martedì 24 aprile 2018

Droni contro le basi russe in Siria, futuro del terrorismo jihadista

Nella notte tra il 5 e il 6 gennaio scorso, attacco dei terroristi effettuati contro le basi militari russe di Hmaymim e Tartus con 13 piccoli droni con esplosivi.
– L’allarme di Mosca, ‘Nuova pagina nella storia del terrorismo’.
– Tra i potenziali obiettivi civili dei terrorismo, residenze dei capi di Stato, impianti industriali, depositi di combustibile, stazioni di pompaggio di gas ed altre strutture civili di importanza strategica.

La fantascienza del terrore

Nella notte tra il 5 e il 6 gennaio, la difesa aerea russa è riuscita ad evitare gli attacchi dei terroristi effettuati con 13 piccoli droni armati con esplosivi contro le basi militari di Hmaymim e Tartus, informa l’Associated Press.
«13 droni dei jihadisti prodotti da paesi con alta capacità tecnologica».
Ed è allarme rosso non soltanto a Mosca.
«L’attacco con i droni a base russa in Siria è nuova pagina nella storia del terrorismo», titola l’agenzia Sputnik, non a caso.

La tecnica e l’armamento usato per la prima volta in una azione di vera e propria guerra, modello azioni terroristica che poteva scegliere qualsiasi altri bersaglio, mostra le nuove possibilità tecnologiche dei terroristi, ha dichiarato a Sputnik l’esperto militare russo Igor Korotchenko.
I militari russi hanno osservato che le soluzioni ingegneristiche utilizzate durante l’attacco «potevano essere ottenute solo da un Paese in possesso di elevate capacità tecnologiche».

Sempre da fonti russe viene svelato e rilevato come i droni siano partiti da lontano.
«Si tratta di una vera e propria minaccia che non devono sottovalutare tutte le agenzie di intelligence mondiali, è una nuova sfida che il terrorismo internazionale ha lanciato contro tutti i Paesi», ha detto Korotchenko.
Attacchi terroristici potrebbero verificarsi in qualsiasi Paese, in Europa, in Medio Oriente o in Asia. Con obiettivi possibili non solo militari. Allarme rosso, dicevamo.

Tra i potenziali obiettivi civili dei terrorismo, residenze dei capi di Stato, impianti industriali, depositi di combustibile, stazioni di pompaggio di gas ed altre strutture civili di importanza strategica. Da parte russa, sul caso specifico, dubbi sul fatto che i terroristi possano padroneggiare in modo indipendente la tecnologia di produzione e di utilizzo dei droni.
«E’ del tutto evidente che da soli e senza assistenza è improbabile che i terroristi abbiano potuto organizzare un massiccio bombardamento con droni dotati di esplosivi artigianali, il meccanismo di sgancio di queste mini-bombe non si può improvvisare».

Segnale e assieme avvertimento, con Mosca che forse sa chi dover ‘ringraziare’ in questo caso.
Ma la fantascienza del terrore è già realtà.

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