mercoledì 19 settembre 2018

La Corea di Kim che torna diavolo, la bella Ivanka strega cattiva

Ivanka Trump in Corea, fine olimpiadi e fine delle cortesie. Ivanka non va a mettere pace.
– Vede solo Moon, mentre papà vara maxi-sanzioni contro Kim.
– Misure che colpiranno 56 tra compagnie di navigazione, spedizione e aziende commerciali accusate di assistere il regime di Pyongyang

Gli Stati Uniti, messi formalmente da parte per non rovinare l’affere i giochi olimpici, tornano a modo loro protagonisti nell’oriente cino/coreano/giapponese nel ruolo dei duri. Il volto migliore dei Trump, Ivanka, in Corea non va a metter pace, ma ad avvertire. Vede solo Moon e anche lei, come l’ignoto Pence, rifiuta di incontrare la sorprendente sorella Kim Yu. Mentre papà vara maxi-sanzioni contro Kim. 56 tra compagnie di navigazione, spedizione e aziende commerciali colpite. Tutte accusate di assistere il regime di Pyongyang. Sentenza commerciale senza diritto di appello.

Ivanka Trump per tre giorni a Seul come capo della delegazione Usa alla Cerimonia di chiusura dei Giochi olimpici. La speranza di una figura decisamente gradevole a cui fosse affidato il ruolo di “moderatrice” tra le due coree e gli Stati Uniti, subito smentita. La figlia, nonché consigliere politico ufficiale di Donald Trump non si distacca quindi dalla linea politica del padre, che oggi ha annunciato nuove sanzioni contro la Corea del Nord. Ambasciatrice del rilancio Usa nella sfida post olimpica senza medaglie con la Corea del Nord.

Il maggior pacchetto di misure contro, mai varato, scrivono alcuni quotidiani Usa. Aumentare le pressioni su Pyongyang affinché abbandoni il programma nucleare e missilistico. Sperando che la disperazione non favorisca il contrario. Trump, si vanta per la scelta di Ivanka al 38°parallelo: «Non possiamo avere una persona migliore, o più intelligente, che rappresenti il nostro Paese», su Twitter il presidente americano. Modestia di famiglia. Il presidente sud coreano Moon Jae-in, prova a metterci una pezza, nei ringraziamenti per la riuscita delle Olimpiadi: «Possibile anche perché il presidente Trump sostiene fortemente il dialogo Sud-Nord».

Dialogo a colpi di sanzioni severissime? Sembra più una richiesta di resa. Infatti Ivanka, che negli Stati Uniti non ha fama di moderatismo, appena arrivata a Seul, ricorda la necessità di «riaffermare la determinazione degli alleati a mantenere ferma la massima pressione sul Nord al fine di assicurare il processo di denuclearizzazione della penisola». Slalom parallelo con la delegazione nordcoreana guidata da Kim Yong-chol, vice presidente del Comitato centrale, responsabile per i rapporti con il Sud. Decisamente improbabile qualsiasi faccia a faccia.

Politica estera Usa, linea repubblican-Trumpiana, e sostegno più o meno ufficioso della Casa bianca alla opposizione di destra sud coreana. Già un assaggio dal vice Usa Mike Pence che evita scopertamente Kim Yo-jong, sorella del leader Kim Jong-un. Cena ufficiale per Ivanka alla ‘Casa blu’, colore alternativo della residenza presidenziale sud coreana. Fuori, protesta di ‘Liberty Korea’, partito di opposizione: «La decisione di Moon di accettare questa pace di facciata con il Nord verrà ricordato nella storia come un crimine eterno», hanno scritto in un comunicato. Chi sa cosa avrà da dire Ivanka in nome del padre?

Potrebbe piacerti anche