martedì 25 giugno 2019

Merkel IV° per l’Europa che resiste

La base Spd ha detto sì alla Grosse Koalition con la Cdu tedesca. La consultazione durata diversi giorni si è conclusa. Consenso al governo con Merkel dal 66% degli iscritti Spd -Per la Cancelliera (e non solo) ora l’enigma Italia

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La base della Spd ha detto sì alla Grosse Koalition. Il referendum fra gli oltre 463mila iscritti è passato con il 66,02% dei voti.Finiscono così cinque mesi di stallo nella politica tedesca, cominciati con le elezioni di settembre. I socialdemocratici erano spaccati tra il vertice del partito, che sosteneva la GroKo, e l’ala giovanile che invece la osteggiava.

Ancora Grande Coalizione.
La terza guidata da Angela Merkel. La terza negli ultimi dodici anni. La seconda consecutiva, e non era mai successo nella storia della Repubblica Federale tedesca.
Già la settimana scorsa il Partito di Angela Merkel, la CDU, durante un congresso straordinario, aveva reso noto il nome dei ministri dei cristiano-democratici, annunciando un consistente cambio generazionale da molti richiesto nel partito.
– Il trentasettenne antimerkeliano Jens Spahn diventerà Ministro della Sanità, la merkeliana Julia Klöckner guiderà il Ministero dell’Agricoltura, il fedelissimo della Cancelliera Peter Altmeier sarà Ministro dell’Economia e la sorpresa Anja Karliczek occuperà la poltrona del Ministero della formazione e della ricerca. Il Ministero degli Interni sarà guidato da Horst Seehofer dei cristiano sociali bavaresi (CSU).
– I socialdemocratici non hanno ancora comunicato i nomi dei ministri, ma saranno tre uomini e tre donne e pare scontato che Olaf Scholz, Sindaco di Amburgo e commissario straordinario del partito dopo le dimissioni di Martin Schulz, sarà Ministro delle Finanze.

Con il voto responsabile degli iscritti della SPD la Germania esce dalla più grave crisi istituzionale della sua storia. Mai, infatti, aveva dovuto aspettare così a lungo per la formazione di un governo. Il sistema istituzionale, tuttavia, ha dimostrato di reggere molto bene alla crisi grazie anche al fondamentale ruolo di mediazione politica svolto dal Presidente della Repubblica Frank-Walter Steinmeier. Anche i partiti, i cosiddetti partiti di massa (Volksparteien), l’Unione dei cristiano democratici e sociali e il Partito socialdemocratico, i due grandi sconfitti delle elezioni politiche del 24 settembre scorso, hanno dimostrato una straordinaria capacità di rinnovamento e rafforzamento della democrazia interna in tempi estremamente rapidi.

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