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sabato 18 Gennaio 2020

La Polonia nazionalista sulla Shoah, e Auschwitz non è più polacca

Il nazionalismo polacco sulla Shoah, litiga con la storia e la geografia
– Treblinka, Auschwitz-Birkenau, Chelmo, Belzec, Sobibor e Maidanek: sono i lager della Polonia occupata dal Terzo Reich.
– La legge vieta di dire che i campi di sterminio erano polacchi e pene a chi lega la Polonia ai crimini compiuti dai nazisti
– Rimossa qualsiasi complicità storica polacca col nazismo

Il nazionalismo polacco sulla Shoah
litiga con la storia e la geografia

Treblinka, Auschwitz-Birkenau, Chelmo, Belzec, Sobibor e Maidanek sono i lager della Polonia occupata dal Terzo Reich. La legge in discussione al parlamento prevede il divieto di dire che i campi di sterminio erano polacchi e pene a chi lega la Polonia ai crimini compiuti dai nazisti. Responsabilità e complicità polacche col nazismo cancellate. La norma della discordia sulla Shoah, approvata da un ramo del parlamento polacco, è un emendamento alla legge sull’attività dell’Istituto della memoria nazionale (Ipn), elaborato e proposto dal ministero della Giustizia gestito da Zbigniew Ziobro, uno dei leader dell’attuale coalizione di governo conservatore al potere dal 2015.

L’emendamento alla legge, che ha ricevuto venerdì scorso il via libera della Camera bassa del parlamento di Varsavia, prevede la possibilità di punire, con una sanzione che da una multa può arrivare anche a tre anni di carcere, coloro che “pubblicamente e contro i fatti attribuiscono alla nazione polacca o allo stato polacco la responsabilità o la corresponsabilità di crimini compiuti dal Terzo Reich tedesco oppure i crimini contro l’umanità, contro la pace nonché altri crimini durante la guerra”. Una pena che riguarda anche i casi di tentativi “evidenti di sminuire la responsabilità dei reali autori di questi crimini”. «Corresponsabilità polacca», la frase chiave (e già da galera).

L’emendamento prevede, tra l’altro, la possibilità di portare di fronte al tribunale anche chi usi la formulazione “campi polacchi della morte”, riferendosi ad esempio ad Auschwitz. È stato inoltre deciso che il nuovo provvedimento possa riguardare non solo i cittadini polacchi, ma anche gli stranieri, “indipendentemente dalle leggi in vigore nel luogo dove tale atto è stato compiuto”. Perché la norma diventi legge ci dovrà essere l’approvazione anche dell’altro ramo del Parlamento. L’emendamento alla legge prevede inoltre anche la possibilità di perseguire coloro che negano i crimini compiuti (contro i polacchi) sempre durante la guerra dai nazionalisti ucraini.

Israele allo scontro con la Polonia

Il testo della legge sulla Shoah approvata da un ramo del parlamento polacco “va cambiata”. La richiesta arriva dal premier Benyamin Netanyahu che avvisa: “non abbiamo alcuna tolleranza per la falsificazione della verità, per la riscrittura della storia o per la negazione dell’Olocausto”. Ma la Polonia ha risposto picche: “non cambieremo nulla nella legge sull’Istituto per la memoria nazionale” ha scritto su twitter la portavoce del partito al governo (Pis) e vice presidente del parlamento polacco Beata Mazurek. Alla fine una telefonata tra Netanyahu e il collega polacco Mateusz Morawiecki ha sciolto la tensione. Israeliani e polacchi cercheranno ora una intesa.

Più duro il mondo ebraico. La infelice e quasi provocatoria scelta di proporre una simile discussione alla vigilia del ‘Giorno della Memoria’. Contro la legge sono scesi in campo anche lo Yad Vashem e il Centro Wiesenthal. Problemi: “l’aiuto che i tedeschi ricevettero dalla popolazione polacca durante la Shoah”, “le restrizioni sulla la diretta o indiretta complicità del popolo polacco con i crimini commessi sul proprio territorio durante l’Olocausto”. “Mentre lo stato polacco non esisteva da tempo molte migliaia di singoli polacchi o hanno ucciso ebrei o hanno dato ai nazisti informazioni sul loro conto, come documentato in maniera ampia da storici polacchi di valore”.

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