sabato 20 luglio 2019

Chi va e chi viene: via lo slovacco, Merkel 4° e giostra Usa

Slovacchia, il premier Fico si dimette. La crisi politica scatenata dall’assassinio del giornalista Jan Kuciak, che indagava sui rapporti tra politica e criminalità.
– Trump, al 25° licenziamento, sceglie un commentatore tv come consigliere economico.
– Merkel inossidabile al quarto mandato da cancelliere.

Per una ‘ndrina di troppo

Il primo ministro slovacco Robert Fico getta la spugna: sotto pressione da settimane per la crisi politica innescata dall’assassinio del giornalista Jan Kuciak che indagava sui legami tra politica e criminalità, i particolare la ‘ndrangheta calabrese. Lunedì si era dimesso il ministro dell’Interno e braccio destro del premier Robert Kalinak, dopo le partecipatissime manifestazioni di protesta e le pressioni degli alleati della coalizione tripartita scatenate dall’omicidio di Kuciak, e della sua compagna. In precedenza avevano lasciato altri esponenti delle istituzioni, compreso il titolare della Cultura.
Il premier dimissionario denuncia una campagna mirata a destabilizzare la Slovacchia, presentata sui media internazionali come “il buco nero dell’Europa”. Sull’omicidio Kuciak grava l’ombra della ‘ndrangheta. Il primo marzo erano stati arrestati sette italiani, alcuni appartenenti alla famiglia Vadalà, rilasciati dopo due giorni. Ieri Antonino Vadalà è finito di nuovo in manette su mandato della procura di Venezia nell’indagine su traffico internazionale di stupefacenti, riciclaggio e mafia.

Commentatore tv consigliere economico

Il presidente Usa Trump è intenzionato a nominare Larry Kudlow al posto di Gary Cohn, ex numero due di Goldman Sachs, che si era dimesso nelle scorse settimane per i contrasti sui dazi. Dall’alta finanza alla televisione, un salto che farà discutere. Lo riporta la Cnbc, sottolineando che l’annuncio ufficiale è atteso per giovedì. Kudlow è un economista e giornalista che aveva lavorato nell’amministrazione di Ronald Reagan. Nomina destinata a far discutere come seguito a quelle dei giorni scorsi.
Licenziato Rex Tillerson, venticinquesima vittima della nevrotica Casa Bianca di Trump, la nomina al suo posto del falco Pompeo, dalla Cia al ministero degli esteri, a l’altro falco in gonnella, Gina Haspel, neo direttore Cia, nel 2002 coinvolta in due casi di torture. Sessant’anni, veterana dell’agenzia, Haspel diresse infatti uno dei primi “black site” aperti dagli Usa, un compound in Thailandia all’interno del quale i sospetti terroristi di Al Qaeda.

Merkel 4° mandato vota il Parlamento

È toccato al presidente del Bundestag Wolfgang Schaeuble, chiederle se accettava l’elezione. Angela Merkel si è alzata in piedi, ha annuito e ha detto “sì, signor presidente, accetto il voto”. Così, a 171 giorni dalle elezioni, la leader conservatrice sessantatrenne è stata eletta per la quarta volta cancelliera della Germania. Trentacinque ribelli della Grande coalizione hanno deciso di negarle il “sì”, ma 364 parlamentari su 709, nove in più rispetto alla maggioranza, hanno votato a favore.
Merkel si è recata poi al castello di Bellevue, dal presidente della Repubblica, Frank-Walter Steinmeier, per la nomina ufficiale. La ‘Bundeskanzlerin’ è tornata poi in Parlamento per il giuramento davanti ai rappresentanti delle due Camere, Bundestag e Bundesrat, poi giureranno i ministri del suo nuovo gabinetto. Nel pomeriggio il primo Consiglio dei ministri.

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