mercoledì 24 ottobre 2018

‘Oui, je suis Catherine Deneuve’, ma tra libertà sessuale e violenza…

La denuncia di violenze sessuali ripetute nei rapporti gerarchici tra uomini e donne. Gli outing coraggiosi e il movimento Me too che nella moltiplicazione mediatica insistita non ci ha guadagnato. E l’ancor bella e seducente e intelligente Catherine Deneuve che difende la ‘liberté d’importuner’, indispensabile alla libertà sessuale. L’equivoco delle parole, tra corteggiare, importunare, violare.
– Per Gatto randagio-Francesca de Carolis, un manifesto fuori tema quello di Catherine e altre 100.
– L’equivico delle parole, dal corteggiamento, all’importunare, alla violenza.
– Nodo della questione, per Francesca, il rapporto di potere,
– Ogni volta che si ha di fronte qualcuno dal quale si dipenda per un sì, per un no, per un proprio spazio nella vita, pubblica o privata che sia…
– Rapporti di potere dove la libertà non è mai davvero libera..

Qualche riflessione e molte domande…
Leggendo l’intervista rilasciata dall’ancor bella e seducente e intelligente Catherine Deneuve… volto della lista delle cento firmatarie del manifesto apparso su “Le monde”… “Nous défendons une liberté d’importuner, indispensabile a la liberté sexuelle”…
Delicata e complessa la questione della libertà sessuale, è vero, e pieno di spunti anche su cui riflettere quel manifesto… ma molte le perplessità, se entra a gamba tesa nel dibattito sulla violenza sessuale esploso con la denuncia delle “molestie” del signor Weinstein… spostando innanzitutto decisamente il fuoco del dibattere. Insomma, tanto per cominciare, mi è sembrato un manifesto un po’ “fuori tema”.
Che dimentica che il nodo della questione riguarda innanzitutto il rapporto con il potere, qualsivoglia volto abbia, in qualsiasi struttura con una gerarchia, ogni volta che si ha di fronte qualcuno dal quale si dipenda per un sì, per un no, per un proprio spazio nella vita, pubblica o privata che sia… Rapporti di potere, insomma, dove la libertà non è mai davvero libera..
Purtroppo ci troviamo sempre a dover fare i conti con l’effetto abnorme che nasce dall’esaltazione data dai media, che tutto gioca sull’onda di emozioni nel bene e nel male amplificate,… che, certo, quante vittime, anche innocenti, ha fatto e continua a fare… Ci chiedevamo, con un amico, qualche giorno fa, che senso avesse lo stillicidio degli outing comunicati puntuali in ogni, anche breve, notiziario… ché bisognerebbe lasciare spazio al ragionare, piuttosto che stupire elencando…

Con tutte le differenze del caso, mi viene in mente l’epoca di Mani pulite che nel bene e nel male (vittime, note e meno note, ce ne furono anche allora) svelò cose di cui tutti un po’ sapevano, ma che solo pubblicamente denunciate permisero lo sgretolamento di un sistema. Sgretolato questo, se ne è fatto un altro, ma, sappiamo, la corruzione oggi non è da meno, anzi… come dire: il re è morto, lunga vita al re…
E per evitare che lo schema si ripeta, è bene che di sesso pur si continui a parlare, ragionando… Perché la questione dei rapporti fra i due sessi è cosa che riguarda tutti, ma proprio tutti… dal mondo sfavillante di Hollywood scendendo scendendo lungo tutti i generi e le categorie di ‘strutture’ e organismi sociali, fino ad arrivare alla famiglia, da dove per ognuno di noi molto, quasi tutto, nasce…

Ho sentito parlare della tendenza delle donne a rappresentarsi come vittime, come capaci solo di lamento e quindi a porsi comunque su un piano di sottomissione. Ma questa è cosa che, ne sono convinta, nasce da lontano, nasce dall’educazione che si ha fin dall’infanzia… Ne parlava molto chiaramente e bene, in una trasmissione di radio3 (dove vivaddio si è ragionato e non elencato) Michela Murgia, che ha sottolineato fra l’altro il diverso giudizio che normalmente diamo ai comportamenti dei bambini, se maschietti se femminucce, la vivacità sempre ammirata o giustificata degli uni, la necessaria compostezza e riservatezza chiesta alle altre… che è cosa che dispone da subito, nelle bambine, alla sottomissione. Insomma il solito codice antico, e forse anche da lì bisognerebbe ripartire…
Ma sapete, ben venga anche questo svelamento di chi la pensa diversamente… perché permette di ragionare su alcune espressioni, pensieri e parole, che in questo momento mi sembra facciano solo confusione…

Questa strana difesa della libertà sessuale come libertà di sedurre “importunando”… e quest’idea che la pulsione sessuale sia per sua natura “offensiva e selvaggia” e tale debba rimanere…
Premesso che la questione è delicata e complessa, che il ventaglio delle condizioni, dei gusti e, perché no, delle perversioni è ampia … Penso che bisognerebbe stare un po’ attenti alle parole…
Importunare, ad esempio. La Treccani spiega: «che opprime col suo peso, che è di peso» e quindi «gravoso, difficile a sopportare». Che reca molestia, che mal si sopporta perché noioso, fastidioso, importuno, spiacevole.
E’ vero, “ sopportare le persone moleste” è una delle sette opere di misericordia spirituale. Ma non tutti siamo così misericordiosi…
Recare molestia, è “dare grave noia e fastidio”, tanto grave che Dante usa il verbo ‘molestare’ a proposito della bufera infernale che travolge i lussuriosi.
Gusti personali a parte, brutto messaggio questo della “necessità dell’amore molesto”. Di pulsioni “offensive e selvagge” come emblema di libertà…
Perché mai il piacere dovrebbe necessariamente passare per l’offesa? Quali modelli proponiamo? Quale espressione delle pulsioni sessuali…
Accettare d’essere importunati, l’offesa come momento essenziale di un rapporto (e chissà perché mediamente è il maschio a offendere di più…) e mettersi così un gradino al di sotto dell’altro, può portare ovunque…

Mi è difficile accettare questa “libertà d’importunare”… mentre leggo della donna massacrata di botte dall’uomo che aveva riaccolto in casa e della condanna inflitta al giovane che aveva ustionato l’ex fidanzata, la ‘sua’ Ylenia. Nell’uno e nell’altro caso, le due donne sono state molto generose con i loro uomini.. Ylenia ha tentato di scagionare il suo ragazzo… la donna massacrata nel novarese aveva già subito violenze eppure aveva anche difeso l’uomo che poi l’ha uccisa… e chissà di quanta libertà d’importunare, di quante offese è stata lastricata la strada del loro inferno…
Leggendo e rileggendo, qualche giorno fa, sulla pagina online di un quotidiano, l’intervista alla Deneuve, accompagnata da una foto con un ché di rosa, e le due notizie di cronaca, nera nera… queste due erano in apertura, scivolata più in basso, piuttosto in basso, l’altra. Diverso peso, direte…
Bèh , provate a fare un gioco “grafico”… mettetele vicine, queste tre notizie, in alto o in basso nella pagina, dove vi pare, ma affiancate l’una alle altre…
E ditemi, che effetto vi fa leggere, accanto al titolo della donna massacrata di botte, che “è giusto lasciare agli uomini la libertà di importunarci”… Se volete, metteteci pure in mezzo il volto della ragazzina australiana che si è suicidata per le offese di bullisti online…
Pensate… Di quante donne fanno strazio gli amori molesti…
A quali malintesi può dar adito quella proclamata “libertà d’offesa”…

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