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martedì 19 20 Novembre19

Londra Mosca, diplomatici cacciati, ma quel petrolio russo della BP?

Caso Skripal, i diplomatici russi hanno lasciato Londra. Adesso tocca ad altrettante famiglie britanniche tornare a casa.
– Dopo tanta gran cassa politica, frenata della real politik sul caso della spia russa Skripal.
– Gli interessi commerciali britannici in Russia, a partire dal petrolio BP, che detiene una quota del 20% in Rosneft, il gigante russo di idrocarburi.
– Solo Boris Johnson insiste e paragona Putin a Hitler

23 i diplomatici-spia russi costretti a partire da Londra, famiglie con gatti al seguito, 80 persone. Ora tocca ad altrettante probabili spie britanniche sotto copertura diplomatica a Mosca, fare il viaggio inverso. Dopo tanta gran cassa politica e accuse che occorrerebbe provare, frenata della real politik dopo il caso scoppiato per l’avvelenamento di Serghei Skripal, ex spia del Kgb, traditore in contro MI6 britannico, e della figlia Yulia.
Theresa May, dopo gli strepiti dei giorni sorsi frena, forse consigliata da ‘amici’ occidentali, europei a transatlantici, che le hanno chiesto dove volesse arrivare. Trump telefona Putin congratulandosi per la sua quarta rielezione, l’Europa nella sua varianti arlecchino, fa altrettanto. Soltanto il ministro degli esteri Boris Johnson insiste, e accusa Putin di usare la Coppa del mondo ‘come fece Hitler con le Olimpiadi’. Ma il personaggio è noto.

‘Russia to Use World Cup Like Hitler Used Olympics,’ Says Britain’s foreign minister Boris Johnson ripped into Vladimir Putin Wednesday. Guerre esplose per molto meno nel passato. Sarà forse anche un matto noto a tutti, tenerlo come ministro degli esteri coinvolge tutto il Regno Unito. Proprio ora che dalla City, qualcuno ha tirato le orecchio alle premier sull’orlo di una crisi di nervi.
Distratta Theresa, che per ‘ragioni incerte’ -stampa britannica- rischia di mettere in pericolo gli interessi commerciali del Paese in Russia, in particolare quelle del suo principale produttore di petrolio, BP, che detiene una quota del 20% in Rosneft, il gigante russo di idrocarburi.
Nel 2017 la BP aveva dichiarato di poter ricevere forniture da 7 miliardi a 20 miliardi di metri cubi di gas all’anno da Rosneft, ma solo se il presidente russo Vladimir Putin accetterà di rompere il monopolio dello stato attualmente della Gazprom. Manderanno Boris Johnson a chiederglielo?

Intanto da Mosca, le contestazioni sulla paternità del gas nervino incriminato. Leonid Rink, creatore del nervino A-234, la sostanza che :Londra sostiene sia stata usata per avvelenare l’ex spia russa Sergei Skripal, ha commentato il caso per Sputnik. Rink ha osservato, in particolare, che il fatto che Skripal sia vivo dimostra che la Russia non è coinvolta nel suo avvelenamento, perché anche un sabotatore russo semianalfabeta non utilizzerebbe un veleno russo con un nome russo. Altra perplessità scientifica. Quaranta ricoverati, nessun intossicato: cosa ha avvelenato Skripal?
Poi il ragionamento politico in cui ognuno tira l’acqua al suo mulino. “In primo luogo, Skripal ha lavorato per entrambe le parti, cioè ha dato i suoi contatti britannici ai russi e quelli sovietici agli inglesi. Quindi Mosca non avrebbe avuto nessun interesse. Egli si è detto inoltre convinto che dietro l’avvelenamento della ex spia russa ci sono i servizi segreti britannici.

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