giovedì 23 maggio 2019

Guai a chi tocca il nostro erborista!

Con questo testo debutta su Remocontro la rubrica ‘Magnificaterra’ di Valentina Montisci. Questa settimana si parla dell’erborista di Bagno Vignoni Luigi Giannelli e del tentativo di cancellare per decreto i sapienti erboristi.
– Il fine settimana diverso per argomenti e attenzioni di Remoconto rivolte soprattutto a questioni internazionali e dintorni.
– Quindi, Valentina Montisci assieme a Francesca de Carolis e Antonio Cipriani per una sorta di ‘terza pagina’ settimanale

Bagno Vignoni è uno dei luoghi più belli d’Italia. Vicino alla vasca di Santa Caterina, che caratterizza il piccolo borgo della Valdorcia, c’è un negozio di erboristeria, Hortus Mirabilis, uno dei posti più significativi e intensi di questo territorio. Dentro aleggia la sapienza di un erborista, Luigi Giannelli. Un uomo colto, geniale affabulatore, che conosce le piante, le rispetta, e fa di questo suo sapere antico una magia.
Basta scendere quegli scalini per immergersi in un mondo speciale. Lui spiega, accompagna il visitatore e il viandante alla scoperta dei segreti delle erbe. Qualche volta fa di più, percorre in compagnia di chi vuole camminare al suo fianco i boschi intorno a Bagno Vignoni, fino alle rive dell’Orcia, spiegando valore, storia, caratteristiche curative di ogni pianta officinale.
Meraviglia assoluta. Vale la pena una visita in questa magnifica terra, per godere della bellezza del paesaggio frutto di arte e lavoro, di sapienti mani e rispetto, ma anche per l’esperienza nel cuore di pietra di Hortus Mirabilis, per i consigli di Luigi.

Questa lunga premessa per arrivare a un punto dolente. Con un decreto legislativo, il 28 dicembre scorso in piene vacanze di Natale, la presidenza del Consiglio dei ministri ha predisposto l’abrogazione della legge numero 99 del 6 gennaio 1931 sulla ‘Disciplina della coltivazione, raccolta e commercio delle piante officinali’. Ha deciso di far sparire l’unico testo che istituisce la figura professionale dell’erborista in Italia. Con un colpo di mano, o di spugna, ha scelto di cancellare l’idea che possa esistere nel nostro paese l’erborista. Cioè Luigi. E quelli che come lui hanno dedicato anni e anni di studio e approfondimento a questa materia.

Quando l’ho saputo sono rimasta perplesso. Ma com’è possibile che qualcuno possa pensare che sia utile far sparire la professione di quegli uomini di sapere che sono gli erboristi? Veramente viaggiamo verso un mondo in cui ci si curerà su Google, dove si aboliranno le competenze, dove uno studioso sarà inutile e qualunque coltivatore o produttore potrà mettere in commercio ciò che vuole senza controlli?

Comprereste pane, olio, vino senza i dovuti controlli? Questa la domanda -denuncia di Erboristi Mediterranei, che cercano di sollevare un dibattito su questa vicenda: “Chi acquista una tisana o un altro prodotto erboristico ha bisogno di essere tutelato – scrivono in un comunicato -. E fino ad oggi è stato così: grazie alla figura professionale dell’erborista, formato attraverso un percorso di studi certificato (diploma universitario dal 1931 e laurea dal 1997) e autorizzato al confezionamento e alla vendita di questi prodotti. Una situazione che potrebbe cambiare tra poco, entro il 27 febbraio. In questi giorni, infatti, il governo sta chiedendo il parere sull’atto n. 490, relativo alla coltivazione, raccolta e trasformazione delle piante officinali alle seguenti Commissioni: Agricoltura, Bilancio e Semplificazione della Camera e del Senato. Mentre non sono stati interpellati i diretti interessati: gli erboristi, il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, ma nemmeno il Ministero della Salute responsabile dell’elenco di piante officinali di cui è autorizzata la vendita”.

Tra l’altro esiste un corso di laurea in Tecniche Erboristiche. Le migliaia di studenti che faranno? “E quale sarà il destino degli erboristi (circa 4500 imprese) che già esercitano e che vedono ignorata la loro professionalità? Ma soprattutto, in che modo sarà possibile tutelare la salute e i diritti dei consumatori?”, si interrogano gli erboristi mediterranei che nel comunicato chiedono ” al Governo che fermi questa procedura unilaterale convocando un Tavolo di consultazione con tutti gli interessati, non solo gli Erboristi e le loro Associazioni di categoria, ma anche i coltivatori di piante officinali – da cui è partita la richiesta di liberalizzazione del settore, ma con i quali è indispensabile dialogare – e interpellando il MIUR e il Ministero della Salute”.

Ai cittadini invece viene chiesto di sostenere la causa firmando su change.org la petizione “Salva l’Erborista”: clicca qui.
Per saperne di più, mettiamo qualche link di approfondimento. Per esempio in questo troverete la legge 99 del 6 gennaio 1931 e il suo Regolamento attuativo, cioè i testi che hanno istituito la figura professionale dell’erborista in Italia. In questo link lo “Schema di decreto legislativo recante disciplina della coltivazione, della raccolta e della prima trasformazione delle piante officinali” con le date stabilite.

Per avere più informazioni è utile leggere questo pezzo apparso giovedì scorso su Tuttogreen della Stampa a firma Valentina Gentile. Ecco il link: Il caso erboristi a rischio, il governo vuole cancellare la professione prima delle elezioni
Questo invece il pezzo apparso su Terranuova; contiene un’intervista a Paola Paltrinieri, erborista dal 1995 e membro degli Erboristi Mediterranei: Clicca qui.

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