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martedì 28 Gennaio 2020

Atomica saudita, Riad tratta con Usa e Israele

Un antico fantasma sugli equilibri strategici in Medio Oriente che potrebbe sconvolgere il mondo. L’Arabia saudita vuole anche lei la bomba atomica.
– Sussurri diffusi messi nero su bianco da ‘Gli occhi della guerra’, con dettagli preoccupanti.
– Se ne parlava già del 2016 quanto, ad esempio, Analisi Difesa, si chiedeva, ‘I sauditi hanno l’atomica?
– Forse non ce l’hanno, ma certo la vogliono per poterla esibire.

Trattative segrete per l’atomica saudita

Analisi di piccoli fatti che diventano rivelazioni. Esempio, i rapporti fra Israele e Arabia Saudita. Fidanzamento inconfessabile di solo interesse, o ‘sentimenti’ profondi? Per Lorenzo Vita, un perfetto matrimonio d’interesse con due vincili indissolubili. L’alleato comune, Stati Uniti d’America, guidato adesso da un presidente amico dei rispettivi governi. E un nemico comune, l’Iran e tutti i suoi alleati regionali. Geopolitica in gran parte coincidente ma anche molti o interessi divergenti.
Primo fra tutti, il nucleare saudita, problema che è stato analizzato da Haaretz in una recente inchiesta sulle relazioni israelo-saudite. Secondo il quotidiano israeliano, il governo di Tel Aviv si trova nel pieno di un confronto politico con Washington per impedire che gli Stati Uniti permettano che Riad sviluppi il proprio programma di energia nucleare che gli consentirebbe di arricchire l’uranio e dunque, eventualmente, di avere un proprio arsenale nucleare nazionale e indipendente da ogni alleanza militare.

Atomica Pakistan o autoprodotta?

Chiarito che le bombe atomiche pakistane sono state pagate con miliardi sauditi, Riad ora vuol fare da sé. Secondo i rapporti dell’intelligence israeliana, l’amministrazione Trump, legata a doppio filo con Casa Saud, potrebbe ad ridurre le misure di sicurezza che impediscono alle società statunitensi di condividere tecnologie nucleari sensibili con l’Arabia Saudita. E l’amministrazione Usa che ha siglato con i sauditi contratti militare per milioni di miliardi, potrebbe non insistere su antiche precauzioni dell’amministrazione Obama. L’accordo nucleare con Abu Dhabi, col divieto di arricchire dell’uranio e di riprocessare il plutonio.
Ma nei suoi negoziati segreti con gli Stati Uniti, l’Arabia Saudita non sembra disposta a rinunciare ad arricchire l’uranio giustificandolo col suo presunto programma nucleare civile. Quello vietatissimo all’Iran. Se l’amministrazione Trump non sembra tentata dalle accorte piaggerie saudite, l’ostacolo è il Congresso degli Stati Uniti, dove Israele ha molti più amici dei sauditi.

Gerusalemme val bene un’atomica

Segnale di Israele, secondo ‘Gli occhi della guerra’, ai sauditi. ‘Do ut des’: Gerusalemme capitale riconosciuta, diritto di sorvolo per gli aerei israeliani nei cieli sauditi (l’Arabia ha smentito le recenti voci su un accordo), cooperazione militare e d’intelligence diretta, investimenti cospicui per le imprese israeliane in Arabia Saudita e una serie di accordi commerciali. E, quadratura del cerchio finale, l’accordo potrebbe aiutare l’industria nucleare americana, che naviga in cattive acque anche grazie alle grandi capacità d’investimento dei russi. Incubo di Washington, la Russia protagonista sul nucleare saudita.
Il principe ereditario Bin Salman ha già visitato Mosca e firmato accordi con la Russia per costruire 16 reattori nucleari entro il 2030. E l’Arabia Saudita ha già accordo sul nucleare con Cina, Francia, Corea del Sud, Pakistan e Argentina. Insomma, gli Usa non sono gli unici a poter consegnare tecnologie nucleari. Riad che preferisce Washington, ma deve passare per Garusalemme. La minaccia di rottura sul nucleare di Teheran da parte di Trump nasconde anche questo.

L’atomica saudita 2 anni fa

Primavera 2016, sul canale web-tv in lingua araba MEMRI un’intervista a Dahham Al-‘Anzi presentato come ‘analista politico saudita’, il quale afferma che l’Arabia Saudita possiede l’arma atomica già da due anni. Prima, 2015, sul canale tv statunitense Fox Business. Duane Clarridge, un ex dirigente CIA ora in pensione coinvolto negli anni ’80 nello scandalo “Iran-Contras”, fondatore e direttore per alcuni anni del “Counter-terrorism Center” della CIA. Domanda: “Lei è preoccupato della possibilità che l’Arabia Saudita possa fabbricare una bomba atomica?”. Clarridge: “I Sauditi hanno già la bomba”. Intervistatore perplesso,“Lei sta dicendo che l’Arabia Saudita ha già una bomba atomica?”. R, “Non una, ma parecchie (several)”.
Le atomiche sarebbero pakistane. Armi nel vicino Pakistan oppure in Arabia Saudita? “Non posso rispondere a questo domanda”, aggiungendo che comunque i Sauditi avrebbero già la possibilità di impiegarle con i cacciabombardieri F-15 o con i missili di fabbricazione cinese di cui dispongono, cioè il DF-3/CSS-2 e presumibilmente il più avanzato DF-21.

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