domenica 16 dicembre 2018

Ucraina a 4 anni dall’Euromaidan, crisi e menzogne

Dal 2015, ogni 20 febbraio l’Ucraina ricorda le oltre cento persone che nel febbraio del 2014 morirono sotto fuoco incrociato e sospetto al culmine delle proteste/golpe che portarono alla caduta del presidente Yanukovich.
Quattro anni dopo il movimento di protesta di Euromaidan, l’Ucraina in crisi economica e politica con il serio pericolo del disfacimento territoriale (molte regioni hanno chiesto di passare all’Ungheria o alla Polonia).

Kiev 21 novembre 2013

Il 21 novembre 2013, nella capitale ucraina di Kiev, le prime manifestazioni di natura e promozione incerta poi divenute il movimento dell’Euromaidan, premessa alla rimozione del presidente Yanukovich il 22 febbraio del 2014. Rivoluzione- colpo di Stato, disagi popolari interni, interessi finanziamenti e presenze anche di tipo militare esterne. “Maidan”, ‘piazza’. Da allora, grazie agli eventi di Kiev, per una parte del mondo, Maidan diventa sinonimo di piazza strumentalizzata, di momenti di protesta nazionale strumentalizzati ed eterodiretti.
Dal 2015, ogni 20 febbraio l’Ucraina ricorda la “Giornata dei Cento Eroi Celesti. Su quegli ‘Eroi Celesti’, esaltazione nazionalista a rischio ridicolo, da tempo molti sospetti. Documento giornalistico di rilievo, con interviste a cecchini impegnati a produrre molti di quegli ‘eroi celesti’, l’inchiesta di Gian Micalessin, forse contestabile, ma documento su cui vale la pena litigare . (https://www.remocontro.it/2017/11/20/ucraina-golpe-rivoluzione-quei-cecchini-maidan/)

I padri di ‘Euromaidan’

L’Euromaidan in Ucraina -dati abbastanza incontestabili ed oggettivi- ha avuto sin dall’inizio il favore di Berlino e della Cancelliere Merkel, che aveva anche un suo candidato, Vitaly Klitschko, per la successione a Yanukovich costretto alla fuga, con la Polonia di supporto. Colpo riuscito, ma solo in parte, e per molti, a malo modo. Gli Stati Uniti, promotori occulti con Soros, entrano ufficialmente in causa con diverse forze di sostegno finanziario e militare. Da allora, l’Ucraina è progetto prevalentemente americano con finalità apertamente anti russe.
Dopo gli scontri di piazza del 18-20 febbraio 2014, che hanno causato oltre un centinaio di vittime, colpevoli per mezza stampa mondiale le unità speciali della polizia secondo gli ordini del Yanukovich. Il presidente in carica a sollevare rabbia in casa e riprovazione internazionale, quando aveva tutto l’interesse a calmare le acqua? Nel novembre 2017, il documento-inchiesta su cecchini arruolarti dall’imprecisata ‘opposizione’ per sparare ai manifestanti e forze dell’ordine, provocare la reazione della polizia, seminare il caos e trasformare la protesta in rivoluzione.

Quattro 4 anni dopo

Oltre alle potenziali polemiche sulla ricostruzione di ieri, i dati ineludibili dell’oggi 4 anni dopo.
In seguito ai fatti di Euromaidan, l’Ucraina ha perso la Crimea, che è tornata alla Russia, e da quasi quattro anni vive in conflitto con le regioni filorusse del Donbass, con i suoi circa 5 milioni e mezzo di abitanti russofoni. Da allora il potenziale economico ucraino è fortemente diminuito. Nel 2013, il prodotto interno lordo era di 183,310 milioni di dollari. Nel 2016, si era ridotto a 93 270 milioni. Quasi la metà.
La popolazione del Paese si è fortemente ridotta. Secondo le statistiche ufficiali ucraine, la popolazione all’inizio del 2017 era di 42 milioni. Secondo statistiche non ufficiali che però tengono conto della fuga dal Paese logorato dalla guerra, si tratterebbe di 26-27 milioni e (stime massime) 35 milioni di persone. La prima cifra sembra più vicina alla verità: solo in Russia vi sono 3-4 milioni di cittadini ucraini residenti permanentemente, mentre in Polonia ve ne sono tra 1 milione 300 mila e 1 milione 600 mila.

Non solo Donbass

Processo di disintegrazione non solo nell’est del paese. La regione della Transcarpazia, che per mille anni ha fatto parte dell’Ungheria, si sta ragionando su una secessione dall’Ucraina. Le autorità di Busapest hanno dato ai residenti della regione 200mila passaporti ungheresi. Lo stesso lavoro è svolto da altri Paesi dell’UE, Polonia e Romania, a cui l’URSS stalinista aveva portato via loro territori per darli all’Ucraina sovietica. I residenti della storica città di L’viv, Leopoli, -esempio- hanno votato in massa il partito Samopomoshch che ha riunito i sostenitori di autonomia e separatismo.
Conseguenza certa dell’Euromaidan, denunciano molti testimoni esterni, l’apertura del vaso di Pandora dell’odio reciproco e della violenza come modo diretto per risolvere problemi complessi – come rovesciare un presidente non gradito. Ora gli ucraini stanno pigramente provando a rovesciare il nuovo presidente-oligarca Poroshenko, la cui ricchezza, in un anno di potere, risulta cresciuta di 7 volte. Ed ecco l’ex presidente georgiano Saakashvili, rivoluzioni ormai scopertamente ‘colorate’.

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