domenica 26 maggio 2019

Soccorsi in mare, nave sequestrata e incriminata la ong

Catania, la procura sequestra la nave della Ong spagnola ProActiva dopo che ha sbarcato a Pozzallo 218 migranti. Tre responsabili della Ong indagati.
– Il reato ipotizzato è di associazione per delinquere finalizzata all’immigrazione clandestina.
– Secondo l’accusa ci sarebbe una volontà di portare i migranti in Italia anche violando legge e accordi internazionali.
– Leader della ong: “Inventato reato di solidarietà”.
– “Impedire il salvataggio delle vite in pericolo in alto mare è in contrasto con lo Statuto dei rifugiati dell’Onu”

Soccorsi ai migranti, marina libica e procura di Catania

Ancora il pm di Catania Carmelo Zuccaro. Dopo le roventi polemiche della scorsa estate il magistrato torna a far parlare di se e a mettere sotto inchiesta una nave umanitaria della ong spagnola Proactiva Open Arms. L’accusa è di quelle gravi, oltre al fermo dell’imbarcazione infatti il comandante e il coordinatore a bordo della nave sono sospettati di associazione a delinquere finalizzata all’immigrazione clandestina. Ai membri della ong si potrebbe applicare l’articolo 416 del codice di procedura penale.

Ma cosa è successo realmente? Giovedì scorso, dopo la chiamata del coordinamento della guardia costiera, Proactiva Open Arms in acque internazionali, si è diretta a 73 miglia dalla costa libica, per soccorrere un barcone di migranti in difficoltà.
L’ex senatore Luigi Manconi, già in quelle ore ricostruiva la vicenda in tempo reale. «Una nave libica si è posizionata tra l’imbarcazione dei migranti e la Open Arms, impedendo alle lance della Ong, che stavano distribuendo i giubbetti di salvataggio, di continuare il recupero – affermava Manconi -. I libici, con le armi spianate hanno intimato alla nave spagnola di non muoversi e hanno minacciato di condurre a Tripoli le lance di recupero, che continuano a essere vicine ai migranti. I libici pretendevano che l’equipaggio delle lance consegnasse donne e bambini, altrimenti avrebbero fatto fuoco sui volontari. Alcuni migranti sono ancora in mare, senza che venga permesso a nessuno di prenderli a bordo. Questa situazione di drammatica tensione dura da alcune ore e, al momento, non sappiamo come sia destinata a concludersi».

A quel punto la ong si è rifiutata di consegnare i migranti, per non farli tornare nei centri di detenzione libici, e ha preso la via del ritorno. Le persone a bordo erano 218. A Malta è stato sbarcato un bambino che necessitava di cure urgenti. Poi di nuovo in mare chiedendo un porto sicuro dove sbarcare i migranti. Le autorità italiane però hanno temporeggiato e la vicenda ha assunto i contorni di un incidente diplomatico.
Si è infatti messa in evidenza una prassi totalmente inedita ma che sarebbe stata confermata anche dal Ministero degli Interni italiano. Doveva essere il governo spagnolo a chiedere al governo italiano la concessione di un porto dove approdare. Intanto Open Arms denunciava ciò che stava accadendo e solo nel tardo pomeriggio di venerdì la nave umanitaria ha potuto attraccare a Pozzallo.

Ieri l’intervento della Procura e le accuse. L’ong ha disobbedito agli ordini di Tripoli. Per Zuccaro sarebbero stati violate le leggi internazionali non riconsegnando i migranti alle navi libiche, per Open Arms si tratta della creazione di una nuova fattispecie di reato, la solidarietà.
La legale degli “umanitari” spagnoli, Rosa Lo Faro, ha rilasciato dichiarazioni stupite: «aspetto di leggere il provvedimento ma non è pensabile che sia stato istituito il reato di solidarietà umana». Per l’avvocato «… il decreto legge 286 del 1998 dice chiaramente che non commette reato chi soccorre persone devo dedurre che hanno istituito il reato di solidarietà…».

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