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lunedì 16 Dicembre 2019

Facebook spia in casa di tutti noi, per farne cosa e a favore di chi?

Facebook. Acquisiti illegalmente dati di 50 milioni di utenti del social network.
– Per vendere meglio un prodotto, una idea, un partito, un presidente.
– I dati utilizzato per le elezioni di Donald Trump e per il referendum Brexit.
– La società ‘ladra’ è stata consulente di un partito politico del nostro paese di cui non si sa ancora il nome.
– Facebook punita in borsa, cedeva il 6,8%. Solo la società guidata da Zuckerberg ha perso circa 36 miliardi di dollari del suo valore.

  • C’è una società vicina alla destra statunitense, Cambridge Analytica, che raccoglie dati personali per creare profili psicologici degli utenti da usare in campagne di marketing super mirate

  • Viene sospesa di colpo da Facebook con l’accusa di avere usato dati raccolti sul social network che non le appartenevano.

  • Guardian e New York Times pubblicano articoli accusando Facebook di avere reso possibile la raccolta, seppure non attivamente, e di avere poi sottovalutato o nascosto la cosa.

Privacy ma sopratutto democrazia

Cinquantuno milioni i profili di elettori americani – secondo quanto rivelato dall’inchiesta giornalistica del Guardian e del New York Times- sono stati violati dalla società Cambridge Analytica, quando era al servizio della campagna di Donald Trump per la Casa Bianca, e i dati sono stati usati per influenzare il voto. Un’azione simile sarebbe stata portata avanti anche per influenzare il voto sulla Brexit e forse altre importanti elezioni nel mondo.
E perché non anche in casa nostra? E se non è acceduto, perché non potrebbe accadere domani?
Chi e come ci difende dalla spia che sta raccogliendo dati già da quanto io scrivo e tu stai leggendo in questo momento? Oppure, quali e quante notizie false -le fake news- ci stanno propinando in questo momento per avvelenare la nostra capacità di giudizio, per indurci a certe paure, per indirizzarci verso certe scelte?

La spia informatica in casa nostra

“Non sono una spia e sono pronto a parlare con l’Fbi e davanti al Congresso americano”, afferma Aleksandr Kogan, l’accademico russo americano che ha raccolto le informazioni su 50 milioni di americani, provocando lo scandalo che sta travolgendo Facebook. Kogan, respinge con forza l’accusa di essere una spia russa e di aver operato con Facebook per semplici fini accademici.
Per accedere ai dati, Cambridge Analytica avrebbe sfruttato un’applicazione chiamata ‘thisisyourdigitallife’, presentata a Facebook e ai suoi utenti come uno strumento per ricerche psicologiche la cui raccolta dati sarebbe servita per fini esclusivamente accademici (una sorta di test che prometteva di rivelare alcuni lati della personalità). Scaricata da oltre 270mila persone, la app avrebbe consentito di accedere ai loro dati e a quelli di ‘amici’ e ‘contatti’ di Facebook.

Facebook ‘disattenta’ o complice?

Facebook ha oscurato Cambridge Analytica venerdì scorso, tre anni dopo aver scoperto che aveva infranto le regole del social network.  Anni di ‘disattenzione’ su cui è concentrata l’attenzione di parlamentari americani e britannici, ai quali non va giù la spiegazione del social media che sostiene di essersi fidato della assicurazione che quei dati usati illegittimamente erano stati cancellati.Non è la prima volta che su Facebook si scatena una bufera per il suo ruolo ‘politico’.
E in queste ore, coincidenza singolare, Facebook ha cancellato la sezione dedicata alle storie politiche di successo, cioè quelle che grazie all’uso del social network sono riuscite ad emergere ed ottenere risultati elettorali. Lo riporta il sito The Intercept e la società di Menlo Park.
La Cambridge Analytica, è stata consulente anche di un partito politico del nostro paese di cui non si sa ancora il nome.

Cosa c’entrano Trump e la Russia

Cambridge Analytica è stata fondata nel 2013 da Robert Mercer, un miliardario imprenditore statunitense con idee molto conservatrici che tra le altre cose è uno dei finanziatori del sito d’informazione di estrema destra Breitbart News, diretto da Steve Bannon (che è stato consigliere e stratega di Trump durante la campagna elettorale e poi alla Casa Bianca). Cambridge Analytica è specializzata nel raccogliere dai social network un’enorme quantità di dati sui loro utenti: quanti “Mi piace” mettono e su quali post, dove lasciano il maggior numero di commenti, il luogo da cui condividono i loro contenuti e così via.
Più “Mi piace”, commenti, tweet e altri contenuti sono analizzati, più è preciso il ‘profilo psicometrico’ di ogni utente, spiega Emanuele Menietti, sul Post, una sorta di scheda su come la pensiamo e sulla base di cosa ragioniamo. Oltre ai profili psicometrici, Cambridge Analytica ha acquisito nel tempo molte altre informazioni.

Cosa se ne fa Cambridge Analytica dei dati

Cambridge Analytica dice di avere sviluppato un sistema di “microtargeting comportamentale”, che tradotto significa: pubblicità (prodotti o messaggio politico) personalizzata. Kosinski sostiene che siano sufficienti informazioni su 70 “Mi piace” messi su Facebook per sapere più cose sulla personalità di un soggetto rispetto ai suoi amici, 150 per saperne di più dei genitori del soggetto e 300 per superare le conoscenze del suo partner. Con una quantità ancora maggiore di “Mi piace” è possibile conoscere più cose sulla personalità rispetto a quante ne conosca il soggetto.
Le informazioni di vario tipo carpite via Facerbook  su 50 milioni di persone, rappresentano un archivio enorme.
Per vendere meglio un prodotto, una idea, un partito, un presidente.

Trump e le presidenziali del 2016

Nell’estate del 2016, il comitato elettorale di Trump affidò a Cambridge Analytica la gestione della raccolta dati per la campagna elettorale.  Sponsor delle scelta Jared Kushner, il genero di Donald Trump, e Steve Bannon, all’epoca capo di Breitbart, già vicepreswidente di Cambridge Analytica. Furono usate grandi quantità di account fasulli gestiti automaticamente (“bot”) per diffondere post, notizie false e reazioni contro Hillary Clinton.
Gli interventi erano quasi sempre in tempo reale, per esempio per riempire i social network di commenti durante i dibattiti televisivi tra Trump e Clinton, gli eventi più attesi e seguiti dagli elettori. Ogni giorno venivano prodotte decine di migliaia di annunci pubblicitari, sui quali misurare la risposta degli utenti online e ricalibrarli privilegiando quelli che funzionavano di più.

Cambridge Analytica, la Russia e Brexit

Grazie a un’inchiesta del Wall Street Journal, sappiamo che Michael Flynn, l’ex consigliere della sicurezza nazionale di Trump, aveva stretti legami con la Russia. Sappiamo anche che Flynn ebbe un ruolo da consigliere proprio con la Cambridge Analytica. Non sappiamo se la grande quantità di dati raccolta da Cambridge Analytica, comprese le informazioni ottenute da Facebook, sia stata passata alla Russia.
Nel maggio del 2017 il Guardian aveva dedicato una lunga inchiesta a Cambridge Analytica e al suo ruolo nella campagna referendaria per Brexit. L’azienda aveva collaborato alla raccolta di dati e informazioni sugli utenti, utilizzati poi per fare propaganda a favore dell’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea. Tramite Mercer, Bannon e lo stesso Trump, la società era in contatto con i principali sostenitori del “Leave” compreso il partito populista UKIP, Nigel Farage.

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