lunedì 20 agosto 2018

Manipolazioni elettorali via fb, ultradestra, soldi e prostitute

Cambridge Analytica, manipolatrice di campagne elettorali in tutto il mondo con società collegate e aziende sub appaltatrici.
– L’uso di Facebook. Corruzione e prostitute per manipolare.
– Bannon, l’ex stratega di Trump la ‘mente’ di Cambridge Analytica’.
– Il guru ultraconservatore nel 2014 cominciò a costruire profili di milioni di elettori americani su cui testare l’efficacia dei messaggi populisti pro Donald

Manipolate 200 elezioni nel mondo
usando facebook escort e mazzette

Alexander Nix, amministratore delegato di Cambridge Analytica lo esibisce come biglietto da visita per altri clienti: la sua società, al centro delle polemiche in questi giorni per aver raccolto senza il consenso degli interessati i dati personali di milioni di persone su Facebook negli Stati Uniti per favorire la vittoria elettorale di Donald Trump, fa segretamente campagne elettorali in tutto il mondo attraverso una serie di società collegate a Cambridge Analytica e aziende sub appaltatrici. Quindi, non solo Trump o Brexit o dintorni italiani del passato, ma la democrazia di mezzo mondo manipolata a colpi di corruzione e prostitute, scopriremo tra poche righe.
Giornalismo come quello di un tempo che fu, Channel 4, un giornalista infiltrato che si presenza come potenziale cliente, rappresentante di alcuni deputati dello Sri Lanka, e Alexander Nix e Mark Turnbull, direttore operativo della Analytic, vantano tutti gli sporchi trucchi che usano abitualmente a favore del loro cliente, ma sono ripresi da una telecamera nascosta. Banditi piccioni che vuotano il sacco. Prassi abituale, soldi e puttane: la possibilità di poter incastrare diversi politici accusandoli di corruzione e di rapporti sessuali con prostitute ucraine.

 

Ex spie britanniche e israeliane

Sotto l’occhio delle telecamere di Channel 4, l’amministratore delegato della società ha detto di poter entrare in possesso di informazioni sui rivali politici di chi si rivolge alla sua azienda grazie all’aiuto di ex spie della Gran Bretagna e di Israele. “Ma facciamo molto di più”, dice in una delle cene nel documentario: “Scavando in profondità si scoprono cose interessanti, ma l’efficacia migliore si ha quando si va a parlare di persona con questi politici in carica e gli si offre un accordo, è troppo bello per essere vero, ma bisogna assicurarsi di registrare il tutto. Questo è un tipo di tattica molto efficace, si hanno subito le prove video di corruzione”.
L’altra opzione per inchiodare un politico è minacciare uno scandalo sessuale. “Manda qualche ragazza in casa di un candidato, abbiamo un sacco di casi di questo tipo”, ha detto al giornalista. “Potremmo ad esempio portare con noi qualche ucraina in vacanza, sai a cosa mi riferisco”. Nix lascia intendere che le sue idee vengono da alcuni precedenti concreti: “Per favore, non prestare troppa attenzione a quello che sto dicendo, perché ti sto dando solo degli esempi di quello che si può fare, e di quello che è stato fatto..”.

Analytica ‘sotto copertura’

Nix spiega che Cambridge Analytica lavora con diversi nomi di altre società e per tranquillizzare il giornalista-cliente dice che “Non ci sarà alcuna traccia con il nostro nome. Molti dei nostri clienti non vogliono che risulti che lavorano con società straniere e quindi abbiamo creato altre società, false identità, o possiamo far finta di essere ricercatori universitari. Ho molta esperienza in questo”. Agli incontri ha anche partecipato Mark Turnbull, direttore operativo di Cambridge Analytica, che ha spiegato come la società sia in grado di mettere notizia su internet per motivare l’elettorato in un senso o nell’altro: “Noi mettiamo solo informazioni su Internet e poi le osserviamo mentre crescono e diventano virali. Diamo una spinta ogni tanto e tornano a diffondersi di nuovo… come in un controllo remoto. Deve succedere senza che nessuno pensi che si tratta di propaganda, perché quando si pensa che sia propaganda la domanda successiva è: ‘chi l’ha fatta circolare?'”.
I manager hanno detto di aver lavorato in oltre duecento elezioni in tutto il mondo, tra cui Nigeria, Kenya, Repubblica Ceca, India, Argentina e Cina. “Nel 2012 aiutammo un partito italiano a rinascere”. È giallo sul cliente di Cambridge Analytica ma le tracce risultano abbastanza evidenti.

Ultradestra ispiratrice e populismo

Bannon, l’ex stratega di Trump era la “mente” di Cambridge AnalyticaBannon, l’ex stratega di Trump era la “mente” di Cambridge Analytica. Il guru ultraconservatore nel 2014 cominciò a lavorare a un ambizioso programma: costruire profili dettagliati di milioni di elettori americani su cui testare l’efficacia dei messaggi populisti pro Donald Trump. Bannon, già numero uno del magazine ultraconservatore Breitbart News, entrò a far parte del board della società Cambridge Analytica di cui è stato vicepresidente dal giugno 2014 all’agosto 2016, quando divenne uno dei responsabili della campagna elettorale di Trump. Fu lui che aiutò a lanciare la società grazie ai finanziamenti dei suoi ricchi sostenitori, a partire dalla famiglia miliardaria dei Mercer.
L’ex dipendente dellaAnalytica, Chris Wylie, in una intervista al Washington Post, spiega come di fatto Bannon era il boss di Alexander Nix, il controverso Ceo della società che nelle ultime ore è stato sospeso dal suo incarico. “Bannon approvò nel 2014 una spesa di circa un milione di dollari per acquistare dati personali raccolti anche su Facebook”.

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