lunedì 27 maggio 2019

Per Trump Russia e Cina nemici, ma di amici chi gli resta?

La settimana prima di Natale Trump ha definito Russia e Cina «avversari» che cercano di sfidare il potere americano ed eroderne sicurezza e prosperità. Analisi della controparte alla vigilia di Capodanno: il comportamento aggressivo degli USA li porterà all’isolamento e al fatto che tutti si uniranno contro di loro.

Vigilia di Natale dagli Stati Uniti

Il primo discorso strategico sulla sicurezza nazionale del 45esimo presidente degli Stati Uniti di nome Donald Trump. Innanzi tutto Russia e Cina: «Mirano a rendere le economie meno libere e e meno corrette, ad accrescere la loro forza militare, a mettere sotto controllo l’informazione e i dati per reprimere le loro società ed espandere la loro influenza».
E il mondo scopre che le promesse isolazioniste del candidato Trump sono un ricordo. Pensare che tutto accade a sole ventiquattro ore dai ringraziamenti del Cremlino al presidente americano per l’attaccato terroristico sventato a San Pietroburgo grazie alla Cia, aiuto che «ha salvato molte vite» ha dichiarato il portavoce di Putin, Dmitri Peskov.

La prima National Security Strategy del mandato Trump in cui Russia e Cina sono definite «potenze revisioniste» perché vogliono rivedere lo status quo globale e indicano in particolare due zone di conflitto: le interferenze russe intese come incursioni militari in Ucraina e in Georgia quindi in Europa. In Asia l’aggressività di Xi Jinping nel Mar cinese meridionale.
Naturalmente sono menzionati come nemici Iran, gruppi terroristici islamisti e Nord Corea a cui si riconoscono i progressi militari e una maggiore capacità offensiva quindi una crescente pericolosità. Poi c’è la la cyberguerra. Guerre in corso è sotto gli occhi di tutti con i ripetuti attacchi hacker ad istituzioni pubbliche e private, ministeri e banche solo per fare due esempi. Dopo ogni attacco hacker spesso di portata globale, si additano sempre società, spie, gruppi di informatici comunque riconducibili a Cina e Russia.

Vigilia di capodanno dalla Russia

Il politologo russo Evgenij Satanovsky ha commentato ai media russi la nuova dottrina della sicurezza nazionale degli Stati Uniti, in cui Russia e Cina figurano fra le principali minacce. «Washington commette errori fatali che possono rivoltarglisi contro», è convinto l’esperto. Egli ha sottolineato che gli Stati Uniti hanno creato da soli un blocco russo-cinese e dichiara guerra su almeno due fronti.
Il comportamento aggressivo degli USA li porterà all’isolamento e al fatto che tutti si uniranno contro di loro, ha detto Satanovsky. L’esperto è convinto che gli americani non abbiano più alleati e non ne avranno mai più. Qualcuno, come gli europei, semplicemente li disprezzano -continua Satanovsky-; altri, come l’Iran e la Corea del Nord, “mordono i suoi fianchi”. Altri ancora, invece, aspettano che collassino. Quest’ultimi, ha affermato Satanovsky, sono proprio Russia e Cina.

La National Security Strategy Usa precedente era sta firmata da Barack Obama nel marzo 2015. La rivista Foreign Affairs aveva contato che le parole ‘lead, leader, leadership’ apparivano 94 volte, una precisa idea del ruolo guida degli Stati Uniti nel mondo. Nella Strategia di Trump sembra prevalga l’elenco di alcuni obiettivi e soprattutto la sensazione di un’America che sarà pure First, ma in difesa.
Rispetto a Obama, altra macroscopica differenza. Non è menzionato il cambiamento climatico come minaccia alla sicurezza nazionale americana, che invece il predecessore considerava una priorità. Il cambiamento climatico non è più un nemico del suo paese reduce da un autunno di devastanti uragani. Ma questo era alla vigilia di Natale.

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