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martedì 15 Ottobre 2019

Germania salva Europa, Merkel tris e Socialdemocratici

Torna la grande coalizione tedesca.
– La Spd dice sì al governo Merkel ma Schulz perde metà del partito
– Bruxelles festeggia: ottima notizia che rende l’Europa più unita
– Ora la trattativa per il programma di governo.

La classica bottiglia a metà

Bottiglia mezza piena:
Il congresso straordinario del partito socialdemocratico ha dato il via libera ieri al governo di grande coalizione e non solo la Germania, ma l’Europa intera tirano un sospiro di sollievo‘.
Bottiglia mezza vuota:
La Spd dice sì al governo Merkel ma Schulz perde metà del partito’.
Il contenuto che ne esce:
‘Germania, la Spd dice sì al governo con la Cdu di Merkel‘.

Per ora solo negoziati

Il congresso straordinario della Spd riunito a Bonn ha approvato l’avvio dei negoziati con Angela Merkel per una terza Grande coalizione con 362 “sì” dei 642 delegati e big del partito presenti. Una giornata sofferta, di applauditissimi interventi anti-accordo e scarso entusiasmo per le pragmatiche e rassegnate relazioni a favore della Grande coalizione, ma alla fine i 600 delegati hanno votato anche per il futuro dell’Europa.
Schulz aveva definito il pre-accordo con Merkel il “manifesto per una Germania europea”. E un grave errore la rinuncia all’opportunità di stare al governo e di riformare l’Europa insieme a Emmanuel Macron. Rispondendo ai timori dei suoi oppositori, Schulz ha detto che “governare e innovare non sono in contraddizione” e ha promesso anzitutto un percorso di rinnovamento per i socialdemocratici.

– rigore + sociale

L’ex presidente del Parlamento europeo ha ricordato che già sono stati concordati una pensione minima più alta, la parità dei contributi sanitari tra datori di lavoro e lavoratori e l’abolizione del contributo di solidarietà per i meno abbienti. Schulz ha promesso un ulteriore impegno per una stretta sui contratti a termine, per una sanità più equa e per una maggiore solidarietà con i migranti e ha puntualizzato che “con noi non ci sarà mai un tetto ai profughi”.
La ‘GroKo’, la Grosse Koalition, senza alternative a sinistra ha ricordato più di un leader, e non ci sono i numeri per un’alternativa, ad esempio per un governo di centrosinistra. E un ritorno al coto non sarebbe perdonato dagli elettori. Pericolo sventato. Per ora. Il prossimo giogo, per Martin Schulz, si chiama referendum tra gli iscritti. Ma quello arriverà dopo i negoziati per il contratto di coalizione. E la Spd dovrà cercare di ottenere qualcosa di più.

Grosse Koalition nell’uovo di Pasqua

Schulz ha anche spiegato che l’alleanza con la Merkel è indispensabile per contrastare l’ascesa delle destre in Europa. «Guardate quello che succede in Austria, in Repubblica Ceca, guardatevi il governo in Polonia, il Front National in Francia. Guardatevi i sondaggi in Italia, Berlusconi sta tornando. Noi socialdemocrazia tedesca abbiamo la possibilità di contrastare questo ritorno della destra in Europa. Attraverso una forte guida socialdemocratica la Germania può porsi ai vertici di un movimento europeista e progressista».
Nonostante le critiche interne, nonostante quasi la metà del partito sia rimasta con l’amaro in bocca, in Germania sono in molti a esultare, anche e soprattutto tra quei non socialisti che hanno iniziato a vedere in Schulz l’unica salvezza per non dover tornare al voto. Esulta in primis il Presidente della Repubblica federale Frank-Walter Steinmeier, che fin da subito dopo il voto di settembre ha esercitato le pressioni più forti su Schulz perché rivedesse la sua iniziale indisponibilità a trattare.

Grosse Germania per Grosse Ue

Esultano fette importanti del mondo industriale ed economico timorose che una prolungata assenza di governo o peggio l’istituzione di un governo di minoranza potessero nuocere al buon stato dell’economia tedesca. Esultano i partner internazionali che già da tempo invocavano una soluzione rapida e che favorisse la stabilità. Esultano i sostenitori del merkelismo politico che vedono nel probabile ritorno della Grande Coalizione anche un ritorno dell’egemonia della cancelliera e dei delicati equilibri che negli ultimi anni si è mostrata capace a calibrare.
Esulta, ovviamente, Angela Merkel, il cui destino era legato a doppio filo a quello dei questo referendum. “Ora la strada è libera” ha commentato sollevata. Già domani si incontrerà con Seehofer per pianificare la strategia comune da promuovere nelle trattative future con Schulz e i suoi uomini.

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