martedì 24 aprile 2018

Nucleare Iran vigilia di decisioni, l’Europa cerca di frenare Trump

Oggi a Bruxelles incontro dei ministri degli esteri di Gran Bretagna, Germania, Francia e Iran.
– Le potenze europee riaffermano il loro sostegno all’accordo sul nucleare iraniano che Donald Trump ha respinto.
– Accade alla vigilia della decisione del presidente Usa se reintrodurre le sanzioni petrolifere abolite in base all’accordo

‘America first’, ma il resto del mondo

Il New York Times dall’agenzia britannica Reuters. «European powers will reaffirm on thursday their support for the Iran nuclear deal that Donald Trump has rejected… ». Come da sommario, l’Unione europea conferma il suo dissenso sulla questione del nucleare iraniano e conferma il sempre più evidente ed accentuato isolamento politico della amministrazione Trumpa dai suo tradizionali alleati atlantici.
Gran Bretagna, Francia e Germania, le potenze europee che hanno aiutato a negoziare l’accordo del 2015, rassicura Teheran sul mantenimento degli impegni presi, invitando l’Iran a fare altrettanto. Tradotto dal ‘diplomatese’, “qualsiasi decisione prende Trump, non dategli retta e continuate a trattare con noi”.

Il NYT: «The aim is to send a message to Washington that Iran is complying and that it is better to have the nuclear agreement than to isolate Tehran». L’Iran rispetta le regole ed è meglio avere l’accordo nucleare che isolare Teheran. Evidentemente i timori e le diffidente europee sono motivate da informazioni ufficiose di origine Usa. Mentre un portavoce dell’agenzia per l’energia atomica iraniana ha avvertito che l’eventuale ritorno delle sanzioni Usa farebbe tornare indietro anche la sua politica sulla moratoria nucleare.
Oggi a Bruxelles il tentativo dei ministri degli esteri di Gran Bretagna, Germania, Francia di ‘metterci una pezza’ parlando col collega iraniano Mohammad Javad Zarif.

Versione ottimistica presa anch’essa in considerazione da parte del quotidiano newyorkese, che la mossa europea sia stata di fatto concordata con Washington prima delle scadenze di questo mese, anche se non se ne coglie la logica. Trump deve decidere entro la metà gennaio se continuare a rinunciare alle sanzioni Usa sulle esportazioni petrolifere iraniane secondo i termini del patto.
Il dipartimento di Stato aveva fissano a venerdì, domani, l’annuncio della decisione di Trump, che arriverà, domani o dopo, proprio mentre il governo iraniano è alle prese con il dopo proteste popolari legate anche a difficoltà economiche.

Ufficiali statunitensi in pensione, membri del Congresso ed ex ambasciatori statunitensi. 52 esperti di sicurezza nazionale degli Stati Uniti che hanno firmato una lettera sollecitando Trump a non compromettere il trattato sul nucleare e ad inasprire le tensioni mediorientali dopo la controversa decisione su Gerusalemme capitale.
I paesi europei, tra loro in particolare Francia e Italia hanno beneficiato della riapertura delle relazioni commerciali con l’Iran. La Gran Bretagna ha riaperto la sua ambasciata a Teheran .Se Trump reimposta le sanzioni su Teheran, le potenze europee temono che l’accordo andrebbe in pezzi, convinta -al contrario di Trump- che l’accordo non possa essere rinegoziato.

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