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mercoledì 22 Gennaio 2020

Yemen, colpo di stato senza lo stato

I separatisti del Sud assaltano le sedi del governo ad Aden. Ma del governo di chi e su cosa?
– Si spacca il fronte sunnita: scontri fra forze filo-Emirati e quelle leali al presidente Hadi, appoggiato dall’Arabia Saudita
– Crisi umanitaria, denuncia di Amnesty Italia

Guerra arabo iraniana, tra sciiti e sunniti, ma non basta

Nuovo fronte nella guerra civile in Yemen, come se le dimensioni del massacro sino ad oggi non bastassero. Le forze separatiste del Sud hanno dato l’assalto nel fine settimana alle sedi del governo del presidente Abdrabbuh Mansour Hadi ad Aden, l’ex capitale dello Yemen del Sud diventata capitale provvisoria dopo che nel 2014 i ribelli sciiti Houthi hanno cacciato lo stesso Hadi da Sanaa. Il movimento separatista è però cresciuto in questi anni e ha ottenuto l’appoggio degli Emirati arabi uniti dopo che Hadi ha lasciato anche Aden si è rifugiato a Riad, in Arabia Saudita.
Il primo ministro Ahmed bin Dagher ha guidato la resistenza governativa e ha parlato di “tentativo di colpo di Stato”. Negli scontri ci sarebbero circa trenta morti, da una parte e dall’altra, e decine di feriti, compresi molti civili. Nella dimensione della tragedia yemenita, poco più di una ‘scaramuccia’, salvo i protagonisti contro.

La rottura del fronte sunnita

Lo Yemen -ripasso storico- si è riunificato nel 1990, dopo la divisione fra un Nord filo occidentale, e un Sud socialista, schierato con l’Unione Sovietica. Oggi la frattura è su basi entico religiose: il Nord a maggioranza sciita, appoggiato dall’Iran, contro il Sud sunnita, sostenuto da Arabia Saudita ed Emirati. Ma ora anche il fronte sunnita si è spaccato. Gli scontri sono cominciati dopo le forze fedeli al presidente Hadi hanno sparato su una manifestazione separatista. Reazione, e le forze separatiste occupano il quartier generale del governo provvisorio. Da lì denuncia di «colpo di stato» e la mobilitazione contrapposta dei diversi ‘protettori’.
Il premier si è appellato agli Emirati, perché fermino i separatisti ed evitino una guerra civile nella guerra civile, che sarebbe a vantaggio “soltanto degli Houthi”. Il presidente Hadi, da Riad, ha ordinato il cessare il fuoco.

Sunniti sciiti e crisi umanitaria

Tensioni tra i separatisti, alleati con gli Emirati Arabi Uniti e il governo, sostenuto dai sauditi, del presidente, sono ormai allo scontro armato. I due gruppi sono stati alleati nei tre anni di guerra civile contro i ribelli sciiti Houthi, sostenuti dall’Iran, ma ora non più. I separatisti hanno a lungo chiesto la secessione dell’ex Yemen del Sud e il loro sostegno a Hadi pone ancora la questione. Nel frattempo la crisi umanitaria nel Paese diventa drammatica. Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia denuncia che il 23 gennaio un’imbarcazione con 152 rifugiati si è capovolta dopo che uno dei trafficanti aveva aperto il fuoco, seminando il panico. Sono annegati almeno in 30. A bordo c’erano somali ed eritrei. Erano salpati dal porto di Aden, nello Yemen. Tornavano verso i loro paesi.
Erano migranti e rifugiati fuggiti dal conflitto somalo e dalla feroce repressione in Eritrea e avevano cercato riparo in un altro paese devastato dalla guerra. Pare assurdo ma attualmente in Yemen ci sono oltre 280mila rifugiati e richiedenti asilo di altri paesi. Solo nel 2017, dal Corno d’Africa ne sono arrivati 87mila.

Fuga dalla guerra peggiore

Fanno parte degli oltre due milioni di sfollati di guerra. Quella guerra iniziata il 25 marzo 2015, quando una coalizione militare guidata dall’Arabia Saudita ha iniziato a bombardare lo Yemen (anche grazie a forniture di altri paesi, Italia inclusa) per cacciare dal potere gli houti, un gruppo armato sciita. Distratti da altro, non ci accorgiamo di quanto le cose stiano ulteriormente peggiorando, denuncia Noury sul ‘Il Fatto quotidiano‘. I somali e gli eritrei morti in mare nei giorni, che avevano giudicato meno peggio tornare a casa, ne sono la conferma. Così come le ulteriori 1457 famiglie yemenite che alla fine dello scorso anno si sono aggiunte al totale degli sfollati.
In questi quasi tre anni di conflitto, migliaia di vite sono state spazzate via da bombardamenti indiscriminati e altri crimini di guerra. La guerra ha prodotto una crisi spaventosa, compresa un’epidemia di colera: 22 milioni di persone, oltre il 90 per cento della popolazione totale dello Yemen, dipendono dagli aiuti umanitari per la loro sopravvivenza.

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