sabato 20 luglio 2019

Truppe governative siriane ad Afrin, guerra Ankara Damasco?

Truppe governative siriane verso l’enclave curda di Afrin, sotto attacco turco da un mese. Lo riferisce la televisione di Stato siriana che cita l’accordo per il controllo dell’area raggiunto tra il governo e le principali milizie curde siriane.
– Intesa che dovrebbe spingere la Turchia a ritirare le sue forze, salvo sconvolgere nuovamente tutti gli schieramenti interni del dopo Isis e rischiare una guerra non più solo contro le milizie curdo siriane.

Erdogan a Putin, ad Afrin non ci fermeremo
La Turchia “continuerà la sua avanzata verso Afrin con determinazione”. Lo avrebbe detto il presidente turco Erdogan al suo omologo russo Putin in una telefonata oggi, secondo fonti della presidenza di Ankara citate da Hurriyet.

Le truppe di Damasco verso Afrin.
Turchia minaccia: ‘Pronti a reagire’

Truppe governative siriane verso l’enclave curda di Afrin, sotto attacco turco da un mese. Damasco batte Ankara, per ora solo politicamente. Sarà la Turchia adesso, a dover scegliere se fare la guerra direttamente alla Siria. La televisione di Stato siriana cita l’accordo per il controllo dell’area tra il governo e le principali milizie curde siriane. Intesa che dovrebbe spingere la Turchia a ritirare le sue forze, salvo sconvolgere nuovamente tutti gli schieramenti interni del dopo Isis e rischiare una guerra non più o non solo contro le milizie curdo siriane.
Da Ankara la voce sgrossa del ministro degli Esteri turco Cavusgolu, più a convincere in casa che a intimorire: «Nessuno può fermare le forze turche se il regime (siriano) entra ad Afrin per proteggere le milizie curde Ypg». Le milizia curde che hanno vinto la guerra sul campo contro Isis, bersaglio di Damasco? Fumo negli occhio, e già la strada della ritirata turca: «Se il regime entra ad Afrin per eliminare l’Ypg non c’è nessun problema», dichiara ministro sapendo che non può essere vero.

Scenario pessimistico

“Il rischio di una collisione armata in Siria adesso è reale”, scrive Marco Ansaldo dalla Turchia su Repubblica. “Scontro grave, fra medie potenze: tra l’esercito turco e le forze regolari siriane”. L’enclave curda di Afrin, alla frontiera con la Turchia. L’importante sviluppo militare nella guerra di Siria ormai al suo settimo anniversario, da una notizia della Bbc in arabo. Secondo le informazioni, il Pkk, il Partito dei lavoratori del Kurdistan fondato da Abdullah Ocalan (formazione iracheno turca), si sarebbe alleato nella sua parte siriana con il governo di Damasco.
L’intesa riguarderebbe proprio il sostegno militare delle forze governative siriane a quelle curde, nell’enclave di Afrin dal 20 gennaio sotto attacco da parte della Turchia e delle milizie locali alleate di Ankara. Le voci, a questo proposito, circolavano da vari giorni sui media iraniani e filo-governativi siriani, e adesso vengono confermate dai fatti. Secondo fonti curde, ma anche per quelle ufficiali siriane, “entro poche ore” le forze governative entreranno nel distretto di Afrin.

Scontro diretto Damasco Ankara?

Per Damasco l’enclave attaccata dai turchi fa parte integrante del Paese, ha ripetuto più volte Assad, che ora muove ufficialmente il suo esercito. Ma anche le Forze armate turche continuano ad avanzare dentro Afrin. Secondo Ankara sono più di 1.600 i militanti curdi del gruppo a maggioranza curdo dello Ypg, le Unità di protezione popolare, e dell’Isis ‘neutralizzati’, cioè uccisi, feriti o fatti prigionieri, spiega Ansaldo. Rivendicazioni di vittorie relative o comunque sofferte, secondo la versione curda che subisce bombardamenti e raid aerei, ma che sul campo fa paura a qualsiasi esercito.
In attesa dell’arrivo della forze siriane a rivendicare quei territori, da Ankara l’ultima ‘voce grossa’ prima della verifica nei fatti. Assad ad Afrin: «Se vuole difendere i terroristi (qualifica turca dei curdi YPG), allora nessuno fermerà i soldati turchi», minaccia il capo della diplomazia di Ankara. Sapendo che ciò, se mai se potessero permettere, ‘irriterebbe’ molto e in un colpo solo la Russia neo alleata e gli Stati Uniti sempre meno vecchi amici. Molti nemici e ben scarse convenienze.

Potrebbe piacerti anche