sabato 20 luglio 2019

Chi ammazza chi: le guerre di Siria

Ma quante e quali guerre si stanno combattendo oggi in Siria?
– Raid Usa fa strage di soldati di Assad che di muovevano contro in ribelli ‘buoni’ filo occidentali e verso i pozzi di petrolio.
– Messaggio Usa a Russia, Turchia e Iran e agli alleati in Medio Oriente.
– Rottura tra Ankara e Washington con la Nato come ostaggio.
– Gli ex Isis mercenari in vendita.
– Ricicla il tuo jihadista.

Gli Stati Uniti entrano ufficialmente nella seconda guerra siriana, o forse è la terza, oppure la quarta?

1.

I cacciabombardieri americani che sganciano le bombe sull’esercito di Bashar al-Assad e fanno strage. Una svolta nel conflitto siriano. Non rassicurante. ‘Mostruosa aggressione’, denuncia Damasco che si appella all’Onu. Ritorsione Usa, riferisce la Cnn, dopo che ‘le forze alleate di Assad’ hanno provato ad attaccare un quartier generale delle Forze Democratiche siriane, dove comandano i consiglieri militari Usa.
Ognuno ha il suo pezzo di Siria, dice Washington via Cnn, nessuno riprovi a prendersi il nostro pezzo. Destinatari di quel bombardamento/messaggio le ‘Forze alleate’ che sostengono Assad, significa pasdaran iraniani, hezbollah libanesi, milizie sciite irachene, assieme ai consiglieri russi.

2.

La Russia, che la settimana scorsa aveva perso un suo caccia bombardiere abbattuto da un missile portatile di quasi certa fabbricazione Usa, non gradisce e ritiene di aver pure qualche conto da saldare. Per ora parla. Ricorda al mondo che i militari Usa in Siria non li ha invitati nessuno (“presenza militare illegale”) e che , con la scusa di combattere quel che resta di Isis, puntano a prendersi pozzi di petrolio e un pezzo di Paese.
Questo a parole. Con Mosca c’è un accordo verbale perché i caccia russi rimangano al di là del lato occidentale dell’Eufrate. Il grande fiume linea di demarcazione tra le forze di Assad, appoggiate da Russia e Iran, e le Forze democratiche siriane, in prevalenza milizie curde dell’Unità di Protezione Popolare, note come Ypg.

3.

Ed è proprio contro le Unità di Protezione Popolare, le Ypg curde che da ormai tre settimane si è mossa la Turchia. Operazione ‘Ramoscello d’Ulivo’, nome che è crudele presa in giro, con tonnellate di bombe contro l’enclave curda di Afrin, territori a ridosso con i confini turchi. Circa 20.000 soldati turchi e 10.000 milizie del cosidetto Esercito siriano libero in Siria. Poi ci sono i neo arruolati clandestini.
La Turchia sta reclutando e riqualificando gli ex Isis per fare il lavoro sporco nell’enclave kurda di Afrin, scrive Patrick Cockburn sul quotidiano britannico The Indipendent. Attacco guidato da un ‘Gruppo ombrello’ di ribelli siriani una volta sostenuti dall’Occidente. Ora, la maggior parte dei suoi combattenti viene alimentata dalla Turchia. Non solo ex califfato e Isis, ma anche al-Qaeda e sue propaggini.

4.

Il Pentagono, assieme alle bombe ha lanciato un messaggio al ‘trio di Sochi’, Russia, Turchia, Iran, e agli stessi alleati in Medio Oriente, Israele e Arabia Saudita. L’America di Trump non si considera fuori dal Medio Oriente. Salvo un colossale problema in casa Nato. La Turchia sempre più contro gli Usa. Rotta di collisione non solo politica tra paesi Nato, ma tra eserciti schierati contro sul campo di battaglia siriano.
Il raid americano, l’offensiva turca, i bombardamenti dei governativi a Ghuta con centinaia di civili nei giorni scorsi, e l’accelerazione di Israele verso uno scontro diretto col regime di Damasco e con l’Iran, con raid aerei  quasi quotidiani. Dopo lo Stato islamico, le guerre in Siria continuano. Un giorno proveremo anche a contarle.

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