lunedì 16 luglio 2018

Nuovo scontro Est-Ovest ma non si chiamerà Guerra Fredda

Dalla Russia qualche analista segnala un’anomala ‘quasi Guerra Fredda’ sull’Europa.
– Il conflitto in Ucraina,
– le sanzioni imposte alla Russia,
– la corsa allo sviluppo di nuove armi nucleari,
– una brigata americana inviata di rinforzo in Polonia,
– i nuovi missili di teatro dispiegati da Mosca a Kaliningrad,
– la crescente presenza militare russa nel Mediterraneo,
– le presunte interferenze di Mosca nella politica interna americana ed europea,
– le fake news,
– la “guerra” cibernetica, eccetera.

Nuovo scontro Est Ovest
non ancora Guerra Fredda

Potrebbe essere un nuovo scontro Est-Ovest, una replica di quella Guerra Fredda che congelò l’Europa durante il XX secolo, scrive Stefano Silvestri su AnalisiInternazionale, ma per fortuna ci sono importanti differenze che riguardano in particolare il nostro Vecchio continente.
I segnali più preoccupanti:
– il conflitto in Ucraina che è insieme questione militare, politica ed energetica;
– le sanzioni imposte alla Russia ( e all’Europa contro Mosca);
– la corsa allo sviluppo di nuove armi nucleari, una brigata americana inviata di rinforzo in Polonia;
– i nuovi missili di teatro dispiegati da Mosca a Kaliningrad;
– la crescente presenza militare russa nel Mediterraneo;
– le presunte interferenze di Mosca nella politica interna americana ed europea;
– le fake news con tanti padri;
– la “guerra” cibernetica, eccetera.

Ce n’è più che abbastanza
per una nuova Guerra Fredda

Dall’URSS ad oggi per fortuna si cambia
La Russia, pur restando una superpotenza nucleare e una grande potenza militare convenzionale, non è l’equivalente della vecchia Unione sovietica, non occupa metà della Germania e dell’Europa e non esercita lo stesso livello di minaccia riconoscono persino i più tetragoni generali Nato.
Contesto politico e ideologico
Scomparsa l’Internazionale comunista, gli alleati politici di Mosca sono, oggi, soprattutto i nuovi populisti europei, gli stessi che vanno d’amore e d’accordo con la visione politica del presidente statunitense Donald Trump. Niente più gara tra capitalismo-comunismo, né quello tra democrazia e dittatura.
Autoritarismi senza ideologie a confronto
Una gara per stabilire chi avrà il sopravvento in Europa, tra potenze che, almeno in questa fase, non condividono i valori e le politiche affermatesi nell’Unione europea, all’interno della di sicurezza garantito dall’Alleanza Atlantica. E l’anomalia politica tra Est ed Ovet diventa proprio il modello di democrazia espresso per ora dalla Unione europea.

Trumpismo antieuropeo
commercio e ignoranza

‘L’amministrazione americana non vuole perdere l’Europa a vantaggio della Russia, riconosce i grandi vantaggi che trae dal suo sistema di alleanze, ma allo stesso tempo non condivide molte politiche e scelte europee e vede l’Ue come un avversario commerciale’, segnala Silvestri. Forase, e certo prima della sfida dei dazi la cui portata dirompente è ancora tutta da valutare.
Anche in passato la concorrenza economica e commerciale tra Europa e Stati Uniti ha provocato momenti di disaccordo e tensione, gestiti da altre personalità politiche all’interno di un forte interesse strategico comune. ‘Una partita a somma zero’, la chiama l’analista, in cui si può guadagnare solo quello che l’avversario perde.

Unione europea sospesa
tra Washington e Mosca

Scenario nuovo e difficile. L’Europa costretta a basare la sua sicurezza su un alleato che vedrebbe con favore il suo indebolimento economico e istituzionale. Nello stesso tempo l’Europa è anche spinta ad avviare un serio dialogo politico con la Russia per ragioni di prossimità geografica, di sicurezza energetica e per la necessità di ridurre e gestire le troppe crisi aperte lungo le sue frontiere orientali e meridionali, ma deve fare i conti con le ambizioni nazionali di Vladimir Putin.
Tra Scilla e Cariddi, fa letteratura Stefano Silvestri.
Convivere con gli Usa di Trump, benché non facile né comodo, è certamente possibile e potrebbe persino aiutasse l’Ue a rafforzare le proprie difese e la propria unità.
Con la Russia di Putin, confronto senza tagliare i ponti del necessario dialogo e senza rinunciare ai potenziali vantaggi di alcune convergenze,contro il terrorismo, la proliferazione nucleare, instabilità alle frontiere, eccetera.

Putin sempre presidente
Trump per altri 2 anni

La scontata rielezione di Putin alla presidenza una opportunità? L’Ucraina, ed altre repubbliche europee ex-sovietiche, più utili a Mosca come Stati cuscinetto, aperti ad ambedue le parti, è la scommessa che deve giocare l’Europa. Per rimuovere almeno una parte delle sanzioni imposte alla Russia, quelle non direttamente collegate con l’annessione della Crimea, e favorire importanti investimenti nelle repubbliche ex-sovietiche che possano profittare anche a Mosca.
Putin potrebbe essere interessato a ridurre le pressioni che attualmente lo spingono ad accrescere la sua vigilanza militare in tutta l’area ex-sovietica.

Corsa agli armamenti
e rischi di altri conflitti

Siria, guerra vinta dalla Russia, ma la guerra continua. Con gli Stati Uniti che minacciano una guerra, diretta o indiretta, con l’Iran che coinvolga parte del mondo arabo ed Israele. Mentre intanto arrivano a scadenza alcuni trattati sul controllo degli armamenti convenzionali e nucleari, il Trattato Inf o il SALT III.
Gli europei potrebbero contribuire elaborando proposte in aree collegate e di grande interesse strategico, sia convenzionale che nucleare, come la sicurezza cibernetica o quella degli asset nello spazio extra-atmosferico.
«Niente di tutto questo sarà facile, ma la sicurezza dell’Europa richiede un deciso tentativo di ridurre sin dall’inizio i rischi di una nuova Guerra Fredda anomala, le cui conseguenze sarebbero pagate a caro prezzo in primo luogo dall’Europa».

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