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mercoledì 16 Ottobre 2019

Londra, basta Unione doganale ma non vuol pagare dazio

Divorzio consensuale ma problemi sulla spartizione dei beni e degli oneri. Anzi, quasi rissa tra Londra e Bruxelles sull’Unione doganale
– Theresa May insiste, insiste: “Lasceremo l’unione doganale”
– E allora aspettatevi barriere doganali Ue, replica Bruxelles
– Il governo britannico appare sempre più diviso e debole

Theresa May in difficoltà alza la voce

Una nota di Downing Street ha ricordato che Londra ha l’intenzione “categorica” di lasciare l’unione doganale con l’Ue. La mossa serve a rassicurare l’ala più conservatrice del partito ma fa giare la scatole a mezzo continente che, sul piano degli scambi, pensiamo e Germania, Francia e Italia, forse ha un pezzo di mercato in più. Il capo negoziatore dell’Ue, Michel Barnier, in visita a Downing Street ha avvertito Londra che dovrà rispettare tutte le normative europee fin quando “continuerà ad avere tutti i benefici economici” dell’appartenenza all’Ue. Il nodo più spinoso sono i diritti dei cittadini europei che arrivano in Gran Bretagna durante il periodo di transizione di due anni dopo la Brexit del 29 marzo 2019. La May ha detto di volerli rimettere in discussione e questo non è piaciuto a Bruxelles.

Questa settimana si litigherà ‘tecnicamente ‘ a Bruxelles anche del futuro della frontiera tra l’Irlanda del Nord e la Repubblica d’Irlanda, e del periodo di transizione tra il marzo 2019 e il dicembre 2020, in attesa dell’entrata in vigore di un agognato accordo di partenariato. Trattative su tre fronti diversi. Le questioni si intrecciano mentre il governo britannico appare sempre più diviso e debole. La premier Theresa May è nella scomoda posizione di voler accontentare alcuni suoi alleati, senza però scontentarne altri. «L’incertezza politica a Londra è una minaccia per il futuro delle trattative. Viviamo nel perenne dubbio della prossima caduta del governo May», ammetteva un diplomatico europeo nella cronaca del Sole24ore.

Il Regno Unito ha posizioni contraditorie: vuole uscire dall’unione doganale e dal mercato unico, ma comunque avendo pieno accesso al mercato europeo. Lo stesso Barnier ha chiarito ieri alla premier Theresa May e al ministro della Brexit David Davis che ciò non sarà possibile e che in caso di uscita dall’Unione doganale per Londra potranno prospettarsi barriere commerciali. L’ipotesi che si fa strada è quella di un accordo commerciale come quello siglato con il Canada. Il problema è che il Ceta riguarda principalmente le merci, non i servizi, mentre il Regno Unito vorrebbe che le proprie banche avessero accesso al mercato unico. Inaccettabile per Bruxelles, salvo a particolari condizioni. Entrambe le parti hanno comunque bisogno di una intesa post-Brexit, tanto stretti sono i legami tra Bruxelles e Londra.

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