venerdì 19 gennaio 2018

Nell’Albania del tutto possibile, fioriva la narco-polizia

Rimosso a Tirana il direttore generale della polizia Haki Cako, uomo potente difeso dal governo sino a pochi giorni fa. In carica dal 2015, in questo periodo -accusa l’opposizione- l’Albania è diventata uno dei maggiori produttori internazionali di cannabis e il principale fornitore europeo di ‘erba’. Coinvolti nei traffici i capi della polizia locale e l’ex Ministro dell’Interno.

L’Albania del tutto possibile

Haki Cako, direttore generale della polizia albanese dal 2015, detto dai suoi nemici personali e politici, Haki ‘Droga’, arbitro potente nel ‘Kanabistan’, come è stato ribattezzato il Paese delle Aquile, In questi ultimi anni l’Albania è diventata uno dei maggiori produttori internazionali di cannabis e il principale fornitore europeo di ‘erba’, il dato di fatto. Coinvolti nei traffici i capi della polizia locale e l’ex Ministro dell’Interno. Scandalo politico col paradosso del Capo del poliziotti coinvolti e del braccio destro del ministro cacciato, lascito al suo posto. Sino a pochi giorni fa.
Per memoria dei lettori di casa, Haki Cako era diventato personaggio internazionale del giugno 2016, quando venne sospeso dal suo incarico (pochi giorni e poi il ritorno), accusato di aver permesso l’introduzione nel Paese di apparecchiature in grado di spiare i telefoni cellulari. Strumenti di intercettazione italiani in prestito in Albania per vie traverse che coinvolgevano le due forze di polizia sul fronte adriatico, e di cui Remocontro ha dato dettagliata cronaca. Pasticcio mai chiarito da allora.

Tra scandalo e scontro di potere

Tutto nasce dal coinvolgimento dell’ex ministro Saimir Tahiri e del suo entourage, nel traffico di droga. Logica politica e richieste parlamentari volevano che il capo di polizia seguisse la sorte del suo ministro, ma il sostegno del premier Edi Rama, ha dato a Haki la forza di resistere dallo scorso autunno sino a ieri. Nel mezzo lo scontro di potere col neo ministro Fatmir Xhafaj. In Albania molti rapporti e rotture formalmente politiche sono regolare da questioni clanistiche e di famiglia allargata.
La rottura tra i due è diventata pubblica durante la visita del nostro ministro degli Interni. Ad accogliere Minniti, Xhafaj lo aspettava da solo. Haki Çako escluso anche dagli incontri in cui parlava appunto di traffici di droga tra Albania e Italia. Minniti ex ‘capo’ politico delle spie italiane, e quel raccolto del SHISH, il servizio segreto albanese (di scuola italiana), che indicava ben 128 poliziotti implicati nella ‘cannabis connection’. Il Capo della polizia non c’era e se c’era dormiva?

L’arroganza criminale esibita

Un altro episodio che gravava sulla credibilità di Haki Caka, la rivolta di Elbasan. Polizia attaccata dalle bande locali senza la forza di reagire. Un episodio che mostrava il degrado delle ‘uniformi blu’, denunciò allora la stampa locale. Su quei gravi fatti sono mancati gli arresti eccellenti, mentre Lapsi.al -quotidiano albanese- sostiene che molti agenti di polizia avevano allora rifiutato di far parte della ‘Task Force’ mobilitata per il riscatto della legalità, a causa della diffidenza verso i vertici della Pubblica sicurezza.
Mentre, stessa fonte giornalistica, torna all’attenzione il caso ‘IMSI Catcher’, il dispositivo di intercettazione italiano introdotto illegalmente in Albania ed utilizzato per intercettazioni che tutt’oggi rimangono sconosciute. Il dispositivo è stato maneggiato dagli agenti di polizia, su ordine di Haki Cako che allora -giugno 2016- era sfuggito all’arresto “grazie ad uno duro attacco politico” contro i giudici e procuratori.

Chi sa quali segreti possedeva Haki Cako per rimanere in carica
Chi sa quali segreti possiede chi ha imposto la sua destituzione

 

AVEVAMO DETTO

Albania, terra d’avventura: Stato, Antistato e l’Italia nel mezzo

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