Privacy Policy
giovedì 19 Settembre 2019

Nel nome di Alessandro Magno, campagna di Macedonia

Nessuna Macedonia fuori dalla Grecia. La Grecia nega al suo vicino settentrionale l’uso del nome Macedonia da quando questo è diventato indipendente dalla Jugoslavia nel 1991.
– Una crisi internazionale che blocca da dieci anni Unione europea e Nato nel sud dell’ex Jugoslavia sul nome del condottiero vissuto 2300 anni fa

Dov’è la Macedonia di Alessandro?

Atene ha sempre accusato i vicini a nord, capitale Skopje, che chiamando il loro paese Repubblica di Macedonia (lo stesso nome che aveva all’interno dello stato federale jugoslavo), i macedoni di fatto avanzavano pretese sull’omonima regione della Grecia. Asserzione priva di qualsiasi riscontro, ma la rissa va avanti della disgregazione delle vecchia Federazione socialista Jugoslava. Da allora la Grecia sta bloccando la sua richiesta di adesione alla Nato e all’Unione europea, e le ha permesso di essere ammessa alle Nazioni Unite solo adottando il ridicolo nome di “Ex repubblica jugoslava della Macedonia”, Fyrom. Ma Atene e Skopje, stavano cercando un compromesso da quasi un anno, e le cose sembravano promettere bene. Prima dei sussulti della destra nazionalista greca.

Il contenzioso è stato complicato da alcune forzature nazionalistiche dei macedoni a nord, quelli che abitano la regione dai tempi delle invasioni slave del sesto e settimo secolo, hanno rivendicato la figura di Alessandro III di Macedonia, più conosciuto come Alessandro Magno, come loro padre fondatore. La cosa è comprensibile, perché nelle terre macedoni del nord non possono appellarsi ad altre figure storiche degne di nota, ma questo ha creato notevole fastidio ai greci eredi di Atene e Sparta, che pure hanno molto altro nel bagaglio della loro storia. Alessandro conquistò metà del ‘mondo conosciuto’ più di duemila anni fa, all’età di 32 anni, forse il più grande condottiero della storia ma i greci hanno anche Omero, Socrate, Euripide e Platone che non sono nomi da poco.

Provocazioni Gruevski

Fyrom, due milioni di abitanti, più di un quarto albanese e un altro quarto slavo bulgari, contro i dieci milioni di cittadini greci. Assurda idea che la Macedonia abbia delle mire sull’omonima provincia greca. Skopje, sotto la guida del suo precedente primo ministro, l’ultranazionalista Nikola Gruevski, la Repubblica di Macedonia aveva cominciato a ribattezzare aeroporti, autostrade e stadi con il nome di Alessandro, e a erigere gigantesche statue del conquistatore. Gruevski ha perso le elezioni macedoni nel 2017, e il nuovo primo ministro Zaev ci prova col buonsenso. ‘Rinuncio alla pretesa che la Macedonia sia l’unica erede di Alessandro. La storia non appartiene solo a noi ma anche alla Grecia e a molti altri paesi’.

Buonsenso macedone, di Skopje, ed esplode il ‘malsenso’ nazionalista greco. «Giù le mani dalla Macedonia». Con questo slogan, oltre 130mila persone si sono riunite ad Atene, e altre ancora a Salonicco, per protestare contro ogni ipotesi di accordo sul nome «Macedonia» con l’ex repubblica jugoslava. ‘Nuova Macedonia’, era la proposta. Ma poi Panos Kammenos, il fondatore del piccolo partito Grecia indipendente, alleato di Syriza nella coalizione di governo, ha chiesto un referendum per giocare sul nazionalismo. Il partito di Kammenos ha un indice di preferenze nei sondaggi così basso che, se si votasse oggi, non entrerebbe neppure nel prossimo parlamento. Crisi internazionale nel nome di Alessandro che era Magno per mercatino politico di nani.

Potrebbe piacerti anche