giovedì 23 maggio 2019

Terrorismo in Afghanistan e Libia, l’attacco a ‘Save the Children’

Un commando armato ha attaccato la sede di Save The Children a Jalalabad City, Afghanistan. Si teme il coinvolgimenti di bambini.
– Libia, a Bengasi esplodono due autobomba: almeno 33 morti e 70 feriti
– Colpita la fazione del generale Haftar
– Tra le persone coinvolte ci sono anche alti funzionari della sicurezza del Paese africano. L’attacco vicino a una moschea

L’illusione del ‘dopo terrorismo’

Afghanistan

L’attacco di un commando dell’Isis alla sezione di Jalalabad City della ong Save The Children si è concluso alle 19 locali (le 15,30 italiane) con l’uccisione di cinque militanti. Lo riferiscono le tv Tolo e 1TvNews, citando fonti ufficiali. Circa 45 membri dello staff della ong sono stati liberati dalle forze di sicurezza afghane. Il bilancio provvisorio di tre morti (fra cui due dipendenti della ong) e 24 feriti, riferisce l’agenzia di stampa Pajhwok, è stato confermato nel tardo pomeriggio dal governatore della provincia di Nangarhar, Gulab Mangal.

In seguito all’attentato Save the Children sospende le sue attività in Afghanistan. Lo riferiscono i media internazionali.

Libia, Bengasi

Due autobomba esplose a Bengasi, in Libia, intorno alle 21 di fronte alla moschea Baiat al Ridwan, nel quartiere di Al Salmani. Le autorità hanno confermato che ci sono almeno 27 morti ma secondo i riscontri citati dall’agenzia Reuters il bilancio sale almeno a 33. Decine, invece, i feriti. I fedeli coinvolti nel sanguinoso attentato stavano uscendo dalla moschea non lontano dalla zona portuale.
Tra le persone coinvolte nell’attentato ci sarebbero anche alti esponenti della sicurezza della città libica.
È rimasto ferito Almahdi Al Fellah, capo dell’Intelligence department, Internal security e state security, mentre sarebbe morto Ahmed Alfaytori, capo del dipartimento delle unità investigative. Fonti locali riferiscono che, in seguito all’esplosione, sarebbe rimasto ferito anche il colonnello Belkasim Al Obaidi del Direttorato della sicurezza di Bengasi.

Il bersaglio e chi ha colpito

Le due esplosioni nella seconda città della Libia, scenario dal 2014 e fino allo scorso anno, della sanguinosa guerra civile. Le bombe sono esplose a distanza di 10-15 minuti l’una dall’altra, a cercare la strage anche dei primo soccorritori.
Il secondo ordigno ha infatti colpito anche un’ambulanza arrivata per soccorrere le persone coinvolte nella prima esplosione.
La cellula terroristica che ha colpito, apparterrebbe allo Shura Council of Benghazi Revolutionary, una coalizione di milizie integraliste islamiche tra cui la più nota è Ansar al-sharia.

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