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martedì 15 Ottobre 2019

La Turchia vuole gli Usa via dal nord della Siria

Le milizie curdo siriane del PYD YPG per la Turchia sono collegate al PKK considerata come organizzazione terrorista con cui Ankara è in guerra dal 1984. Per gli Stati Uniti invece sono alleati. La Turchia chiede il ritiro delle truppe americane dal nord della Siria, no secco degli USA come risposta. E nella NATO crescono gli attriti con gioia di Putin.

“Gli Stati Uniti ritirino immediatamente le proprie truppe dalla regione di Manbic”. E’ il duro intervento lanciato il 27 gennaio dal ministro degli esteri turco Mevlut Cavusoglu agli Usa, cui chiede per l’ennesima volta di ritirare l’appoggio ai curdi siriani del PYD-YPG. La richiesta turca è stata respinta ancora una volta dal comando centrale statunitense in Siria. Intanto, prosegue l’offensiva verso l’area curda di Afrin, dove non sono presenti gli statunitensi ma solamente i russi che hanno abbandonato la zona lasciando il campo all’attacco turco. Nelle sedi di Ankara avanza l’ipotesi di un’operazione militare nell’area di Manbic a ovest del fiume Eufrate.

“Alleati dei terroristi”

I mesi trascorsi sono stati mesi di continui attriti tra Turchia e Stati Uniti, il nodo centrale è stretto sul ruolo dei curdi siriani del PYD-YPG in Siria, considerati alleati per gli USA ma terroristi per Ankara. Secondo il governo turco, i curdi siriani sono parte del PKK, organizzazione definita terroristica con cui la Turchia è in guerra dal 1984. In contrapposizione, gli States hanno armato i curdi sotto la voce Forze Democratiche Siriane per cui dallo scorso settembre i rapporti tra i due Paesi alleati della NATO sarebbero ai minimi storici.

Il “Ramo d’ulivo”

Le Forze armate turche hanno annunciato di aver ucciso 600 combattenti dell’YPG sommati quelli dello Stato islamico dall’inizio dell’operazione militare chiamata “Ramo d’ulivo” nel distretto di Afrin. I turchi si muovono con gli alleati dell’Esercito Siriano Libero, gruppo in opposizione al governo di Damasco. L’esercito turco sta entrando nella regione curda controllata dall’YPG da nord e da ovest con fuoco di artiglieria e numerosi bombardamenti aerei. Mentre ad est le operazioni sono guidate dall’ESL. Nei giorni scorsi i turchi con i cacciabombardieri F-16 hanno bersagliato la ccollina di Barsaya fino alla vittoria in meno di una giornata, secondo le dichiarazioni del presidente Erdogan.

Nell’ultima settimana, le operazioni condotte dalle truppe turche con gli alleati dell’ESL hanno comportato tra le proprie fila 22 morti, di cui 7 turchi e 15 dell’ESL. I dati sono stati resi noti da Erdogan ai membri del suo partito “Giustizia e Sviluppo”.

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