domenica 23 settembre 2018

Marina turca contro piattaforma Eni in viaggio verso Cipro

La marina turca ferma piattaforma Eni in viaggio verso Cipro.
– Nei giorni scorsi la contrarietà di Erdogan a operazioni del gruppo nel Mediterraneo orientale: “Le ho espresse a Mattarella”, aveva detto.
– Farnesina: “Tutti i passi diplomatici per risolvere la situazione”.

La marina turca ferma piattaforma Eni in viaggio verso Cipro

Neppure il tempo di tornare a casa dalla sua visita a Roma, ed Erdogan, l’autoritario presidente della Turchia che giù sta facendo guerra ai curdi siriani sul fronte di Afrin, ci manda le sua navi militari contro. Ferma una nostra nave-piattaforma per la ricerca petrolifera, ma la guerra vera è contro il governo di Nicosia, la parte greca dell’Isola divisa, e la materia del contendere è il petrolio che l’Eni avrebbe trovato in conto greco, mentre la Turchia ha molto di dire su diritti in quel pazzo di mare.
L’area in contestazione è ad est dell’Isola, nella zona di mare dove si affaccia la Repubblica Turco Cipriota del Nord riconosciuta solo da Ankara.
La questione dovrebbe riguardare, più che aspetti di diritto del mare (come invece è per l’altro Block 6 ad ovest di Cipro concesso egualmente all’Eni da Cipro e rivendicato da Ankara), il diritto della Repubblica Turco Cipriota del Nord a ricevere compensazioni finanziarie in ragione della prossimità dell’area di concessione al territorio da essa controllato.

Saipem 12000

La marina militare turca ha fermato il viaggio della Saipem 12000, la piattaforma dell’Eni, che si stava dirigendo verso Cipro per iniziare operazioni di trivellazione su licenza del governo di Nicosia. Una mossa a sorpresa, annunciata dal ministro degli esteri cipriota e confermata dal gruppo petrolifero italiano, che arriva dopo le parole del presidente turco Erdogan che, all’indomani della sua visita in Italia, si era detto contrario alle operazioni del gruppo “nel Mediterraneo orientale”.
“I lavori (di esplorazione) del gas naturale in quella regione rappresentano una minaccia per Cipro nord e per noi”, aveva sottolineato lo stesso presidente spiegando di aver espresso, nella sua missione a Roma la scorsa settimana, le “preoccupazioni turche” al presidente Sergio Mattarella e al premier Paolo Gentiloni.

Le due Cipro

La nave della Saipem, conferma l’Eni, “ha dovuto interrompere il viaggio verso una nuova location da perforare in quanto bloccata da alcune navi militari turche con l’intimazione a non proseguire perché sarebbero in corso attività militari nell’area di destinazione”.
La nave ha così “prudentemente eseguito gli ordini e rimarrà in posizione in attesa di un’evoluzione della situazione.
La Saipem 12000 ha in programma attività di perforazione per conto di Eni nel blocco 3 nelle acque della Zona Economica Esclusiva della Repubblica di Cipro”, ricorda il gruppo. Da parte sua il ministro degli esteri di Nicosia, Ioannis Kasoulides, ha fatto sapere – secondo quanto riportato dall’Ap – che Cipro è in contatto con la società e con il governo italiani.

L’Eni è presente a Cipro dal 2013 e ha interessi in sei licenze nelle acque economiche esclusive della repubblica. Solo qualche giorno fa il gruppo ha annunciato di aver effettuato una scoperta di gas nel Blocco 6, nell’offshore di Cipro, attraverso il pozzo Calypso 1. Si tratta – è stato spiegato – di una promettente scoperta di gas e conferma l’estensione del tema di ricerca di Zohr nelle acque economiche esclusive di Cipro”. Anche se “per una valutazione accurata delle dimensioni della scoperta, sono richiesti nuovi studi e un programma di delineazione”.

L’interesse italiano

L’interesse italiano nella vicenda. L’Eni è, per il 30%, il nostro Ministero dell’Economia e Finanze e della Cassa Depositi e Prestiti. Rilevante l’azionariato di fondi esteri. Simile la situazione della Saipem, public company partecipata per il 12% dalla Cassa depositi e prestiti, e per il 30% dall’Eni. La Saipem -precisa Fabio Caffio su Analisi Difesa- è proprietaria della nave per perforazione, battente bandiera delle Bahamas, Saipem 12000 bloccata dalla Marina Turca.

Trivellazioni in acque contese

Saipem già altre volte sotto tiro. Settembre 1980 quando un sommergibile libico intimò alla Saipem 2 di cessare le prospezioni condotte per conto di Malta sul banco di Medina. Ma la stesso Turchia avevano adottato analoghe strategie contro un’altra nave di perforazioni della Saipem. Probabile che una unità navale della nostra Marina Militare sia già in navigazione verso la zona dove è avvenuto l’incidente.

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