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lunedì 16 Dicembre 2019

Spia russa e un po’ di guerra fredda utile nel pasticcio Brexit

Alleati schierati con Londra, ma non tutti convinti. I leader di Francia, Germania, Stati Uniti e Regno Unito hanno espresso l’ovvia condanna per l’avvelenamento dell’ex ufficiale dell’intelligence russa Sergei Skripal.
– Qualche preoccupazione in più sul presunto gas nervino.
– Lo scrittore Eduard Limonov contro Theresa May casalinga in piazza.
– The Independent, e i soldi russi ai conservatori.

Alleati Nato ad appello nominale
tutti schierati ma pochi i convinti

I leader di Francia, Germania, Stati Uniti e Regno Unito hanno espresso l’ovvia condanna per l’avvelenamento dell’ex ufficiale dell’intelligence russa Sergei Skripal. Con moderazione perché la spia russa l’avevate comprata voi, e a voi spettava proteggervela.
Ma l’attacco del 4 marzo sarebbe il primo caso di uso offensivo di un agente nervino in Europa dalla seconda guerra mondiale, e questo -se dimostrato- oggettivamente fa paura. Chiunque sia stato ad usarlo. Ed ecco la sola richiesta sensata tra tanta concitazione.
«La Russia dovrebbe in particolare fornire una completa divulgazione del programma Novichok all’Organizzazione sul divieto di armi chimiche, l’OPCW». Se veniva chiesto nel dovuto modo da subito, forse la crisi attuale si evitava. O forse la crisi serviva a qualcuno.

Lo scrittore Eduard Limonov
in una intervista all’ANSA

«Il caso Skripal è una messa in scena. La Russia non avrebbe avuto nessun tornaconto ad ammazzarlo, anzi: se fosse stato davvero pericoloso, non lo avrebbero liberato per poi tentare di ammazzarlo. Col nervino si muore in pochi minuti mentre lui invece è ancora vivo». Così lo scrittore e attivista politico Eduard Limonov in un’intervista all’ANSA.
«Theresa May in tutto questo segue Trump, porta il linguaggio della strada nelle relazioni internazionali, esprimendosi come una casalinga in piazza”».
La Russia, argomenta Limonov, era stata “depennata” nel 1991 dalla lista degli avversarsi ed è questo ostinato ritorno dalla ‘tomba’ a creare “frustrazione” in Occidente. «Basta vedere la caccia alle streghe in corso oggi negli Usa, il modo in cui la Russia viene vista in Occidente, in modo ripugnante. È davvero senza precedenti. Anche perché un tempo esisteva la diplomazia, oggi non più».

Montatura contro la Russia
May, casalinga in piazza

Secondo Limonov, l’Occidente ha un’idea semplificata del sistema politico russo e, soprattutto, sopravvaluta il potere di Vladimir Putin. «Le decisioni – dice – non le prende lui da solo, ma in modo collettivo. Il Paese è governato da circa 30 famiglie. E Putin più che uno zar è il portavoce di questo gruppo». «Il nostro sistema politico è autoritario, certo, e le elezioni sono fasulle ma il sistema non si esaurisce con Putin», aggiunge Limonov.
«Prenda Alexei Navalny. Credo che sia l’unico in 1000 anni di storia della Russia ad essere stato condannato a 5 anni e ad aver fatto una notte di galera… perché? Perché dietro di lui c’è uno di questi blocchi di potere e se vuole le faccio anche un nome: Mikhail Fridman, il fondatore di Alfa Group», continua. «Navalny lo conosco da anni, ha un programma ultra-liberale, e vedrà che fra non molto, politicamente parlando, scomparirà… io faccio politica dal 1994 e un pochino di queste cose me ne intendo».

Il ministro degli esteri britannico Boris Johnson

‘The Independent’, veleno
sui soldi russi ai conservatori

«Putin couldn’t have poisoned Skripal – the Tories took so much Russian money he’d never have been able to afford poison», grida il titolo. Il presunto veleno di Putin, e il veleno politico tutto british contro i Tories per la loro storica interessata amicizia con magnati russi molto generosi.
«Theresa May ha voluto dimostrare quanto sia forte nell’opporsi a Putin.
Perché quando l’avversario di Putin, Alexander Litvinenko, è stato avvelenato, ha rifiutato di aprire un’inchiesta su chi l’ha ucciso.
Ma era diverso, perché allora i russi erano ‘kind poisoners’, gentili avvelenatori», scrive Mark Steel, un comico che si diverte a scrivere da giornalista al veleno.
Ricostruzione forse di parte ma molto documentata di alcuni affari politici poco chiari in casa Torries con la Russia degli oligarchi, che in Inghilterra non si comprano soltanto squadre di calcio.

Guerra fredda: per fortuna abbiamo
Boris Johnson e Donald Trump !

Ad esempio, Lubov Chernukhin, moglie dell’ex vice ministro delle finanze di Putin, pagò 160mila sterline per giocare a tennis con David Cameron e Boris Johnson, sì, il ministro scapigliato che adesso strepita e vuole la guerra contro Mosca. Ironia pungente anche verso la City di Londra e «un’istituzione eticamente pura come il sistema bancario britannico». «Che ha resistito fermamente alla tentazione di permettere a qualunque oligarca di acquistare centinaia di appartamenti, lasciandoli vuoti mentre aspettano che il valore aumenti». «O una singola squadra di calcio comprata da un russo e inondata di denaro così può comprare qualsiasi giocatore che gli piace, ma viene comunque sconfitto dal Barcellona».
Ironia finale: Nevertheless, if this is a new Cold War, at least we’re lucky enough to have people we can trust leading our side: Boris Johnson and Donald Trump.
«Tuttavia, se questo è una nuova Guerra Fredda, abbiamo la fortuna da avere al nostro fianco persone come Boris Johnson e Donald Trump».

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