domenica 21 ottobre 2018

Aiuti umanitari in cambio di sesso, vergogna internazionale

Oxfam, una delle organizzazioni umanitarie più grandi e rispettate al mondo coinvolta in uno scandalo di abusi sessuali in zone sofferenti del mondo dove dovevano soccorrere.
– I gravi precedenti di caschi blu Onu.
– La tentazione dei ‘superpoteri’ dove non esistono regole
– Casi di «sesso in cambio di aiuti umanitari»
– La tentazione dei ‘superpoteri’ dove non esistono regole

Oxfam, regina delle Ong nella bufera

«Il potere della gente contro la povertà»: questo lo slogan di Oxfam, l’ente di beneficenza che si trova ora al centro della tempesta.
Oxford Committee for Famine Relief il nome esteso in inglese, una confederazione internazionale di organizzazioni non profit che si dedicano alla riduzione della povertà globale, attraverso aiuti umanitari e progetti di sviluppo. Ne fanno parte 18 organizzazioni di Paesi diversi che collaborano con quasi 3.000 partner locali in oltre 90 nazioni per individuare soluzioni durature alla povertà e all’ingiustizia.

Haiti solo l’inizio

Lo scandalo è esploso con le rivelazioni del Times su festini a luci rosse e sfruttamento della prostituzione ad Haiti dopo il terremoto del 2010. Oxfam ha mandato nel Paese devastato dal sisma centinaia di operatori umanitari e raccolto fondi a favore della popolazione, ma è accusata di non aver reagito a singolo gravi episodi di ricatto sessuale e di aver nascosto gli abusi alle autorità. Dopo Haiti, violenze sessuali in Sud Sudan e Ciad, e vergogna che non sembra fermarsi.
Lo scandalo ha scosso la Gran Bretagna dove Oxfam nasce, dove impiega migliaia di persone e dove, l’anno scorso, ha raccolto qualcosa come 200 milioni di sterline tra donazioni e vendite di vestiti e oggetti di seconda mano. Il governo May indaga, e lo scandalo potrebbe allargarsi ad altre Ong.

A rischio la galassia Ong

Ora si teme che crollino le donazioni e l’entusiasmo dei volontari. Tsunami dopo il terremoto, dal Guatemala. Juan Alberto Fuentes Knight, presidente di Oxfam International dal 2015 ed ex ministro dell’Economia nel governo guatemalteco, è stato arrestato insieme all’ex presidente del Paese, Álvaro Colom, nell’inchiesta sull’appropriazione di fondi pubblici. Da Londra, Oxfam International fa sapere che Fuentes Knight «si dice certo di non aver trasgredito consapevolmente a regole o procedure». Ma la notizia ha messo ulteriormente in imbarazzo Oxfam, ed è immediatamente rimbalzata nel Regno, dove lo scandalo non accenna a fermarsi. Anzi. E mette a rischio 32 milioni di sterline in finanziamenti pubblici.

Chi non poteva non sapere

Nella bufera degli scandali sessuali, finisce sotto accusa anche il chief executive Mark Goldring. Sul Times l’accusa di aver saputo di altri asseriti abusi ma di averli ignorati. Le segnalazioni sarebbero arrivate dall’ex garante interna per la tutela delle norme di comportamento Helen Evans, diventata una “talpa” nella vicenda. «Solo nel 2017 sono 120 i dipendenti di diverse organizzazioni umanitarie ad essere accusati di abusi sessuali» denuncia il Times. E cita tra le altre Ong coinvolte ‘Save the children’ e ‘Christian aid’. Dai vertici, l’omertà su un giro di prostitute, in parte probabilmente minorenni, e festini durante i soccorsi per il terremoto di Haiti del 2010.

La difesa delle Ong

Le Ong non ci stanno e replicano: «Le indagini sono partite da noi». «Abbiamo agito in maniera dura e trasparente rendendo pubblica anche sui media l’inchiesta interna che portò al licenziamento di 4 membri dello staff e alle dimissioni di altri, incluso il direttore di Oxfam nel Paese». Anche Save the children sottolinea di essere intervenuta direttamente sui casi: «Abbiamo segnalato ai mediale 31 accuse di molestie sessuali che alcuni membri dello staff avevano mosso nei confronti di altri membri e sulle quali erano state svolte accurate indagini nel 2016 e nel 2017». Le indagini di Save the children avevano portato a 16 licenziamenti e 10 rinvii alle autorità di polizia e civili.

Non solo Haiti non solo Oxfam

L’Observer, domenicale del Guardian, svela come operatori della stessa Ong fossero stati pescati a frequentare prostitute, sfruttandone la miseria, già in Ciad nel 2006. Ma non solo Ong. Da un rapporto interno delle Nazioni Unite reso noto lo scorso aprile dall’Associated Press. Peacekeepers, caschi blu inviati nei paesi devastati dalla guerra, coinvolti in crimini. Dalle indagini finalmente condotte, tra il 2004 e il 2016, sono state quasi 2.000 le accuse di sfruttamento e abuso sessuale della milizia internazionale Onu ai danni di donne e bambini, molto spesso sotto i 14 anni. Orrori soprattutto in Africa, ma ancora nella martoriata Haiti, 154 di questi orrendi misfatti nel 2004, colpo di Stato con la deposizione dell’allora presidente Jean-Bertrand Aristide.

 

PER NON FAR FINTA DI NON SAPERE, FEBBRAIO 2017

Con i Caschi blu l’Onu va a puttane

Potrebbe piacerti anche