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venerdì 20 Settembre 2019

Qatar e i segreti della guerra siriana, uno strano ritorno di notizia

Un’intervista televisiva dell’ottobre scorso in cui l’emiro del Qatar svelava i retroscena della guerra in Siria, notizia virale sui social network arabi assieme ad un documento top secret dell’NSA che conferma l’opposizione armata in Siria sotto il controllo di governi esteri fin dai primi anni del conflitto.
A stupire Remocontro il ritorno della notizia a distanza di tre mesi, rilanciata su Sputnik, agenzia stampa russa, come se fosse rivelazione fresca.
Problemi in casa siriana o americana o lì attorno? Messaggio, e se si a chi?
Andiamo a ficcare il naso con un ripasso comunque utile di scelte tragiche

Doppia notizia. Un promemoria utile sulle porcate internazionali alle spalle della guerra in Siria, e poi la sospetta riesumazione di una notizia ‘sepolta’ tre mesi fa e resuscitata come se fosse fresca in un rilancio su Sputnik, agenzia stampa russa che ciò che pubblica lo valuta certamente con attenzione. Sputnik la ripesca dal sito controinformazione.info
La notizia ve l’aveva proposta a suo tempo anche Remocontro (https://www.remocontro.it/2017/11/10/lex-premier-del-qatar-califfato-creatura-usaco-anti-assad/)
Problemi in casa siriana o americana o lì attorno? Messaggio, e se si a chi?
Proposto il dubbio sull’oggi, gli elementi chiave della notizia di allora, che resta importante, ieri come oggi. Ripasso comunque utile.

Le ‘confessioni’ del Qatar

Accade ad ottobre dello scorso anno. Una intervista televisiva dell’Emiro del Qatar Hamad bin Jassim bin Jaber al-Thani, colui che -regnante ancora il padre- aveva supervisionato le operazioni in Siria per conto del Qatar fino al 2013, che svela i retroscena della guerra in Siria in concomitanza con la diffusione dei segreti dell’NSA, l’agenzia di ascolto planetario degli Usa, ambedue a confermare al mondo come l’opposizione armata in Siria fosse ‘sotto comando’, controllata diciamo noi, da governi esteri fin dai primi anni del conflitto.
Ne scrive il 29 ottobre, Tyler Durden, su Zero Hedge, zero barriere, blog anonimo statunitense su argomenti di geopolitica, in lingua inglese, fondato nel 2009. Ne parla scandalizzato mezzo mondo arabo, quasi zitta la stampa occidentale, salvo il nano Remocontro e pochi altri.

Per Assad, “ammissione pubblica ad alto livello delle collusioni e del coordinamento tra i quattro paesi per destabilizzare uno stato indipendente dando il loro sostegno a Nusra /Al Qaeda”.
Accuse note, assieme ai nomi dei quattro Paesi chiamati in causa. Qatar al fianco dell’Arabia Saudita, della Turchia e degli Stati Uniti, ha rifornito di armi e soldi i jihadisti fin dal 2011. Gulf Cooperation Council, vecchia alleanza petrolifera sunnita, stretta alleata Usa e in parte di Israele.
Alleanza ormai logora, ed ecco perché volano gli stracci delle rivelazioni. Conferme, a ripeterci che per anni quasi tutte le monarchie del Golfo hanno finanziato movimenti jihadisti in paesi come Siria, Iraq e Libia.

In base alla traduzione di Zero Hedge, al-Thani sosteneva che sia il re Abdullah dell’Arabia Saudita, che ha regnato fino alla morte nel 2015, sia gli Stati Uniti avevano riservato al Qatar un ruolo di primo piano nelle operazioni segrete per condurre una guerra per procura.
Ovviamente l’ex-primo ministro, svelando, punta comunque a difendere e giustificare il sostegno dato dal Qatar al terrorismo, e ad accusare Stati Uniti ed Arabia Saudita di aver scaricato sul Qatar tutta la responsabilità della guerra contro Assad. Qatar coerente che ha continuato a finanziare le truppe ribelli in Siria, mentre altri paesi riducevano man mano il loro sostegno. Accusa di quasi tradimento a Stati Uniti e Sauditi.

Le confessioni minacciose del principe

«All’inizio degli eventi in Siria, mi sono recato in Arabia Saudita e ho incontrato il re Abdullah. L’ho fatto su precise istruzioni di sua altezza il principe, mio padre. Re Abdullah mi ha assicurato che ci avrebbero spalleggiato, e che ci saremmo coordinati, ma che noi saremmo stati a capo dell’operazione». «Tutto ciò che è stato fornito [alla Siria] passava dalla Turchia in coordinamento con le forze americane, e tutto è stato distribuito tramite i turchi e le forze statunitensi …». «Forse ci sono stati errori e il sostegno è stato dato alla fazione sbagliata … Forse c’era un rapporto con Nusra, è possibile, ma io stesso non ne sono a conoscenza…». «.. adesso la preda ci è sfuggita e continuiamo a combattere… mentre Bashar è ancora lì».

«Come è ormai noto, la CIA è stata direttamente coinvolta nei principali sforzi di cambio di regime in Siria con i partner del Golfo suoi alleati, come confermano informative americane trapelate e declassificate».
«Il governo americano ha compreso ben presto che i sofisticati armamenti forniti dai paesi del golfo e dall’Occidente stavano andando ad al-Qaeda e all’ISIS, nonostante secondo le dichiarazioni ufficiali dovessero servire ad armare i cosiddetti ribelli “moderati”».
«Ad esempio, in un’informativa d’intelligence fatta trapelare datata 2014 e diretta a Hillary Clinton si conferma il supporto dato da Qatar e sauditi all’ISIS».

Un giorno prima dell’intervista al Primo Ministro Thani, Intercept pubblicava un nuovo documento top-secret dell’NSA, emerso tra file d’intelligence divulgati da Edward Snowden, che dimostra senza ombra di dubbio che l’opposizione armata in Siria era sotto il diretto comando di governi esteri fin dai primi anni della guerra.
Il documento NSA conferma che un attacco insurrezionale del 2013 con razzi, sferrato nei quartieri civili di Damasco tra cui l’aeroporto internazionale, è stato direttamente finanziato e supervisionato dall’Arabia Saudita con la piena conoscenza dell’intelligence americana. Gli Stati Uniti disponevano di ‘sale operative’ per sovrintendere a questi attacchi, compreso l’attentato all’aeroporto di Damasco del 2013.

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