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martedì 19 20 Novembre19

Moro: processi, verità giudiziaria e dietrologie infinite

16 marzo 1978. Quarant’anni fa. Roma, Via del Forte Trionfale. Poco prima delle 9.
– Il presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro esce dalla sua abitazione. Lo accompagnano gli uomini della scorta, Domenico Ricci, Raffaele Jozzino, Giulio Rivera. Francesco Zizzi, Oreste Leonardi…
– La Storia del sequestro di Aldo Moro e della uccisione della sua scorta al netto delle dietrologie.
– I grandi processi per il caso Moro e la verità giudiziaria.

Quel 16 marzo 1978

16 marzo 1978. Trent’anni fa. Roma, Via del Forte Trionfale. Poco prima delle 9. Il presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro esce dalla sua abitazione. Lo accompagnano gli uomini della scorta. Domenico Ricci, Raffaele Jozzino, Giulio Rivera. Francesco Zizzi, Oreste Leonardi.
In via Fani, i brigatisti sono già tutti un posizione. Rita Algranati all’angolo della strada con un mazzo di fiori in mano, segnala a Mario Moretti l’arrivo del convoglio di Moro. Raffaele Fiore, Prospero Gallinari, Valerio Morucci e Franco Bonisoli, vestiti da avieri, si piazzano dietro ad una siepe. Gli altri componenti del commando sono Barbara Balzerani, Roberto Seghetti, Alessio Casimirri e Alvaro Lojacono.

Alle 9,03 l’attacco. Gli uomini della scorta vengono tutti uccisi. Moro viene rapito, trasportato nella base di via Montalcini 8 interno 1. Lo attendono Germano Maccari, Laura Braghetti e Prospero Gallinari. Sarà Mario Moretti a condurre gli interrogatori di Moro nella cosiddetta “prigione del popolo”. Accade per 55 giorni, fino al ritrovamento del cadavere di Aldo Moro nel baule di una Renault 4 rossa, il 9 maggio, in via Caetani, a Roma.
Sulla vicenda sono stati scritti libri seri, altri improntati alla mera dietrologia, sono state formulate teorie bislacche e altre più verosimili.

Processi e verità giudiziaria

MORO-UNO E MORO-BIS
Il 24 gennaio 1983 i giudici della 1/a Corte d’Assise (presidente Severino Santiapichi) emettono la sentenza del processo per la strage di via Fani e il rapimento e l’uccisione di Aldo Moro. Il processo unifica i procedimenti Moro-uno e Moro-bis.
La sentenza condanna all’ ergastolo 32 persone: Renato Arreni, Lauro Azzolini, Barbara Balzerani, Franco Bonisoli, Anna Laura Braghetti, Giulio Cacciotti, Raffaele Fiore, Prospero Gallinari, Vincenzo Guagliardo, Maurizio Iannelli, Natalia Ligas, Alvaro Loiacono, Mario Moretti, Rocco Micaletto, Luca Nicolotti, Mara Nanni, Cristoforo Piancone, Alessandro Padula, Remo Pancelli, Francesco Piccioni, Nadia Ponti, Salvatore Ricciardi, Bruno Seghetti, Pietro Vanzi, Gian Antonio Zanetti, Valerio Morucci, Adriana Faranda, Carla Maria Brioschi, Enzo Bella, Gabriella Mariani, Antonio Marini e Caterina Piunti.
Il 14 marzo 1985 la Corte d’ Assise d’appello conferma 22 condanne all’ ergastolo.
Il 14 novembre 1985 la Cassazione conferma quasi integralmente la sentenza.

MORO-TER
Il 12 ottobre 1988: si conclude con 153 condanne (26 ergastoli e 1.800 anni di detenzione) e 20 assoluzioni il processo sulle azioni delle Br a Roma tra il 1977 e il 1982.
La 2/a Corte d’Assise condanna all’ergastolo Susanna Berardi, Barbara Balzerani, Vittorio Antonini, Roberta Cappelli, Marcello Capuano, Renato Di Sabbato, Vincenzo Guagliardo, Maurizio Iannelli, Cecilia Massara, Paola Maturi, Franco Messina, Luigi Novelli, Sandra Padula, Remo Pancelli, Stefano Petrella, Nadia Ponti, Giovanni Senzani, Paolo Sivieri, Pietro Vanzi, Enrico Villimburgo, i latitanti Rita Algranati e Alessio Casimirri e gli imputati in libertà per decorrenza dei termini di detenzione Eugenio Pio Ghignoni, Carlo Giommi, Alessandro Pera e Marina Petrella.
Il 6 marzo 1992 la terza Corte d’ Assise d’ appello conferma la condanna all’ergastolo per 20 imputati. Pena ridotta per Alessandro Pera, Eugenio Ghignoni, Paola Maturi e Franco Messina.
Il 10 maggio 1993 la prima sezione della Corte di Cassazione conferma le condanne in appello per gli imputati del Moro-ter. Annullata, con rinvio ad altra sezione penale, solo la sentenza nei riguardi di Eugenio Ghignoni, condannato in appello a 15 anni.

MORO-QUATER
Il 1° dicembre 1994 il processo «Moro-quater», che si occupa di alcuni risvolti del caso non risolti dai processi precedenti e di alcuni episodi stralciati dal Moro-ter, si conclude con una sentenza della prima Corte di Assise che condanna all’ergastolo Alvaro Loiacono, in carcere in Svizzera per altre vicende, riconosciuto colpevole di concorso nel rapimento e nell’uccisione dell’ex presidente della Dc Aldo Moro e di altri omicidi.
Il 3 giugno 1996 la sentenza è confermata dai giudici della Corte di Assise di appello di Roma e, il 14 maggio 1997, dalla Cassazione.

MORO-QUINQUIES
Il 16 luglio 1996 i giudici della seconda Corte d’Assise condannano all’ ergastolo Germano Maccari per concorso nel sequestro e omicidio di Aldo Moro e nell’eccidio della scorta e Raimondo Etro a 24 anni e sei mesi. Il 19 giugno 1997, in appello, la pena per Maccari è ridotta a 30 anni.
La Cassazione disporrà un nuovo processo e il 28 ottobre 1998 la nuova sentenza d’appello condanna Maccari a 26 anni ed Etro a 20 anni e 6 mesi. Maccari, tra gli uccisori di Aldo Moro, morirà in carcere.

Crudele epilogo il 9 maggio 1978


 

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