domenica 26 maggio 2019

Rispuntano i super missili atomici ma l’Europa è distratta

Russia e Usa si accusano da qualche mese di violare l’accordo Inf del 1987 che bandì i vettori con gittata fino a 5.000 chilometri.
– Franco Venturini, grande firma del Corriere della Sera, lancia l’allarme.
– Nella foto vediamo esibiti i missili russi SS-27 Topol.

Euromissili, Gorbachov Reagan 30 anni fa

«Un’Europa inconsapevole che torna ed essere teatro di un nuovo braccio di ferro nucleare tra Mosca e Washington», è l’allarme di Francesco Venturini. Come al tempo degli euromissili, quando la base siciliana di Comiso ospitava i Cruise e la Germania i Pershing II americani contrapposti agli SS-20 sovietici. Eppure sono i trenta anni dalla stipula del Trattato INF (Intermediate-Range Nuclear Forces) sottoscritto da Ronald Reagan e Michail Gorbachov nel dicembre 1987. Il Trattato ‘sugli Euromissili’ proibiva non solo di possedere uno specifico tipo di armamento -missili nucleari con gittata tra 500 e 5500 chilometri dislocati principalmente in Europa-, ma ne prevedeva anche l’eliminazione fisica sotto stretto controllo delle parti. Pochi se ne sono accorti in un’Italia ormai in preda alla frenesia pre-elettorale, eppure, scrive il Corriere della Sera.

Segnali allarmanti dai due fronti

Primo. Mosca ha confermato di aver schierato permanentemente a Kaliningrad, l’antica Koenisberg di Immanuel Kant, missili Iskander di nuova generazione capaci di portare testate nucleari a 450 chilometri di distanza. Entro i limiti concordati 30 anni fa, ma le Repubbliche Baltiche e la Polonia, territori Nato, sono e si sentono sotto tiro. Per il Cremlino una risposta allo schieramento di circa cinquemila soldati dell’Alleanza Atlantica (italiani compresi) in Polonia, Estonia, Lettonia e Lituania per garantire a questi Paesi di prima linea che in caso di aggressione russa scatterebbe la solidarietà degli alleati prevista dall’Articolo 5 del trattato.

Secondo. Russia e Usa si accusano reciprocamente di violare l’accordo Inf sugli Euromissili. Gli Iskander di Kaliningrad per un soffio non rientrano in questa categoria, ma gli americani accusano Mosca di avere pronto un vettore con portata tra i 2000 e i 3000 chilometri, informando il mondo di aver una adeguata risposta da schierare in Europa se necessario. Tra processo alle intenzioni e intelligence. La Russia nega e ribalta le accuse puntano l’indice contro lo «scudo» anti-balistico Usa operativo in Romania e quasi pronto in Polonia. Malgrado gli appelli di Gorbaciov, ‘a Mosca e ancor più a Washington tira aria di denuncia del trattato del 1987’, conclude Venturini.

Terzo. Ai primi di febbraio gli Usa hanno rivisto la loro dottrina nucleare annunciando lo sviluppo di armi atomiche di minore potenza che potrebbero essere utilizzate anche in risposta ad attacchi non nucleari. Si pensa al Medio Oriente, forse alla Corea del Nord, ma di sicuro si pensa all’Europa, date le vivaci reazioni di Mosca. Intento Usa, creare una deterrenza regionale dove la geografia favorisce la Russia. Avvertimento a Putin che in Europa anche le guerre ‘ibride’ o le piccole incursioni locali, possono far scattare una reazione nucleare tattica. Tutto perché oggi nessuno crede più alla deterrenza della Mad, la Distruzione Reciproca Assicurata, l’apocalisse.

Euromissili, peggio oggi di ieri

Molti altri, i più, temono che la soglia nucleare abbassata e banalizzata, non possa arrivare con pochi controlli al cuore degli arsenali nucleari delle potenze. Rischio diffusione della minaccia ‘Stranamore’. E l’Europa? Un’Europa davvero molto distratta, l’accusa di Venturini, con tre ragioni sul maggior pericolo oggi rispetto a ieri.

Uno. Oggi in Europa c’è già una guerra. Dal 2014 a oggi in Ucraina ci sono stati oltre diecimila morti. La Crimea è stata annessa da Mosca. L’Occidente appoggia Kiev e l’America ha deciso di fornire armi letali teoricamente difensive, cosa che Obama aveva rifiutato di fare su richiesta delle capitali della vecchia Europa. La Russia che appoggia e arma i separatisti del Donbass minaccia di rispondere, ma in realtà l’attuale conflitto le sta bene perché rimanda alle calende greche una ipotetica e sempre più difficile riunificazione dell’Ucraina. L’Europa, sull’Ucraina s’è mossa con gli accordi di Minsk che però sono bloccati. Idee nuove, sollecita Venturini, tipo l’invio di una forza Onu prendendo in parola Putin per eliminare infiniti possibili pretesti.

Due. Europa non compatta come ai tempi della guerra fredda. Polonia e Baltici con una idea della Russia diversa da quelle di Berlino, Parigi o Roma. Occasione per Mosca di giocare le due Europa l’una contro l’altra, con quella «vecchia» sempre più contro Trump, grazie all’aiuto di una somma di errori.

Tre. Enormemente aumentati i rischi di incidenti e di errori, anche in campo nucleare. Due falsi allarmi sono di recente scattati alle Hawaii e in Giappone: cosa accadrebbe nelle dimensioni europee? Si ritiene che gli hackers più avanzati siano ormai in grado di penetrare molti se non tutti i sistemi di lancio di missili nucleari.

Un’altra Europa dei ‘Sonnanbuli’

Considerazione finale di Franco Venturini, che teme un riproporsi dell’Europa dei «sonnambuli» che fu alla vigilia della prima guerra mondiale. Europa oggi che sembra voler guardare dall’altra parte. Qualcuno sospetta che Putin e Trump abbiano in realtà un comune interesse a far saltare i limiti del trattato Inf per non dover tenere a freno le loro tecnologie missilistiche e nucleari.
«Ma se l’Europa non dirà ora e con la massima energia a Putin e a Trump che non vuole tornare ad essere terreno per la dislocazione di euromissili all’ultimo grido, quando arriverà il risveglio sarà ormai troppo tardi».

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