lunedì 27 maggio 2019

Israele, sopravvissuti all’Olocausto e i migranti espulsi: ‘Noi come loro’

In trentasei reclusi nei lager nazisti hanno scritto una lettera aperta al premier Netanyahu per fermare la cacciata di 35mila richiedenti asilo di Eritrea e Somalia.
– Giorni fa hanno fatto lo stesso intellettuali come Oz, Grossman e Yehoshua.
– E alcuni piloti di El Al si rifiutano di accompagnare i migranti in Africa.
– Nella foto, ritratti di sopravvissuti all’Olocausto scattati da Luigi Toscano ed esposti intorno al quartier generale dell’Onu a New York

L’Israele trumpiana di Netanyahu

«Sappiamo bene cosa significa essere rifugiati. Non espellete i profughi africani, il loro destino è come il nostro: così li condannate a sofferenze, torture e morte».
Trentasei sopravvissuti israeliani all’Olocausto hanno scritto oggi una lettera aperta al premier Benjamin Netanyahu per difendere diecimila richiedenti asilo di Sudan ed Eritrea che potrebbero essere mandati in Ruanda. Una vicenda che da giorni sta facendo molto discutere nello Stato ebraico. Netanyahu ha ribadito due giorni fa che sono accetti solo i “profughi veri”, senza spiegare chi si debba intendere per ‘profugo vero’.

Partita politica e Bibbia

«Proprio perché siamo ebrei, sappiamo cosa vuol dire sentirsi abbandonati nel momento più difficile», si legge nella lettera. «Per questo non possiamo cedere all’indifferenza né all’espulsione dei richiedenti asilo. Lo stato israeliano deve proteggerli».
Poi le citazioni bibliche per la destra ultra ortodossa che sostiene il governo Netanyahu. Oltre al Deuteronomio (“Non consegnerai al suo padrone lo schiavo che, dopo averlo lasciato, si sarà rifugiato presso di te. Rimarrà da te, nel tuo paese, nel luogo che avrà scelto, in quella delle tue città che gli parrà meglio; e non lo molesterai”, 23:15), i trentasei citano anche Elie Wiesel, il premio Nobel per la Pace e anche lui sopravvissuto ai lager nazisti, che nel 60esimo anniversario della liberazione di Auschwitz disse: «Il passato è il presente, ma il futuro è ancora nelle nostre mani, come le vostre sono nelle mie. Il mondo imparerà mai?».

Il rifiuto dei piloti El Al

Sinora però il governo di Netanyahu non ha ceduto. In Israele vivono 35 mila migranti eritrei e sudanesi, e altri cinquemila bambini nati dopo l’arrivo dei genitori. Il governo ha stanziato incentivi di 3.500 dollari per indurre i migranti a partire (esclusi anziani, donne incinte e pochi altri). I profughi riconosciuti sono solo una piccola percentuale. Tutti gli altri, se non lasceranno Israele, rischiano il carcere.
Nei giorni scorsi decine di intellettuali, tra cui i celebri scrittori David Grossman, Amos Oz e Abraham Yehoshua, si sono mobilitati a favore dei migranti africani di Israele. Ieri sul quotidiano “Haaretz” è apparso un annuncio a pagamento, sottoscritto da decine di impiegati nei voli commerciali, in cui si fa appello a tutte le compagnie aeree di rifiutarsi di riportare i migranti in Africa. Tre piloti della compagnia El Al hanno già annunciato che non voleranno per protesta contro il governo.

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