domenica 18 Agosto 2019

Clima, guerre e nucleare le minacce, avverte l’Onu

«Allerta rossa per il mondo», avverte il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, nel messaggio di fine anno.
– 2017 in cui conflitti si sono approfonditi e sono emersi nuovi pericoli.
– Preoccupazione per le armi nucleari come ai tempi della Guerra Fredda
– Cambiamento climatico più veloce della nostra azione a combatterlo.
– I rischi della terza guerra mondiale analizzati da Robert Farley, esperto di difesa e sicurezza nazionale americana

Allerta rossa per il mondo

«Nel 2017 i conflitti si sono approfonditi e sono emersi nuovi pericoli.
La preoccupazione globale per le armi nucleari è la più elevata dai tempi della Guerra Fredda.
Il cambiamento climatico procede più velocemente della nostra azione a combatterlo. Crescono le disuguaglianze.
Assistiamo a orribili violazioni dei diritti umani.
Nazionalismo e xenofobia sono in crescita».

Il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, senza sconti.
Nuovo anno e comunque l’ottimismo della speranza.
«Sono davvero convinto che possiamo rendere il nostro mondo migliore e più sicuro, perché siamo in grado di risolvere conflitti, superare l’odio e difendere valori condivisi. Ma possiamo farlo solo uniti».
Antonio Guterres, racconta l’agenzia DIRE (www.dire.it), «chiede ai governanti mondiali di impegnarsi per il nuovo anno a ridurre le differenze, superare le divisioni, ricostruire un’atmosfera di fiducia riunendo le persone intorno a obiettivi comuni. L’unità è la strada da percorrere». L’ottimismo del ruolo, ma la realtà dei fatti…

Terza guerra mondiale?

«Il mondo è riuscito a sopravvivere al 2017 senza lo scoppio di un conflitto tra superpotenze. In alcune parti del mondo, in Siria ad esempio, la tensione è sensibilmente diminuita. In altre regioni al contrario la situazione si fa sempre più tesa». Lo afferma Robert Farley, professore ed esperto di difesa e sicurezza nazionale americana: sollievo rispetto ai dodici mesi appena trascorsi, ma forti timori rispetto al prossimo futuro. Il rischio di nuove guerre.
Farley ha infatti pubblicato sulla pagine del The National Interest un elenco delle cinque zone calde dove nel 2018 potrebbe scoppiare la terza guerra mondiale.

Corea del Nord

Il primo Paese della lista di Farley è la Corea del Nord. Un po’ scontato ma previsione obbligata. Da mesi, relazioni tra Pyongyang e resto del mondo sempre più tese. Numerose prove di forza del leader Kim Jong-un, culminate a inizio settembre nell’esplosione della bomba all’idrogeno.
«I successi nello sviluppo di razzi vettori per testate nucleari della Corea uniti all’inesperienza dell’amministrazione Trump hanno creato una situazione insolitamente pericolosa», ha dichiarato il professor Farley. Gli Stati Uniti chiedono la denuclearizzazione. Pyongyang parla del nucleare come ‘questione di vita o di morte” (Saddam e Gheddafi non avevano la bomba atomica). Missili balistici coreani in grado di raggiungere gli Stati Uniti, e per Farley, rischio guerra che coinvolgerebbe anche Giappone e Cina.

Taiwan

Secondo Paese a rischio guerra mondiale sarebbe Taiwan. Pechino invaderà militarmente Taiwan nel momento in cui si avvicineranno all’isola le navi militari americane. È la minaccia. Ipotesi di conflitto prematura, ma possibile e pericolosa. La Cina ha intensificato l’attività militare nella regione, mentre gli Stati Uniti, che condannano la mossa cinese, stanno intensificando le consegne di armamenti a Taiwan.
Pechino ha accusato Washington di interferire nei suoi affari interni dopo che Trump ha ratificato il disegno di legge per consolidare i legami con l’isola. Infatti, con il National Defense Authorization Act 2018, l’amministrazione americana mira a rafforzare la cooperazione con l’isola, attraverso visite reciproche ed esercitazioni militari congiunte.

Ucraina

La lista del professore americano continua con l’Ucraina dova la situazione rimane tesa. La tregua nell’est del Paese viene costantemente violata mentre le continue proteste a Kiev -malgoverno e lotte di potere- mettono in discussione la stabilità del governo. Giorni fa, il quasi golpe del georgiano Saakashvili contro il presidente Poroshenk.
Secondo Farley, con la caduta del governo ucraino potrebbero salire al potere le forze di estrema destra con un’escalation del conflitto in Donbass. Il professore ha preso in considerazione anche uno scenario nel quale Mosca rafforza la propria presenza in Ucraina con un vero e proprio scontro militare tra Russia e Occidente.

Turchia

Nella lista anche un Paese della Nato, la Turchia. Per l’esperto di difesa e sicurezza nazionale americana, l’allontanamento di Ankara da Unione europea e Stati Uniti e l’avvicinamento con Mosca è un segno di un possibile cambiamento di forze nella regione. Turchia, Russia e America non considerano la guerra un modo ragionevole per risolvere una difficile situazione diplomatica. Ma Ankara è di fondamentale importanza per l’esito dei conflitti in Siria, Iraq, Iran, Balcani e Caucaso. Un cambiamento nell’orientamento diplomatico della Turchia potrebbe avere quindi effetti imprevedibili sui suoi confini.

Golfo persico

Guerra in Siria affievolita, tensione crescente tra Arabia Saudita e Iran. Dalla Siria allo Yemen dove Arabia Saudita e Iran stanno combattendo una guerra per procura. Ma le cose potrebbero degenerare. «Riad dichiarato di essere pronta a costruire una coalizione diplomatica e militare contro l’Iran e a includere possibilmente anche Israele in essa. Con l’appoggio di Trump», dichiara Farley. Ovviamente in campo anche la Russia a difendere le sue posizioni nella regione. Rischio confronto tra superpotenze. Se aggiungi la confusione diplomatica dell’amministrazione Trump il rischio sale.
«Possibili errori di calcolo in situazioni di crisi e non di crisi», ha concluso l’esperto americano. Il 2018 è alle porte e per Robert Farley anche la terza guerra mondiale.

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