giovedì 18 luglio 2019

Kosovo dell’odio etnico, ucciso il leader serbo Ivanovic

A Kosovska Mitrovica, la città divisa, enclave della minoranza serba rispetto al Kosovo albanese.
– Stop allo stentato dialogo Belgrado-Pristina.
– A colpire un killer incappucciato che ha usato un’arma col silenziatore.
– Omicidio politico, modalità mafiose.

Kosovska Mitrovica, la città simbolo della separazione etnica fra serbi e albanesi, con il fiume Ibar che la attraversa e fare da confine e spesso da trincea. Dalla guerra ad oggi, quasi vent’anni di scontro alimentato dall’odio etnico contrapposto. Il serbo Oliver Ivanovic era stato oppositore dell’estremismo nazionalismo serbo con Milosevic al potere,ed è rimasto alla opposizione e in carcere con l’avvento al potere del nazionalismo kosovaro albanese che si è imposto con i bombardamenti Nato del 1999.
Ieri, per Oliver Ivanovic, la resa dei conti per una vita di troppa opposizione.

Oliver Ivanovic, noto leader politico dei serbi del Kosovo, è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco questa mattina a Kosovska Mitrovica. La notizia dal suo legale Nebojsa Vlajic, secondo il quale nulla si hanno abcora dettagli sulle circostanze dell’agguato, avvenuto mentre Ivanovic stava entrando nel suo ufficio. Ivanovic, personalità politica autorevole e leader riconosciuto dei serbi del Kosovo, è stato raggiunto da cinque proiettili stamane poco dopo le 8 nel settore nord di Kosovska Mitrovica, la parte nord della città dove è concentrata la comunità serba.

Il killer incappucciato, secondo i media serbi, ha usato un’arma col silenziatore freddando l’esponente politico quando stava per entrare nella sede del suo partito ‘Iniziativa Civica’. Poco dopo, a breve distanza da luogo del delitto, è stata trovata un’auto data alle fiamme e senza targa, con la quale si presume l’assassino sia fuggito. “Sembra che Ivanovic sia morto sul colpo”, ha detto l’avvocato Vlajic. “Dopo l’agguato è stato immediatamente trasportato in ospedale, ma tutti i tentativi dei medici di rianimarlo sono risultati vani”.

Kosovska Mitrovica, il ponte sul fiume Ibar quando era ancora trincea

L’uccisione di Oliver Ivanovic, che da pochi mesi era stato scarcerato dopo aver trascorso quasi tre anni in carcere in Kosovo con l’accusa di crimini di guerra, da lui sempre respinta, rischia di far salire pericolosamente la tensione interetnica, sempre latente in Kosovo nei rapporti tra maggioranza albanese e minoranza serba. Il rilascio dell’uomo politico era avvenuto dopo l’annullamento della sentenza di primo grado che condannava Ivanovic a nove anni di reclusione. Per lui si preparava un nuovo processo.

Dopo l’uccisione di Ivanovic, il governo di Belgrado ha deciso di ritirare la propria delegazione impegnata da oggi a Bruxelles in una nuova sessione di negoziati a livello tecnico con rappresentanti del Kosovo. Lo ha annunciato il capo delegazione Marko Djuric, direttore dell’Ufficio governativo serbo per le questioni del Kosovo. “La nostra delegazione torna immediatamente a Belgrado”, ha detto. Il dialogo tra Belgrado e Pristina si tiene con la mediazione della Ue.

Il presidente serbo Aleksandar Vucic, subito dopo la notizia ha convocato una riunione d’urgenza del Consiglio per la sicurezza nazionale. Al termine Vucic parlerà ai giornalisti. L’uccisione del leader è stata al centro di un colloquio telefonico che il presidente serbo Aleksandar Vucic ha avuto oggi con l’Alto rappresentante Ue Federica Mogherini. Ne ha dato notizia la Tanjug. Mogherini fa da mediatore nel dialogo fra Belgrado e Pristina, che si tiene da alcuni anni a Bruxelles sotto gli auspici dell’Unione europea.

Mitrovica, il luogo dell’omicidio

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