venerdì 19 luglio 2019

Turchia recluta ex Isis contro i curdi in Siria

Esclusiva di The Indipendent, GB: la Turchia sta usando il nome dell’Esercito Siriano Libero, l’ESL, appoggiato dall’occidente, per nascondere il suo uso di mercenari jihadisti.
– Turkey accused of recruiting ex-Isis fighters in their thousands to attack Kurds in Syria
– Non solo Califfato ex Isis, ma anche al-Qaeda e sue propaggini
– Posizioni equivoche turche e Usa

Gruppi militari ‘ombrello’

La Turchia sta reclutando e riqualificando i combattenti dell’Isis per guidare la sua invasione nell’enclave kurda di Afrin nel nord della Siria, scrive Patrick Cockburn sul quotidiano britannico d’inchiesta, The Indipendent.
«La maggior parte di coloro che stanno combattendo contro le YPG, le Unità di protezione del popolo curde, sono Isis, anche se la Turchia li ha addestrati a cambiare le loro tattiche d’assalto», denuncia Faraj, ‘a former Isis fighter’, un ex combattente dell’Isis della Siria nord-orientale rimasto in stretto contatto con il movimento jihadista.
In un’intervista telefonica con The Independent, ha aggiunto: «La Turchia all’inizio della sua operazione ha cercato di ingannare la gente dicendo che stava combattendo l’Isis, ma in realtà stanno addestrando proprio gli uomini dell’Isis inviandoli poi a combattere ad Afrin».

Circa 20.000 soldati turchi e 10.000 milizie dell’esercito siriano libero sono entrati in Siria il 20 gennaio per cacciare l’YPG da Afrin.

L’attacco è guidato dalla FSA, un «Gruppo ombrello» (sotto ci metti chi vuoi), in gran parte defunto di ribelli siriani non jihadisti, una volta sostenuti dall’Occidente. Ora, la maggior parte dei suoi combattenti prende viene alimentata dalla Turchia. Non solo ex califfato e Isis, ma anche al-Qaeda e sue propaggini.
Un video pubblicato online mostra tre jihadisti in tuta militare che cantano le loro battaglie passate.
How we were steadfast in Grozny (Chechnya) and Dagestan (north Caucasus). And we took Tora Bora (the former headquarters of Osama bin Laden). And now Afrin is calling to us“.
«Come eravamo fermi a Grozny (Cecenia),
e Daghestan (Caucaso del Nord).
E come abbiamo preso Tora Bora (Osama bin Laden).
E ora Afrin ci sta chiamando».

Jihadisti usa e getta

The Indipendent, riassume la situazioni militare del Califfato, da dopo Mosul e Raqqa, e ribadisce come, una parte dei jihadisti in fuga si stanno unendo alla FSA e alla forza d’invasione dell’esercito turco. «Dal punto di vista della Turchia -scrive Cockburn- il reclutamento di combattenti dell’Isis, permette di attingere a una grande riserva di soldati professionisti ed esperti. Un altro vantaggio è che non sono turchi, quindi se anche subiranno gravi perdite, questo non creerà problemi al governo di Ankara». Assassini collaudati ma anche carne da macello.

Faraj, 32 anni arabo dalla provincia mista curdo-araba di Hasakah, nel nord-est della Siria, esprime il concetto in maniera più colorita. Prima le versione inglese: “Turkey treats Isis like toilet tissues,” he says. “After use they will be thrown away”. «La Turchia tratta l’Isis come carta igienica. Dopo l’uso saranno gettati via».

La Turchia è ovviamente consapevole che l’utilizzo svelato di simili forze le attirerà critiche internazionali. Ed ecco che i comandanti turchi scoraggiano le tradizionali tattiche ex Isis, tipo autobomba suicide ad Afrin perché questo renderebbe la cooperazione Isis-turca troppo esplicita.
«La nuova versione FSA-ex Isis preferirà attacchi con bombe automatiche di cui sono diventati esperti a Raqqa e Masul», prevede Faraj.

Turchia Usa passato sporco

Rapporti equivoci della Turchia con i gruppi jihadisti dall’inizio della guerra civile siriana nel 2011. Anche gli Stati Uniti hanno trescato (peggio i raid aerei di questa notte) ma ora si trovano in una posizione particolarmente difficile. Era l’YPG curdo a fornire le truppe di terra che hanno confitto Isis in molte battaglie. ‘Senza di loro non ci sarebbe stata alcuna vittoria’, ammette Trump nel suo messaggio sullo stato dell’Unione. Ma l’YPG ora sta affrontando, su un altro fronte gli stessi nemici Isis contro cui ha combattuto negli ultimi quattro anni.

«Gli scontri tra turchi e curdi e il crescente confronto tra Stati Uniti e Turchia sono nell’interesse di Isis che non ha la forza di riprendersi dalle schiaccianti sconfitte dell’anno scorso, ma che approfitta delle altre battaglie che stanno affrontando ora. Eliminare le ultime sacche di resistenza di Isis non è più la loro prima priorità», denuncia il quotidiani britannico. L’YPG ha intento trasferito unità che si trovavano nell’estremo est della Siria contro il Califfato, ad ovest ad affrontare i turchi.

Ed è la Turchia di Erdogan a dover stare attenta ora, tre settimane dopo la sua invasione di Afrin. «La Turchia può vincere solo bombardando ventiquattr’ore su ventiquattro, e per questo avrà bisogno del permesso russo, che probabilmente non otterrà. Se sta per espandere i suoi attacchi, avrà bisogno di più soldati combattenti e questo fornirà l’opportunità a Isis di unirsi a una nuova guerra». Stile giornalistico britannico finale: «L’ambasciata turca nel Regno Unito è stata contattata per un commento ma non ha risposto al momento della pubblicazione».

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