PyeongChang 2018, Giochi olimpici invernali, la competizione più politica e meno sportiva dalle competizioni di Archea Olympia di circa 2800 anni fa. In tribuna la sorella del dittatore Kim, su, a nord, che ha stretto la mano al presidente sudcoreano Moon dopo il saluto tra i rappresentanti delle due delegazioni. Il vicepresidente americano Pence non ha preso parte alla cena con loro. Uno che pensa di regolare le questioni mediorientali rifacendosi alla Bibbia, forse mancava di suggeritori evangelici in materia orientale. Più probabilmente voleva segnare la diffidenza Usa sulle aperture nord coreane.
La cronaca da PyeongChang, da non fare confusione con la capitale nord coreana di PyonhJang è quasi televisivamente ossessiva quanto il festival di Sanremo. Con qualche spinto di novità in più. Cinque interminabili ore di cerimonia inaugurale, a gradi sottozero, a misurare la forza della fede politico sportiva legata all’avvenimento. Sino a ieri temevano di vedere testate atomiche volare tra i fronti, rozza sgarberia opposti del 38esimo parallelo, e oggi contiamo le strette di mano.
La delegazione nordcoreana è arrivata nella mattinata a Seul a bordo di un Ilyushin. Sul velivolo Kim Yo-jong, sorella del dittatore Kim ed esponente in ascesa della nomenklatura dello Stato comunista, annunciata nella tribuna d’onore insieme ad altri leader internazionali e, soprattutto, al vicepresidente americano Mike Pence e al presidente sudcoreano Moon Jae-in. Grande cortesia da parte dell’ospite sud coreano -foto della storica stretta di mano- rozza sgarberia altrui.
La cerimonia del PyeongChang Olympic Stadium, segna la riunificazione, almeno nella famiglia olimpica, di Pyongyang e Seul, a poche settimane dalle forti tensioni internazionali interrotte all’improvviso dalla riapertura del leader nordcoreano Kim jong-un. Il presidente sudcoreano Moon Jae-in ha accolto il capo della delegazione nordcoreana, Kim Yong-nam, capo dello Stato de facto: i due si sono stretti la mano e si sono messi in posa per le foto di rito.

La storica stretta di mano tra Kim Yo-chung, la sorella del leader nord coreano e il presidente del sud Corea
L’incontro è avvenuto a Yongpyeong, città vicina a PyeongChang, durante il ricevimento organizzato per 200 ospiti. Tra questi il vice presidente Mike Pence, che ha disertato la cena con i vertici dei due Paesi asiatici. Pence, arrivato in ritardo, ha scambiato i saluti con chi era al tavolo ma è andato via senza sedersi. L’alternativa a Trump, ancora per due anni e un pezzo, non offre gradi alternative di stile politico e far play. Forse vocazione personale, forse indicazioni dalla nuova Casa bianca.