– I militari rispondono “con misure di dispersione dei disordini e sparando verso i principali istigatori”: schierati oltre cento ‘tiratori scelti’, precisa Israele.
– Israele ha bombardato con cannonate e raid aerei tre siti di Hamas sempre a Gaza in risposta, riferisce l’esercito, ad un tentativo di attacco armato.
– La mobilitazione palestinese durerà fino al 15 maggio, giorno della Nakba, l’indipendenza israeliana del 1948 che i palestinesi definiscono “la catastrofe” perché molti furono costretti a lasciare la loro case

Sono saliti a 16 i manifestanti palestinesi uccisi oggi nei violenti scontri con l’esercito israeliano lungo la tra Gaza e lo stato ebraico. Lo riferisce il ministero della sanità della Striscia, citato dall’agenzia palestinese Maan che parla anche di oltre 1.200 feriti.
Israele ha bombardato con cannonate e raid aerei tre siti di Hamas sempre a Gaza in risposta, ha riferito l’esercito, ad un tentativo di attacco armato contro loro soldati.

Gaza, la Striscia dell’inferno

Lanci di pietre e molotov a cui i militari israeliani rispondono con gli spari dei cecchini e ammazzano. Manifestazione diventata guerriglia la “Marcia per il Ritorno” voluta da Hamas in occasione del ‘Land Day’. Secondo le ultime notizie dal ministero della Sanità di Gaza, sono almeno 14 (fonte Haaretz) i manifestanti palestinesi uccisi negli scontri con l’esercito alla barriera che isola Gaza, tra cui anche un 16enne. La stessa fonte, confermando quanto riportato dai media locali, parla di 1200 feriti. Un massacro. Era il Land Day, che coincide con l’avvio della Pasqua ebraica, celebra ogni anno lo sciopero generale e le marce organizzate il 30 marzo del 1976 per protesta all’esproprio di terre per motivi di sicurezza da parte di Israele.

Fonte israeliana

L’esercito israeliano ha stimato in “circa 20 mila”, i palestinesi che hanno manifestato “in cinque punti diversi lungo la barriera, bruciando pneumatici, lanciando bombe molotov e pietre contro la barriera. Da il Fatto quotidiano, la versione di Gerusalemme, «Le forze armate israeliane stanno rispondendo con misure di dispersione dei disordini e sparando verso i principali istigatori». Misure ‘di dispersione’ molto decise visto il numero di morti e feriti che pare destinato a salire. Secondo i media, l’esercito ha schierato fra le sue forze oltre cento cecchini. Il gruppo arabo-israeliano per i diritti umani Adalah denuncia che “sparare contro i manifestanti di Gaza è illegale” e viola le norme internazionali.

Il quotidiano israeliano Haaretz

 

 

Prevenzione-provocazione

Gli scontri sono cominciati dopo che giovedì i palestinesi hanno cominciato a montare le prime tende lungo il confine con Israele in vista della “Marcia per il ritorno” cominciata oggi: la protesta, di sei settimane, per il ‘Land day’. Lo riferiscono media locali, secondo cui il grosso dei manifestanti è atteso però alla fine delle preghiere del venerdì nelle Moschee. Possibile notte di altri scontri. «Quarantadue anni dopo – aveva detto Hanan Ashrawi dell’Olp dopo aver rivendicato il valore dell’iniziativa – i palestinesi in tutta la Palestina storica continuano a sopportare distruzione, spostamenti e disumanizzazione per mano di un governo di estrema destra ed estremista israeliano».

Netanyahu e oltre a destra

Dall’altra parte dei reticolati in cui è chiusa Gaza, Israele ha rafforzato le misure di sicurezza e schierato truppe supplementari -compresi i 100 tiratori scelti-cecchini citati dal capo di stato maggiore Gadi Eisenkot- con l’obiettivo annunciato di impedire ogni sconfinamento in territorio ebraico e danni alla barriera difensiva. Tutta colpa di Hamas, sostiene il governo Netanyahu, “responsabile dei disordini violenti e di tutto quello che avviene sotto i suoi auspici”. Il ministro della difesa Avigdor Lieberman ha avvisato in arabo, sul suo profilo Twitter, che «ogni palestinese che da Gaza si avvicina alla barriera di sicurezza con Israele metterà la propria vita a rischio».

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