venerdì 19 gennaio 2018

Vaticano-Usa dopo Steve Bannon, Ordine di Malta e ‘sedevacantisti’

Cacciato Bannon ‘Steve il Barbaro’, nuova fase Vaticano-Usa.
– Oltretevere vedono una maggiore possibilità di dialogo, sostiene Maria Antonietta Calabrò, esperta di cose vaticane che ne scrive sull’Huffinton Post.
– Bannon, ‘Apologeta dell’oscurità e del male, seguace del fascista esoterico Junius Evola’
– L’ecumenismo dell’odio tra cattolici ultraconservatori con gli evangelici che hanno appoggiato Trump
– I cosiddetti “sedevacantisti” alla Socci

Steve il Barbaro

Steve Bannon, “Steve il Barbaro”, lo chiama Maria Antonietta Calabrò. Steve Bannon schiantato nel “Crash test” contro Donald Trump col libro Fire and Fury. Tra i tanti cambiamenti attesi, anche una fase nuova nei rapporti tra Usa e Vaticano, tra Trump e Francesco.
Ma rimaniamo a Bannon. «Apologeta dell’oscurità e del male, sostenitore, diciamo così, del ‘lato oscuro della Forza’, per stare alla saga di Star Wars, seguace del fascista esoterico Junius Evola, era stato proprio Bannon a puntare lancia in resta contro Papa Francesco e il Vaticano, facendo leva su un gruppo di ultraconservatori, a cominciare dal cardinale Raymond Burke (patrono dell’Ordine di Malta, commissariato dal Papa)..».

‘Sedevacantisti’ e dintorni

Molto interessanti i dettagli ignoti a chi è estraneo al mondo vaticano. La caduta dell’ “uomo nero” di Trump, teorico del suprematismo bianco e dell’apocalisse sociale, lui, e i conservatori cattolici anti Papa Francesco. I cattolici americani ultraconservatori accusati su Civiltà cattolica di aver stretto un’alleanza con gli evangelici che hanno appoggiato Trump, costruendo una specie di “ecumenismo dell’odio”.
Retroguardia (in tutti i sensi) dello schieramento, i cosiddetti “sedevacantisti” alla Socci, i quali sostengono che fu un complotto dei Democratici americani a spingere alle dimissioni Benedetto XVI, l’unico legittimo Pontefice.

L’ecumenismo dell’odio

A luglio 2017, nell’articolo di Spadaro e Figueroa su Civiltà Cattolica, era citato espressamente Bannon come supporter di una “geopolitica apocalittica” che invoca una sorta di Armageddon su questa terra tra Bene e Male, «sfruttando i sentimenti religiosi in funzione di una forte polarizzazione politica con una lettura letterale della Bibbia molto simile a quella compiuta dai jihadisti del Corano».
Ad agosto, quando Bannon lasciò la carica di chief strategist -sempre Maria Antonietta Calabrò-, lo storico italiano Alberto Melloni ha twittato: “Un antico adagio diceva ‘chi mangia papa crepa’. Lo stratega dell’assedio a Francesco è caduto nella sua strategia”.

Oltretevere-Washington

Ma già a fine maggio, la visita di Trump al Papa, Bannon non era presente nella delegazione ed era rientrato anticipatamente a Washington, mentre il ruolo di ‘softpower’ nei confronti della Santa Sede venne allora svolto da Ivanka Trump, usando toni molto differenti rispetto alle teorie di Bannon, specie sui temi degli immigrati e degli ultimi.
«Adesso che il presidente, con la pubblicazione del libro Fire and Fury, ha potuto provare sulla sua pelle di cosa è capace “il Barbaro”, questo forse potrà aprire una breccia nella sua visione delle cose, e “una possibilità di maggiore dialogo anche con la Santa Sede”, commenta qualcuno Oltretevere». E Maria Antonietta Calabrò è giornalista sempre molto bene informata.

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