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lunedì 18 20 Novembre19

Siria, la tregua e le sue violazioni, Ghouta attacchi mirati

Qualche ora di tregua totale, poi le prime violazioni. Quelle vere che rimarranno nascoste, e quelle di risposta che verranno denunciate.
– Colpi e scontri più mirati e un po’ Ghouta respira, anche se ancora di muore.
– Cronache confuse, allarmi contrastati, forzature da più parti.

Tregua pausa di guerra e non pace

La tregua approvata dal Consiglio di sicurezza dell’Onu è stata generale e piena per qualche ora, andando oltre ogni speranza delle vigilia. Poi è accaduto ciò che si sapeva sarebbe accaduto: piccoli episodi e reazioni che via via si estendono a macchia d’olio. Fonti incerte e spesso sospette: l’Osservatorio siriano per i diritti umani, base a Londra e telefonini sul posto, segnala bombardamenti, due, su Chifouniya, una località alla periferia di Duma. Un corrispondente della France Presse ha riferito di raid e artiglieria. A Chifouniya anche combattimenti diretti tra le forze fra l’esercito e il gruppo Jaysh al-Islam, filiazione di Al Qaeda
Almeno 3 i civili morti, fonte Associated Press, ma le segnalazioni sono assolutamente imprecise e il giornalismo non aiuta. Titolo sulla versione web di un importante quotidiano nazionale di questa mattina, «Un diluvio di fuoco sui civili di Ghouta». Sul numero dei morti, l’Ansa propone i sette denunciati dal già citato e sempre discusso Osservatorio.

Tregua senza il via

A far sperare il una progressione positiva, il Consiglio di sicurezza dell’Onu ieri ha approvato la risoluzione, ma il cui inizio ufficiale non era ancora stato fissato. 30 giorni di pausa bellica, ma, attenzione, con l’esclusione dei gruppi terroristici come Isis e l’ex gruppo qaedista Al Nusra. Ed ecco bombe e raid di ieri, dove ogni parete trova la motivazione per darsi ragione. Dall’Iran, in una scomoda difesa di Assad, indica i sobborghi di Damasco controllati dai terroristi come bersagli, “mentre altrove la tregua sarà rispettata”, è la posizione di Teheran.
Bashar Jaafari, rappresentante della Siria all’ONU, aveva anticipato che la tregua non poteva essere vincolante, rivendicando al suo governo il diritto di difendere il suo territorio e di «combattere i terroristi, dovunque siano». La versione finale della risoluzione, che era stata proposta da Kuwait e Svezia, è stata ampiamente modificata per raggiungere l’accordo della Russia.
volere della Russia.

Dettagli e preghiere

La tregua, per come è stata firmata, non si applica alle operazioni militari contro i gruppi terroristici dello Stato Islamico, di al Qaida e Tahrir al Sham, il gruppo vicino ad al Qaida che prima si faceva chiamare Jabhat al Nusra. Questa clausola era stata commentata subito con scetticismo, visto che potrebbe giustificare nuovi bombardamenti.
Ghouta è circondata dal 2013: da allora e per diverso tempo è stato possibile per i ribelli di varia appartenenza e per e la popolazione civile far entrare beni di ogni tipo sfruttando dei tunnel sotterranei, ma da quando le forze alleate di Assad hanno preso il controllo sui territori circostanti questo tipo di traffici si è interrotto. La storia delle tregue in Siria -annota il Post di stamane- non è incoraggiante: la più importante, quella del settembre del 2016, e durò una sola settimana.
Della drammatica situazione in Siria ha parlato ieri anche il Papa, al termine dell’Angelus: “Rivolgo il mio appello accorato perché cessi subito la violenza e sia dato accesso agli aiuti umanitari e vengano evacuati i feriti e i malati. Preghiamo perché questo avvenga immediatamente”.

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