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martedì 15 Ottobre 2019

Turchia, libertà di stampa ergastolo

Turchia, ergastolo per 6 cronisti. Scarcerato il giornalista turco tedesco Yucel.
– La giornalista Ilicak e i fratelli Altan sono stati accusati di aver incitato al golpe e di avere legami stretti con esponenti di spicco della rete del predicatore Gulen presunto capo golpista.
– Secondo l’accusa, due giorni prima del fallito colpo di Stato avrebbero lanciato “messaggi subliminali” di propaganda a favore del tentativo di putsch

La Turchia di Erdogan condanna
la libertà di stampa all’ergastolo

Sei giornalisti condannati al carcere a vita. Succede nella Turchia guidata da Recep Tayyip Erdogan, che rivendica ancora il diritto di entrare a far parte dell’Unione Europea. Un tribunale penale di Istanbul ha condannato all’ergastolo duro lo scrittore turco Mehmet Altan, suo fratello Ahmet e i giornalisti Nazli Ilicak, Fevzi Yazici, Yakup Simsek e Sukru Tugrul Ozsengul, accusati di aver tentato di ‘rimuovere l’ordine costituzionale’. Il tribunale ha ritenuto i sei legati alla rete del predicatore islamico Fetullah Gulen, che le autorità di Ankara considerano la mente del tentato colpo di Stato del 15 luglio 2016.

La giornalista Ilicak e i fratelli Altan sono stati accusati di aver incitato al golpe e di avere legami stretti con esponenti di spicco della rete di Gulen. Secondo l’accusa, due giorni prima del tentato golpe avrebbero inviato durante una trasmissione tv “messaggi subliminali” di propaganda a favore del tentativo di putsch. Le trame di Fantomas.

Lo scrittore Ahmet Altan, giornalista, ha lavorato per i quotidiani Hurriyet e Milliyet prima di fondare Taraf, un giornale che secondo le autorità turche è diventato portavoce di Gulen ed è stato chiuso lo scorso anno dalle autorità di Ankara. Il fratello Mehmet è professore universitario di economia e scrittore.

I fratelli Altan sono in carcere dal settembre del 2016. Ilicak, anch’essa nota reporter e commentatrice, ha scritto in passato per il giornale dei gulenisti, Zaman, oggi chiuso. Aveva più volte difeso la rete di Gulen, dichiarando che non si trattava di una organizzazione terroristica. Nella sua prima testimonianza dopo essere stata arrestata, avrebbe invece ammesso di aver “compreso” che lo era.

Tutti i condannati sono già in carcere da oltre un anno. Il mese scorso, due diversi tribunali locali di Istanbul si erano rifiutati di dare seguito a una decisione della Corte costituzionale turca, che aveva ordinato il rilascio di Mehmet Altan insieme a un altro giornalista veterano, Sahin Alpay, anch’egli accusato di sostegno a Gulen. Il braccio di ferro giudiziario aveva suscitato nuove polemiche sulle garanzie dello stato di diritto in Turchia.

Oggi, per tentare di ammortizzare il gesto, le autorità di Ankara hanno scarcerato un altro giornalista, Deniz Yucel, corrispondente del quotidiano tedesco Die Welt, incarcerato un anno fa con l’accusa di terrorismo, ma per il quale non era stato ancora formalizzato un rinvio a giudizio. Il cronista, 44 anni, era stato arrestato a Istanbul nel febbraio 2017 per sospetti reati legati al terrorismo.

Il suo caso aveva provocato forti tensioni tra Ankara e Berlino. Giovedì il primo ministro turco, Binali Yildirim, aveva incontrato la cancelliera tedesca, Angela Merkel, a Berlino e i due avevano affrontato il caso. Il premier aveva auspicato di “normalizzare le relazioni” bilaterali e spiegato in un’intervista rilasciata prima del colloquio di “sperare” che Yucel fosse rilasciato presto e aspettarsi “sviluppi a breve”.

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