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mercoledì 13 Novembre 2019

Addio Albino Longhi storia del Tg1

E mancato nella notte Albino Longhi, storico direttore del Tg1, per tre volte alla guida dell’allora incontrastata testata Rai, grande direttore, grande galantuomo.

[contact-field label="Nome" type="name" required="true"/][contact-field label="Email" type="email" required="true"/][contact-field label="Sito web" type="url"/][contact-field label="Messaggio" type="textarea"/][/contact-La notizia attraverso una telefonata con magone dell’amico Piero Badaloni, dopo la visita di Natale sconsigliata dai familiari e dire di condizioni di salute sempre più precarie. Il burbero buono Albino Longhi se n’è andato nella notte, forse a chiudere un brutto 2017, forse a ricordarci che anche il 2018 ci proporrà sfide molto difficili.
La biografia ufficiale di Albino è tanto scarna quanto intensa è stata la sua attività giornalistica. Fotografia di un uomo schivo.
Nato a Mantova il 6 settembre 1929, Albino è stato l’espressione alta del cattolicesimo in politica e nel giornalismo, che non fu soltanto Democrazia cristiana, ma fu garanzia costituzionale per tutti il Paese.

Giornalista professionista dal 1954, inizia alla Gazzetta di Mantova, passando poi a testate giornalistiche nazionali. Nel 1969 in Rai, diventa direttore prima della sede regionale siciliana e poi di quella friulana.
Nel 1982 viene nominato direttore del TG1, dopo il terremoto P2 e la sofferta vicedirezione di Emilio Fede. Rimane alla guida del telegiornale Rai, record di ascolti e di prestigio, fino al 1987, diventando poi responsabile delle tribune politiche e successivamente vice direttore generale.
Il realtà torna per altre due volte alla giuda del Tg1: 1993, per sette mesi, al posto di Bruno Vespa, sostituito da Demetrio Volcic, e nel 2000-2002 al posto di Gad Lerner.

L’uomo dei periodi critici. Quando non sapevano come fare pensavano a lui, alla sua forza pacata, alla sua eleganza nei modi, al suo garbato disincanto. Autentico Cincinnato si è, ogni volta, ritirato in disparte dopo aver assolto al proprio compito senza aspettarsi alcun grazie.
Sposato, tre figli, sette nipoti, quattro pronipoti.
A loro le condoglianze col groppo in gola da parte del nano Remocontro.
E di chi lo dirige, avendo avuto la fortuna di lavorargli accanto. Accanto ad Albino Longhi e a Roberto Morrione, maestri di giornalismo, di rigore e di vita.

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