lunedì 23 luglio 2018

Tunisia, esplode il vicino di casa

L’Italia prepara la missione militare in una Tunisia che ribolle. Oltre 200 arresti, decine di feriti
– Ancora proteste contro il carovita, la situazione degenera in scontri in molte città. Assalto contro la sinagoga a Djerba

Tutti a guardare con occhio americano all’Iran, mente sul pianerottolo di casa mediterranea prendeva fuoco l’appartamento accanto.
Da giorni la Tunisia è scossa da manifestazioni di protesta che hanno già registrato il primo morto e portato agli arresti di oltre duecento persone. Parliamo del solo ‘modello virtuoso’ uscito dalle Primavere arabe drammaticamente sfiorite. A rischio la stabilità stessa del Paese nordafricano.
Ed è allarme sopratutto in Italia dove, per i più attenti, c’è ancora la memoria di quando in Libia c’era Gheddafi, e a riempire le ‘carrette del mare’ sulla rotta del Mediterraneo erano i tunisini che fuggivano dalla dittatura di Ben Ali e da una crisi economica devastante che portò, nel 2011, all’esplosione della ‘rivoluzione dei gelsomini’.

Italia africana 2018

L’Africa al centro delle missioni italiane. La novità Niger, all’approvazione mercoledì 17 in Parlamento, potenziato l’intervento in Libia per l’addestramento della Guardia costiera e, già prevista, la Tunisia. Formalmente, missione Nato di supporto per lo sviluppo di ‘capacità interforze’ dell’esercito locale. Aiuto chiesto da Tunisi, e non è un gran bel segnale, se collegato alle tensioni interne che stanno esplodendo in piazza.
I nostri 60 militari svolgeranno attività di addestramento, consulenza e assistenza, supporteranno le unità delle forze di sicurezza tunisine, incluse la National Guard e le forze di polizia e le aiuteranno a sviluppare sopratutto le attività di controllo delle frontiere e di lotta al terrorismo. Soldati e un mezzo aereo: costo iniziale: 4,9 milioni di euro.

La Tunisia brucia

La Nato e l’Italia in particolare, in un altro pezzo di nordafrica attraversato da tensioni molto più estese e pericolose di quanto la stampa internazionale abbia sino ad oggi raccontato. Proteste contro il carovita, come a Theran, ma con più rabbia in corpo delle piazze iraniana. Più di 200 persone arrestate e decine di feriti negli scontri. Centinaia di giovani a Tebourba, a ovest di Tunisi, dove ieri è stato sepolto il manifestante rimasto ucciso durante le proteste di lunedì.
Nella notte un tentativo di dar fuoco con bottiglie incendiarie alla Casa della Preghiera nel quartiere ebraico a Djerba, tra le principali località turistiche tunisine dove -ci ricorda Umberto De Giovannangeli sull’UffPost– c’è la sinagoga El Ghriba, colpita da attentato nel 2002, che aveva causato la morte di 21 persone, tra cui 14 turisti tedeschi.

‘Austerity’ esplosiva

Legge finanziaria 2018, e austerity tunisina. Manovre impopolari che hanno contribuito a far esplodere la rabbia dei giovani, giù esasperati per la disoccupazione. In Tunisia è in vigore lo stato di emergenza dal novembre 2015. Dopo le disfatte sul campo subite in Siria e in Iraq, lo Stato islamico ha fatto del Nord Africa la sua nuova trincea del “califfato”, minacciando la sicurezza e la stabilità della Tunisia. ‘La lotta al terrorismo jihadista è uno degli obiettivi comuni tra Roma e Tunisi -sempre De Giovannangeli- , Ma non è il solo’
Cambiano le rotte per i rifugiati e i migranti che hanno cercato di raggiungere l’Europa nel terzo quadrimestre del 2017, quando – secondo l’ultimo rapporto dell’Unhcr – è fortemente aumentato il numero di persone che sono arrivate in Italia partendo dalla Tunisia. Dopo la Libia, rischio caos Tunisia.

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