lunedì 16 luglio 2018

‘Ndrangheta export in Slovacchia, dimissioni del ministro

Omicidio del giornalista Jan Kuciak, ministro Interno si dimette travolto dalle proteste.
– Venerdì scorso 50mila persone avevano manifestato a Bratislava contro il governo guidato da Robert Fico.
– Il ministro Kalinak avrebbe mentito sui rapporti del Governo con gli italiani sospettati, arrestati e poi rilasciati.

Il ministro contestato in piazza, oggi si è dimesso

L’omicidio del giornalista slovacco Jan Kuciak apre ufficialmente la crisi di governo in Slovacchia. Il ministro dell’Interno Robert Kalinak si è dimesso, travolto dalle rivolta di piazza: venerdì 50 mila persone avevano manifestato a Bratislava contro il governo socialdemocratico guidato da Robert Fico. Kalinak avrebbe mentito sui rapporti del Governo con gli italiani, sospettati di avere avuto un ruolo sull’omicidio Kuciak, prima arrestati e poi rilasciati.
Il quotidiano italiano Repubblica, scrive oggi l’inviato Giuliano Foschini, aveva documentato come il governo slovacco sapesse -grazie ad una informativa della Dia del 2014- dei rapporti di Antonino Vadalà, il calabrese trapiantato a Bratislava da dieci anni, con alcune famiglie ‘ndranghetiste calabresi.
Di più, gli stessi slovacchi avevano sospettato che Vadalà avesse creato una ‘ndrina in Slovacchia attraverso la quale aveva cominciato a gestire milioni e milioni di euro di fondi europei.

L’Italiano Antonino Vadalà, coinvolto nell’inchiesta.

Vadalà era entrato poi in affari con persone vicine al premier Fico, poi costrette alle dimissioni, come aveva raccontato Kuciak, giornalista di Aktuality, nella prima parte dell’inchiesta che aveva consegnato prima di essere ammazzato il 22 febbraio insieme con la sua fidanzata.
Le indagini sulla morte di Kuciak sembrano andare al rallentatore e la famiglia, proprio per mancanza di fiducia nei confronti del Governo, chiede siano coordinate da polizia od organismo internazionale. Vadalà è libero e sta rilasciando alcune interviste ai giornali locali nelle quali attacca e minaccia ripetutamente Repubblica.
«Hanno detto il falso su di me», ha detto. «Ne pagheranno le conseguenze». Sostiene ci sia stato uno scambio di persona. «La Direzione investigativa antimafia si riferiva a un mio omonimo».
Invece l’informativa che la Dia ha inviato tre anni fa alla polizia slovacca è proprio su di lui: Antonino Vadalà, nato il 20 aprile del 1975. Il ministro Kalinak lo sapeva e per questo non ha potuto far altro che dimettersi.

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